martedì 28 gennaio 2014

SKOPELOS - L’ISOLA della MUSICA - sinfonia di verde e blu


 di PUCCY – Ornella Baciocchi  




 



La nostra vacanza a SKOPELOS inizia alle prime luci del giorno, seduti sotto una frondosa pergola, in un giardino dove ancora indugia il freddo della notte e la rugiada del mattino, con il piacevole tepore di una tazza di caffè caldo fra le mani, con il profumo denso e umido dei pini e del sensuale gelsomino, con il sapore dolce e fruttato delle marmellate casalinghe spalmate sul pane ancora caldo. Ho ancora vivo in tutti i miei 5 sensi il ricordo di quella mattina di giugno, quando ho capito che avrei amato SKOPELOS ben oltre il suo meraviglioso mare e le sue spiagge incantate, quando, non so perché, SKOPELOS mi è entrata in testa come le note di una grandiosa e articolata composizione musicale, una variegata “Sinfonia in Verde – Blù” che sento ancora ronzarmi in testa. Le note verdi e blu di questa sinfonia si muovono sul pentagramma dei miei ricordi, ora si legano fra loro in un armonioso accordo di violino fatto di mare, pini e candidi lidi, ora battono su un tamburello il ritmo dei mie passi per vicoli sonnolenti e bianche scalinate, ora saltellano allegre e ammaliatrici sul luccichio delle onde come sulle corde di un pianoforte, ora dispiegano le ali su aperti e solenni paesaggi come un’aria d’opera lirica, ora compongono la lenta e sacra melodia che ritma la vita nei monasteri, ora sono le canzoni rembetike di Giorgios Xintaris e Kostas Kalafatis che riempiono la notte di magia. Inevitabilmente a SKOPELOS ronzano in testa anche gli orecchiabili ritornelli pop degli Abba che, ironia della sorte, composti negli anni ’70 in una fredda e brumosa isola di fronte a Stoccolma, sono divenuti la colonna sonora di una solare e luminosa isola greca… forse non è un caso se i produttori del film-musical Mamma Mia! hanno scelto proprio SKOPELOS dopo aver visitato altre 25 isole greche e forse non è un caso il suo grande successo: SKOPELOS è senza dubbio L’ISOLA della MUSICA, non potevano trovare di meglio!!!

 
 

PRELUDIO” – Arrivo a Skopelos

A Skoplelos arriviamo di buon ora con il primo catamarano partito da Alonissos alle 7.00. Dopo soli 20 minuti di navigazione inizia la nostra vacanza a SKOPELOS, entriamo nell’ampio golfo della capitale e la Chora, illuminata dalla luce radente del primo mattino, ci appare come una grande città, in effetti, per lo standard medio delle isole greche, può ben considerarsi tale. La Chora è il porto principale e il cuore dell’isola, il luogo dove vivono 3.500 dei 6.000 residenti isolani, il luogo dove si concentrano attività e servizi, strutture turistiche, ristoranti e locali di intrattenimento. Sbarcando sul molo di attracco con il mare alle spalle, la città si apre davanti a noi a 180°, come un grande ventaglio, scenograficamente disposta intorno al grande specchio di mare del porto. Difronte c’è la parte “bassa” della città, la zona più commerciale e ricca di negozi, su questo tratto di lungomare c’è la fila dei bar e dei ristoranti utilizzati soprattutto dalla gente di transito e in attesa di imbarco. A sinistra si stende la zona residenziale, qui si trovano la maggioranza dei servizi e delle strutture turistiche, delle agenzie di autonoleggio e dei supermarket, in questa zona si trovano piccole pensioni e alberghi con piscina disposti sia lungo il mare che nella zona retrostante. Sulla destra, invece, snocciolata su un paio di collinette, c’è la parte più antica della Chora, quella denominata “Pyrgos” o “borgo fortificato”, che termina sul mare con la bianca siluette della chiesa della Panagitsa, la chiesa più famosa e più fotografata della città. Nell’insieme, la cosa che subito colpisce di questa Chora è il suo aspetto armonioso, la pressoché totale assenza di cartelloni pubblicitari, insegne al neon e brutture simili, nulla turba il suo profilo pulito, lineare, semplice e al tempo stesso elegante. Skopelos incide immediatamente il dagherrotipo della memoria con le sue brillanti case e la sfilata di piccole chiese sulla collina che domina la baia

 

La Chora e il Pyrgos di Skopelos
 

Con ampie pennellate di luce il mattino risveglia le case della Chora, strette una accanto all’altra e disposte come sulle gradinate di un antico teatro, alcune già sorridono illuminate dal sole, altre ancora sonnecchiano fra gli ultimi lembi di ombra. Le case di Skopelos mi piacciono subito, le trovo belle e genuine, molto diverse da quelle delle Cicladi e degli altri arcipelaghi della Grecia, molto simili a quelle della vicine regioni della Magnesia e del Monte Pelion con cui condividono i freddi inverni del Nord Egeo. Azzurro e blu quasi non esistono, qui i colori dominanti sono bianco, marrone, crema e vaniglia, i tetti sono di coppi rossi e di argentee lastre di scisto, infissi e balconi sono di legno scuro: i colori della terra dominano su quelli del mare. Per l’intera cittadina lo stile si ripete cosicché le case sembrano essersi riprodotte spontaneamente o sembrano moltiplicate dai riflessi di mille specchi, tutto pare esser stato costruito da poco o da sempre. Così, appena arrivati, abbiamo subito la sensazione di trovarci davanti ad una città in qualche modo speciale e non troppo diversa da come poteva apparire ai viaggiatori del 1800: scopriremo poi che questa Chora è davvero speciale, ufficialmente riconosciuta come “insediamento tradizionale” e protetta da decreto presidenziale.

 
Le Case di Skopelos
 

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Come facciano gli affittacamere a capire subito chi, fra la gente che sbarca, non abbia prenotazioni di sorta come noi…. resta un mistero… Sul molo ci viene subito incontro MANOS che ci propone subito di andare a vedere i suoi studios. Ci ispirano il suo viso aperto e il suo buon italiano imparato lavorando in Italia, carichiamo il bagaglio sulla sua auto e partiamo: “vedere non costa nulla – ci dice sorridendo - se non vi piace, nessun problema, vi riaccompagno al porto”… In 5 minuti di orologio arriviamo ai MANOS STUDIOS e ci piacciono subito. La struttura è piccola e bianca, immersa in un grande giardino – boschetto - orto - frutteto, circondata da un intenso profumo di pino e gelsomino, qua e là dei dipinti naif fatti dallo stesso Manos, intorno silenzio e cinguettio di uccelli. Manos ci fa accomodare ad un tavolo posizionato sotto una rigogliosa pergola, sparisce verso la casa che si intravede sul fondo del giardino e poco dopo ricompare con due bicchieri di succo d’arancia e una cartina di Skopelos, la distende sul tavolo e armato di penna inizia a descriverci l’isola. In modo scientifico evidenzia i luoghi di interesse, le curiosità e le strade panoramiche, sottolinea le spiagge migliori e attribuisce a ciascuna persino una votazione da 1 a 5 stelle, annota con cura sulla mappa della città i ristoranti, i locali dove si fa musica e i negozi dove acquistare cose artigianali…. Molto interessante e utile, certo, ma non comprendiamo del tutto il motivo di questo immediato briefing mattiniero fino a quando non compare ALEXANDRA una graziosa anziana signora che sorridendo posa sul tavolo un vassoio con tazze di caffè bollente, pane, burro e dolci. Manos, sorride tutto soddisfatto della nostra sorpresa, piega al volo la cartina, ci invita a fare colazione e ad assaggiare assolutamente le marmellate fatte da mamma Alexandra con la frutta del loro giardino. Anche Alexandra si siede con noi e inizia chiacchierare, ci prodiga mille altri consigli e ci racconta un sacco di cose sull’isola e la sua vita. Attraverso gli occhi azzurri di Alexandra e il luminoso sorriso di Manos, SKOPELOS ci scorre davanti tutta verdeggiante, coronata da fitte foreste che declinano fino a candide spiagge lambite da acque cristalline, vediamo foreste di pini e platani, uliveti e fichi, mandorle, prugne, pere, noci e altri alberi da frutto: l’ultima delle preoccupazioni di Manos e Alexandra è quella di darci la camera e l’ultimo nostro pensiero è quello di avere una camera.... La nostra vacanza a SKOPELOS inizia così, con le note indimenticabili di questo “preludio mattutino”, ritmato da una conversazione spontanea e sospesa nel tempo, come un brano suonato da un oboe e un clarino che si rispondono senza fretta, la nostra vacanza a SKOPELOS inizia con due persone appena incontrate e che già sentiamo di conoscere da una vita.



…la nostra vacanza a Skopelos inizia così...





OVERTURE” – Le candide spiagge della Costa Occidentale

Sistemiamo in due minuti le nostre cose nel superaccessoriato monolocale del primo piano che ci viene assegnato da mamma Alexandra; non manca proprio nulla e spalancando le imposte entra l’inebriante profumo dei pini che appoggiano le loro fronde sul balcone, bellissima la vista sulla Chora che ci darà il buongiorno ogni mattina. Chiediamo a Manos dove possiamo noleggiare un buono scooter a buon prezzo e lui ci accompagna subito in auto al porto dal noleggiatore convenzionato, “senza impegno, se non vanno bene – dice col suo affabile sorriso – andiamo da un’altra parte”. I motorini sono nuovissimi e con bauletto, il prezzo è ottimo, 11 euro al giorno, affare fatto. Non perdiamo altro tempo e, cartina alla mano, si parte !!

Seguiamo le indicazioni per Panormos – Glossa e imbocchiamo la strada che, attraversando l’isola, porta dritta alla costa occidentale e alle sue candide spiagge: troppa è la curiosità, incontenibile la voglia di mare. Manos ha evidenziato in questa parte dell’isola molte belle spiagge e ben 3 meritano, a suo parere, “5 stelle”, Milià, Kastani e Hovolo. Non potremo certo dargli torto, ma anche le altre che incontreremo non saranno da meno e il percorso stesso si rivelerà molto bello, con splendidi panorama, tanti bei punti dove fermarsi a fare foto o pranzare in una bella taverna vista mare, sempre circondati dall’inebriante profumo dei pini e l’assordante frinire delle cicale. La costa occidentale SKOPELOS dispiega con grande generosità le sue note verdi e blu e come in una grande Overture Sinfonica espone senza incertezze i suoi leitmotive di bosco e mare, profumati frutteti e chiare spiagge, origano, timo, resina e salsedine regalano un ineguagliabile potpourri.



PANORMOS Dopo 11 kilometri di bella strada asfaltata attraverso dolci e verdi colline, si apre subito davanti a noi, ampia e in un contesto paesaggistico molto suggestivo, la magnifica baia di Panormos e facciamo subito la prima sosta. Panormos è sicuramente una tra le più belle baie dell'isola e il fatto di essere coronata da strutture e attrezzata con ombrelloni e lettini non toglie nulla alla sua naturale bellezza e perfezione. Due piccole e boscose isole sorvegliano come sentinelle l'ingresso della baia e, dietro loro, si staglia nitido sull’orizzonte il profilo di Skyathos creando una naturale scenografia per uno dei più bei tramonti dell’isola, forse il più dolce in assoluto. La grande baia è preceduta, sul lato sinistro, da un piccolo e profondo fiordo, molto riparato e nascosto, il porto naturale di BLÒ, dove gli alberi di pino arrivano ad accarezzare la riva del mare e le numerose barchette ormeggiate. Contemplando incantati il paesaggio, verde e brillante di pini, ben comprendiamo il nome di questa baia, Pan-Ormos, la Baia di Pan, il dio mezzo uomo e mezzo capro, il dio delle selve e dei pascoli, il dio che qui veniva adorato in una muschiosa grotta-santuario.

Panormos
 

Skopelos, come la vicina Alonissos, venne abitata intorno al 1600 a.C  dai Cretesi, sin qui guidati dal Re Stafilo, mitico figlio di Arianna e Dionisio, e fino al II secolo d.C. l'isola era ancora chiamata Peparithos dal nome del più giovane fratello di Stafilo. Dopo il periodo miceneo, l’isola venne utilizzata dai Dolopi come base per le loro scorrerie piratesche ma presto Skopelos passò fortunatamente sotto il controllo degli abitanti di Calcide, la capitale della vicina isola di Eubea, che vi fondarono tre città in luoghi strategici, Panormos, Selinunte (l’odierna Loutraki-Glossa) e Peparithos (l’odierna città di Skopelos). Sfruttando i grandi porti naturali di queste tre località furono avviate fiorenti attività marittime e commerciali che regalarono all’isola pace e benessere, Skopelos divenne stabilmente patria di abili marinai che viaggiavano per tutto il Mediterraneo e il Mar Nero, venivano in contatto con altre culture e portavano nella loro isola nuove idee modificando e arricchendo le proprie tradizioni. Skopelos da allora in poi divenne, in un certo senso, un’isola cosmopolita, fin dall'antichità vi furono impiantati elementi di culture diverse, lo stesso costume popolare conserva elementi estranei rispetto a quelli del vicino continente e delle altre isole greche, per questo gli abitanti di Skopelos si distinguono ancora oggi per competenze in attività artigianali di pregio come la cantieristica navale, per tradizioni artistiche nella ceramica, nella pittura e nella composizione musicale, in particolare la musica rembetika, per la loro apertura mentale e ospitalità.

Di quei tempi lontani e della antica colonia di Panormos, restano ancora oggi visibili parti di mura in buone condizioni e le fondamenta di una acropoli, nota come Paleokastro, da cui parte un suggestivo sentiero che conduce direttamente alla caverna – santuario del dio Pan, l’antico patrono di questa verde baia. Oltre al verde, l’altro colore dominante di Panormos è il blu scuro delle sue acque, forse Panormos è l'unica baia di Skopelos ad avere il mare davvero blu, un blu tanto intenso da suggerire vertiginose profondità. La spiaggia, per contrasto, è chiara e luminosa, lunga e ampia, di grossa sabbia mista a ghiaietto, attrezzata con lettini e ombrelloni messi a disposizione gratuitamente dai bar e dalle taverne con il solo impegno di una consumazione o di uno spuntino. Dietro la spiaggia corre la strada principale che prosegue verso Glossa e si allarga la piccola località balneare dove si trovano diversi studios e buoni hotel, taverne, caffetterie, market, agenzie turistiche e autonoleggio, persino un paio di “rent a boat” nella zona del porticciolo di Blò, dove si può noleggiare una barca per tutta la vacanza o solo per qualche giorno ed esplorare la zona. La baia di Panormos si raggiunge comodamente anche con il bus comunale che effettua ben 2 fermate ai due estremi della spiaggia, la spiaggia è di facile accesso e non ci sono problemi di parcheggio, pertanto è una spiaggia molto popolare e frequentata, sia da famiglie che da giovani. A giugno Panormos era pressoché deserta e meravigliosa, possiamo ben immaginare che in alta stagione, data la sua “comodità”, la situazione possa esser differente anche se è talmente grande che credo sia impossibile riempirla.


Panormos… Sinfonia Verde Blu


 

ANDRINES Riprendiamo il nostro viaggio verso nord e pochi metri dopo la spiaggia di Panormos vediamo il sentiero che conduce alla piccola spiaggia di Linarakia che ospita un piccolo e caratteristico ristorante. Oltre inizia la località denominata Andrines o Andrina costituita da serie di piccole calette ben nascoste dai pini, non visibili dalla strada che su questo lato del Golfo di Panormos corre alta rispetto al livello del mare.

Una suggestiva leggenda lega questo luogo alla tragica fine del Capitano Andrina, una donna pirata che cercò di conquistare l'isola. Dopo aver sbarcato i suoi uomini a Panormos, Andrina nascose la nave in una di queste piccole baie aspettando il loro ritorno vittorioso, ma nessuno tornò, comprese che i suoi uomini erano stati sconfitti e che ben presto lei stessa sarebbe stata catturata, allora si buttò in mare e si lasciò inghiottire dagli abissi.

Alcune delle baie di Andrines sono tanto piccole da poter ospitare al massimo 2 o 3 persone, altre sono un po’ più grandi, tutte hanno un fondale ghiaioso che si fa subito profondo, un: mare molto limpido e trasparente di un particolarissimo colore turchese brillante, essendo poco accessibili hanno il vantaggio di essere poco frequentate. Possono essere esplorate noleggiando una barchetta a Panormos o percorrendo a piedi il sentierino che continua dopo Linarakia. Una di queste graziose baie si trova proprio sotto l’albergo Adrina Beach Hotel ed è accessibile dalla strada principale tramite questo, qui troverete ombrelloni e lettini e un bellissimo beach bar, in prossimità dell’hotel c’è pure una fermata del bus comunale.


...semplici sport acquatici di una volta…
 


MILIÀ  Dopo Andrines la strada sale ancora un poco e raggiunge il promontorio dove poi piega decisa sul versante che scende ripido al mare e dove le foreste di pini appaiono ancora più fitte e scure. A 2 kilometri da Panormos troviamo la deviazione per Milià e in questo punto c’è anche la fermata del bus comunale che percorre la strada principale dell’isola con molte fermate lungo il tragitto, soprattutto in prossimità delle deviazioni per le spiagge principali, rendendo possibile la visita di gran parte dell’isola anche a chi non volesse noleggiare un mezzo autonomo. Dalla strada principale scendiamo quindi per circa 400 metri lungo una ripida stradetta asfaltata fino ad uno spiazzo ombroso dove si può parcheggiare, oltre gli alberi c’è la spiaggia. MILIÀ merita in tutto e per tutto la valutazione a “5 stelle” di Manos: lunga, bianchissima, acqua di cristallo immobile semplicemente spettacolare… Ma la cosa più bella di Milià è il contesto paesaggistico, nel suo insieme idilliaco e vagamente tropicale, mi ricorda tanto l’isola di Praslin nelle Seychelles. Il verde cupo della vegetazione rigogliosa scende fitto fitto sino a riva, il colore del mare è turchese intenso, grandi scogli bianchi modellati dal mare chiudono la spiaggia e, di fronte, l'isola di Dassia è distesa come una enorme sirena dalla coda di squame verdi e lucenti, nessuna costruzione a turbare la purezza del paesaggio. Quando arriviamo troviamo questo paradiso completamente deserto e abbiamo così la fortuna di poterlo contemplare nel suo abito migliore e in una giornata meravigliosamente luminosa e senza vento. Ci sediamo un po’ al sole e ci divertiamo a guardare due bimbetti che si divertono un mondo a rincorrere i piccoli pesci con il retino: poesia degli “sport acquatici” di una volta…. Ma la spiaggia di Milià non è solo bella ma anche la più grande dell'isola, quasi un kilometro di morbida sabbia mescolata a ghiaietto fine. Per metà è ampia abbastanza da partite di pallone anche in alta stagione e tanto grande che nel settembre 2007 è stata il campo base della Universal Pictures per attrezzature, macchinari e circa 230 membri di staff per le riprese del film “Mamma Mia”. In questo lato della spiaggia in luglio agosto si possono trovare anche divertimenti acquatici, ma in giugno è del tutto silente. L’altra metà della spiaggia, quella che ricorda le Seychelles, è una zona di assoluto relax. Su tutta la spiaggia ci sono comunque zone libere e zone attrezzate con ombrelloni, lettini e cabine per cambiarsi, ma nulla di invasivo o tale da turbare la bellezza di questo luogo . Per uno spuntino c’è un baretto che vende bevande fresche, panini e caffè, se invece si vuole pranzare c’è una taverna tradizionale proprio dietro la spiaggia.
 

Milià … come alle Seychelles
 



KASTANI Il nostro tour sulla costa occidentale continua e ci porta alla spiaggia di KASTANI, la seconda a “5 stelle”, che si trova a circa un kilometro dopo Milià. Dalla strada principale, in prossimità della relativa fermata del bus comunale, si imbocca una breve e ampia strada sterrata che scende al mare. Vale sicuramente la pena di fermarsi all’ultima curva per contemplare e fotografare dall’alto questa magnifica baia chiusa da un pizzo di scogliere bianche e abbracciata dai fianchi di alte montagne coperte di pinete che scendono fino al mare. A mio avviso la spiaggia di Kastani è semplicemente spettacolare, acque smeraldine e cristalline, sabbia bianca, ma talmente bianca che non si riescono neppure a distinguere gli ombrelloni bianchi allineati sulla sabbia. Penso proprio che Kastani, prima dell’insediamento delle strutture del nuovo beach bar, doveva essere una apparizione da togliere il fiato… Infatti la spiaggia, sempre bellissima, è oggi anche in gran parte attrezzatissima: candidi ombrelloni, comodi lettini dotati di soffice materasso, sedie e sdraio su prato inglese, sontuosi gazebo con tendaggi e cuscini colorati, un beach bar con giardino, docce e servizi, sottofondo musicale non assordante. L’insieme è quello di un luogo curato, raffinato e alla moda, indubbiamente gradevole a vedersi, ma in un contesto così naturalmente e spontaneamente bello sembra un po’ una forzatura, quasi una profanazione. Scendiamo a dare un’occhiata da vicino e restiamo stupiti quando i ragazzi del bar, cortesi e disponibili, ci invitano ad accomodarci dicendo che tutte le strutture possono essere utilizzate gratuitamente ordinando semplicemente una consumazione, bastano una bibita o un caffè... Dite quel che vi pare, ma in Italia un luogo e un servizio così ce li sogniamo proprio!!! Ma se proprio preferite l’ombra naturale degli alberi e il tradizionale asciugamano sulla sabbia, la porzione di destra della spiaggia è ancora nature….

Pian piano arriva gente, soprattutto giovani, non solo richiamati dalla bellezza della spiaggia e dai confort del beach bar ma anche dal fatto che in questa spiaggia sono state girate diverse scene del film musical “Mamma Mia!”, in particolare la scena in cui Sky e Sophie cantano “Lay all your love on me” e l’ambientazione del beach bar per “Does your mother know?” hanno fatto di Kastani una vera star, una tappa obbligata del cosiddetto “Mamma Mia Tour”, autonomo o organizzato che sia.


Kastani 

Kastani Beach Bar

 

HOVOLO Per arrivare ad HOVOLO, la terza delle spiagge a “5 stelle” segnalate da Manos sulla costa occidentale, dobbiamo proseguire per altri 5 kilometri fino al paese di Elio – Neo Klima che dista in tutto 19 kilometri dalla Chora di Skopelos. Non ci sono indicazioni per la spiaggia di Hovolo, quando si arriva al paese di Elio bisogna prendere subito la prima strada che scende verso il porticciolo, arrivati al mare bisogna tenere la sinistra, dove ci sono alcuni studios e una spiaggia molto sassosa, e continuare sempre verso sinistra fino ad uno spiazzo sterrato dove si deve parcheggiare perché la strada finisce. Prendete con voi tutto ciò che vi occorre, su questa spiaggia non c’è niente di niente, e proseguite a piedi lungo la scogliera e a bordo d’acqua. Meglio avere scarpette da scoglio, robuste ciabatte di gomma o sandali anfibi perché in alcuni tratti del percorso si mettono i piedi nell’acqua e si cammina sempre su sassi e scogli non propriamente lisci, le infradito morbide non sarebbero il massimo. Il percorso è comunque facile, adatto a tutti e piuttosto breve, 10 minuti massimo, non si devono fare arrampicate ma solo restare sempre a bordo d’acqua e fare un po’ di gimkana fra gli scogli. Appena doppiata la prima falesia apparirà subito davanti a voi la bellissima e candida spiaggia di Hovolo con le sue tre immacolate insenature di sabbia candida e il suo mare dalle mille sfumature azzurre. Dal punto di vista paesaggistico Hovolo è un luogo magico e suggestivo, le alte e candide scogliere danno la sensazione di un intimo rifugio benché la baia sia molto aperta, al tempo stesso suggeriscono l’atmosfera di un luogo selvatico e isolato benché il paese non sia lontano. Hovolo è un luogo di contrasti, al mattino gran parte della spiaggia è in ombra mentre il mare è illuminato dal sole, un luogo ideale per chi ama alternare bagni di mare con la lettura di un libro al fresco, nel pomeriggio la spiaggia è assolata, accecante e senza ombre, un luogo perfetto per chi ama la luce allo stato puro e non teme i più accaniti raggi del sole. Hovolo è un luogo di sogno… l’isola boscosa di Dassia che si allunga sull’orizzonte, le rocce marmoree levigate dalle onde, distrattamente abbandonate sulla rena candida o affidate alle carezze del mare di cristallo, mi riportano ancora alle lontane Seychelles e in particolare alla baia di Anse Lazio... Il percorso a piedi e la totale assenza di servizi rendono questa spiaggia generalmente silenziosa e tranquilla, frequentata soprattutto da coppie e naturisti. Qualcuno dice che Hovolo sia la più bella spiaggia dell’isola, io posso dire che è semplicemente meravigliosa e che piacerà moltissimo a chi, come noi, preferisce i luoghi “vergini”, senza ombrelloni, lettini, baretti, cabine e ogni altra cosa che non sia stata creata dalla natura. Hovolo, in ogni caso, non si dimentica facilmente…

Hovolo, luci ed ombre di primo mattino

Hovolo… rifugio romantico e selvatico


Hovolo sogno tropicale…
 




INTERMEZZO” – Il doppio mondo di Elios e Klima

Completamente persi nella musica ammaliatrice di questa “Overture Marina” non ci siamo accorti del trascorrere del tempo… ora il nostro stomaco protesta e reclama deciso un “Intermezzo” anche se l’ora di pranzo è passata da un pezzo…

ELIOS – NEO KLIMA Ripercorriamo il sentiero, recuperiamo lo scooter e ci dirigiamo verso le case di Elios raccolte intorno al nuovo porticciolo e alla ampia spiaggia ombreggiata da tamerici. Vicino alla chiesa, le tovaglie quadrettate della Taverna “O Vanghelis” che svolazzano allegre sotto la veranda, sono un richiamo irresistibile. I proprietari si stanno godendo il loro momento di relax e stanno pranzando con una coppia di amici ma ci accolgono subito con grande disponibilità, ci portano una bella brocca di acqua fresca e ci elencano i piatti del giorno. Per fare una cosa veloce ordiniamo pork steak, la classica braciola di maiale, e bifteki ghemistò, una sorta hamburger ripieno di formaggio… ne risulterà un pranzo di nozze… la braciola di Aldo è tanto grande che non ci sta nel piatto e il mio bifteki è lungo almeno 20 cm e spesso 5 cm, riempito all’inverosimile di erbette aromatiche e squisito formaggio locale (mi viene ancora l’acquolina..), per contorno una vera montagna di patatine fritte, pomodori e zucchine, costo totale 19 euro compresa la birra e un piattone di anguria offerto dalla casa. A questo punto rotoliamo fino alla tranquilla spiaggia comunale, stendiamo le nostre stuoie sulla sabbia all’ombra di una bella tamerice, guardiamo con gli occhi socchiusi il mare luccicante e per un po’ di tempo ci dedichiamo alla… “meditazione”. La spiaggia di Elios non è certo affascinante come Hovolo o le altre spiagge vicine, ma è una onesta spiaggia greca di sabbia grigio perla e grandi tamerici che offrono ombra naturale, docce e cabine per cambiarsi, il mare è cristallino e tiepido, il fondo sabbioso che è un vero piacere camminarci. Il fatto che sia snobbata dai turisti la rende tranquilla e verace, oltre che comoda e godibile. Il paese di Elios – Neo Klima non può definirsi bello o caratteristico, la natura sfacciatamente rigogliosa e lussureggiante che lo circonda lo fa persino apparire un pò.... timido. Apparentemente non ha nulla di speciale, tranne il fatto che abbia un doppio nome e a me, che piace intrufolarmi nei nomi e nelle parole, questa cosa incuriosisce… la questione è semplice, Elios - Neo Klima riunisce nel suo nome due storie diverse o, forse, un’unica storia che si ripete…

Elios-Neo Klima vista da Hovolo
 

Il suo primo nome, Elios, è versione moderna dell’antico nome “Eleos”, che vuol dire “misericordia”, legato alla leggenda di una eroica impresa del santo patrono di Skopelos. Nel IV secolo d.C. venne chiamato sull’isola come suo primo vescovo un colto e valoroso greco convertito al cristianesimo, Agios Riginos sbarcò in questa baia e trovò la gente del piccolo villaggio terrorizzata dalla presenza di un terribile drago. Il santo non esitò a sguainare la spada e ad affrontare il mostro, lo inseguì e lo raggiunse sulle alture che dividono la baia di Stafilos da quella di Agnontas, dove, sotto il colpo della sua spada, la montagna si aprì improvvisamente e inghiottì nelle sue viscere il drago ferito.  Questo luogo è ancora oggi chiamato “Abisso del Drago” e c’è anche un piccolo santuario nel punto in cui il drago fu colpito da Riginos. Il secondo nome, Neo Klima è frutto di storia recente, nel 1965 arrivò un altro terribile mostro a terrorizzare gli abitanti dell’isola. Un tremendo terremoto distrusse gran parte dei vecchi villaggi costruiti sui monti della costa occidentale e, in particolare il villaggio di Klima che venne quasi del tutto raso al suolo. Pian pianole case distrutte vennero abbandonate e la gente si trasferì a Elios, vicino al mare, portando con sé le proprie cose, i propri ricordi e il nome del villaggio originario. Alla fine mi convinco che, come Elio – Neo Klima sono un unico paese, anche il terremoto e il drago sono una cosa sola, lo stesso unico mostro che ogni tanto si risveglia dal suo sonno profondo nell’abisso e contorce le sue spire ferite scuotendo la terra…

 
Elios - Neo Klima come lo vediamo oggi è dunque un paese recente e non ha il fascino dei vecchi villaggi dell'entroterra, ma si propone come semplice e comoda località turistica per che vuole esplorare al meglio la costa occidentale e le sue belle spiagge. Ci sono mini-market e negozietti che vendono un po’ di tutto, ci sono diverse buone taverne, appartamenti, studios, camere in affitto e, nei dintorni, persino ville con piscina, completa il tutto il recentissimo porticciolo attrezzato per attracco banche e yatch, la possibilità di avere il mare sotto casa e andare ad Hovolo a piedi, cenare con uno splendido tramonto sul mare. Alla fine della mia meditazione, penso a chi ha descritto questo posto e la sua spiaggia come “orrendi” e una volta di più penso a quanto siano banali, scontati e fuori luogo i giudizi di coloro che in un viaggio cercano solo scorci da banale cartolina.

Il porticciolo turistico di Elios – Neo Klima




ARMENOPETRA Dopo la pausa di “meditazione” decidiamo di continuare il viaggio lungo la costa e sulle note della nostra “overture marina”. La strada sale ancora in quota e, un paio di kilometri dopo Elios, in prossimità di un benzinaio e di una fermata del bus comunale (ormai abbiamo capito che se c’è una fermata del bus comunale c’è qualcosa di interessante...) troviamo la deviazione per Armenopetra. La stradetta che scende alla spiaggia è lunga almeno un kilometro, in alcuni tratti sommariamente pavimentata con asfalto-cemento in altri sterrata, più stretta, tortuosa e ripida delle altre ma del tutto percorribile. Lungo il tragitto notiamo che, improvvisamente, sono scomparsi i pini e il profumo di resina, qui regnano centinaia di alberi da frutto e un pot-pourri di erbe aromatiche mediterranee, anche la luce è diversa, più calda e dorata, complice il sole che ha iniziato la sua discesa verso il mare Lasciato lo scooter nello spiazzo sterrato che funge da parcheggio e superati i cespugli che lo separano dal mare, ecco davanti a noi la “armeno-petra”, la “pietra che naviga”… Infatti la spiaggia di Armenopetra deve questo nome, curioso e affascinante, alla morfologia molto particolare del suo lato sinistro, caratterizzato da un agglomerato di rocce bianche e aguzze che assomigliano ad una piccola montagna dalle molte cime innevate pronta a salpare verso lidi ignoti e lontani. In contrasto cromatico si stendono poi la spaziosa spiaggia di fine sabbia grigiastra e il mare azzurrissimo, corona il tutto una bella visuale sui paesi di Loutraki, Glossa e sull’isola di Skyathos che qui appare vicinissima. Armenopetra, per quanto particolare, resta una località poco conosciuta e, forse per il fatto di essere più “fuori mano” rispetto ad altre spiagge, resta un angolo molto tranquillo: noi la troviamo completamente deserta, sembra una spiaggia “dimenticata”, l’unica dell’isola con la posidonia secca sulla spiaggia, le ombre che si allungano e la pietra che galleggia solitaria...



Armenopetra

 

KLIMA Risaliti alla strada principale continuiamo ancora verso nord fra mille alberi di mandorle, fichi e prugne stracarichi di frutti. La zona di Klima, o Palio Klima come è chiamato oggi in contrapposizione a Neo Klima, è proprio un grande frutteto e da qui provengono le famosissime prugne di Skopelos, considerate le migliori del mondo. Le prugne vengono raccolte in luglio - agosto ed essiccate al sole prima di essere messe in forni speciali, in famiglia vengono lavorate in modo analogo e vengono utilizzate per preparare dessert e molti altri piatti tradizionali dell’isola. Non trascurate assolutamente di assaggiarle, le vendono gli ambulanti lungo il porto, di mangiare le pietanza a base di prugne e di portarne a casa un sacchetto come souvenir, sono una vera squisitezza. Stessa lavorazione viene riservata anche ai grandi fichi, bianchi e neri, e alle albicocche che pure si vedono stese al sole. Palio Klima venne fondato nel 18° secolo dai cittadini della vicina Glossa proprio per coltivare gli alberi da frutto, ma dopo neppure 150 anni, a seguito del terremoto del 1965, gli abitanti si videro costretti ad abbandonarono la maggior parte delle case. A partire dagli anni ’80, molte di queste case abbandonate e in rovina, vennero acquistate e restaurate da stranieri e greci benestanti per essere utilizzarle come case per le vacanze o piccole strutture turistiche, cosicché, gradatamente, il paese è ritornato a vivere. Il villaggio ha però mantenuto il suo impianto tradizionale suddivise nei due piccoli insediamenti di Ano Klima (Klima Alta) e Kato Klima (Klima Bassa), con stradine strette e contorte, case rurali con i balconi di legno che ti domandi come potessero mai stare in piedi, disposte ad anfiteatro verso il mare e con una magnifica vista su Skyathos e il Monte Pelion. Così la nostra “Overture Marina” si chiude sul bel tramonto di Klima, stupefacente, sicuramente fra i più belli dell'isola, con il sole che allunga il suo drappo d’oro sul mare e che scende per appoggiarsi alla cima del Monte Pelion come su un piedestallo… Torniamo lentamente verso la Chora avvolti dall’aria fresca del crepuscolo e dalla magia di un cielo dipinto di mille sfumature di viola e di vivide pennellate color…prugna..



Klima, tramonto viola e… prugna


 

ANDANTE con BRIO” - L’intrigante Chora di Skopelos

Ci svegliamo. Il profumo dei pini entra nella stanza insieme ad un allegro cinguettio di uccelli e, tanto sono scatenati nei loro fischi e trilli, che, mentre facciamo colazione, sembra di avere una radio sintonizzata su una ritmata melodia d’orchestra, un bell’“Andante con Brio”… bene, oggi seguiremo questa ritmata melodia e andremo alla scoperta della Chora…

Il mio amico Paolo ha simpaticamente definito la Chora di Skopelos come “Turistica per Caso” e mai definizione fu più azzeccata perché questa Chora rimane un indiscusso feudo dei residenti, se siete alla ricerca di un posto autentico, fa per voi. Già si comprende ciò passeggiando sul lungomare fra i furgoncini degli ambulanti che arrivano la mattina presto a vendere frutta, verdura, ciambelle e pesce, se ne ha poi conferma salendo i mille gradini delle interminabili scalinate, visitando le innumerevoli chiesette, passeggiando fra fioriti balconi di legno, i panni stesi e la vita quotidiana. Ci dirigiamo verso la sua parte più antica della Chora, quella denominata “Pyrgos” o “borgo fortificato”. Mura e bastioni cingevano la cittadella di Skopelos sfruttando la difesa naturale della collina e della alta scogliera che chiude la baia e la protegge alle sue spalle, di queste fortificazioni sopravvivono testimonianze inequivocabili nel Kastro sulla sommità della collina e nel cammino di ronda che da questo scende alla chiesa Panagitsa sul porto. Sul fronte porto, l’antico impianto si intuisce solo nel robusto bastione dipinto di bianco, costruito su uno sperone roccioso e coronato dai gelsi e dagli ombrelloni del Cafè-Bar “Vrachos”, e dall’accesso principale al borgo, ora nascosto dalla chioma dell’enorme platano che ombreggia il Jazz-Bar “Platanos”. Iniziamo la conquista del Pyrgos salendo i gradini verso la Panagitsa tou Pyrgou….


Salita alla Panagitsa tou Pyrgou e alla cappella di Agios Anargyron


 
Costruita sulla roccia che chiude il porto, la “PANAGITSA tou PYRGOU” o “Madonna del Borgo”, è il simbolo della città. Appena si arriva a Skopelos la si nota immediatamente, cattura lo sguardo con la sua mole bianca, anzi, bianchissima, difficile immaginare un bianco più accecante, reso ancora più luminoso dalle sue tegole di ardesia che brillano argentee sotto il sole, unica concessione al colore è il suo piccolo campanile di pietra. Alla fine della prima rampa di scale - non contate mai gli scalini a Skopelos!!! - si arriva sul fianco della Panagitsa e alla sua porta di accesso. La chiesa risale al XVII secolo e al suo interno trovate un bel coro della stessa epoca, dipinti e icone del XVII, XVIII e XIX secolo e un grande quadro che si dice sia stato pescato in mare, Sul lato settentrionale della Panagitsa c’è la piccola cappella quadrata di AGIOS ANARGYRON che da lontano sembra un tutt’uno con la chiesa principale, in realtà è del tutto separata e sembra una garitta militare, una sentinella posta a vigilare l’ingresso del porto.

Riprendiamo a salire i gradini del cammino di ronda che corre lungo la scogliera e incontriamo la seconda chiesa, AGIOS NIKOLAOS, costruita su uno sperone roccioso a picco sul mare dove sorgeva un antico tempio.

 
Agios Nikolaos e la Panagitsa
 

Evangelistria
 

Agios Athanasios vigila l’ingresso del Kastro
 

Ancora più in alto spicca contro il cielo l’articolata costruzione della chiesa dell’EVANGELISTRIA, affacciata sulla bella terrazza del cafè-bar “Thalassa” o “Mare” da cui, coerentemente col suo nome, si domina un bel panorama sul mare e sull’isola di Alonissos. Ma la salita non è ancora finita… dopo l’Evangelistria il cammino di ronda si fa molto stretto e ripido, manca ancora poco per arrivare al Kastro, non si può sbagliare, basta seguire la scalinata lungo la scogliera e continuare a salire, salire…. L’inizio del Kastro vero e proprio è annunciato dalla candida abside della minuscola chiesetta di AGIOS ATHANASIOS che una volta si trovava all’interno della fortezza. Agios Athanasios è il più antico luogo di culto della Chora, ha bellissimi affreschi del XVII secolo, ma la costruzione risale al IX secolo, e questa sorge sulle rovine di una cappella paleocristiana, le cui fondamenta poggiano a loro volta sul basamento di un antico tempio pagano… La piccola chiesa, strato su strato, racconta la storia di questa antica città. Ad un certo punto, quando cominciate a pensare che i gradini non finiranno mai, la scalinata improvvisamente finisce e vi sembra di essere arrivati in cielo..… eccoci fra i muri diroccati del Kastro, ora colonizzato dai tavolini azzurri della caratteristica taverna “Anatoli”.


Kastro - Taverna Anatoli


Su questa alta collina si innalzavano un tempo le mura dell' antica Peparithos e l’acropoli di epoca classica, sulla piattaforma più alta, proprio quella dove ora c’è la taverna Anatoli, sorgevano i templi di Dioniso e Atena costruiti da Filippo II di Macedonia padre di Alessandro Magno.  Tutto questo cadde lentamente nell’oblio fino al 1204 quando l'isola viene conquistata da Venezia e affidata al governo della famiglia Ghisi, una famiglia di mercanti che già governava su Mykonos e Tinos. Sul sito dell'antica acropoli, i Ghisi costruirono un fortino, non più ampio di una grande torre, contornato da mura che scendevano al mare e cingevano il dedalo dell’antico villaggio con le sue strade molto strette e ripide, proprio come un borgo medioevale italiano col suo castello. Nel 1276 i Ghisi caddero in disgrazia e Skopelos si barcamenò fra Bizantini e Veneziani finché, nel 1538, Khayr al-Din Barbarossa, corsaro e ammiraglio della flotta turca, conquistò Skopelos e distrusse il Kastro riducendolo in rovina, così come lo vediamo oggi.


Le Mura del Kastro
 

Il sito del KASTRO è comunque bellissimo e suggestivo, si domina tutta la città e il paesaggio circostante a 360°, mare, montagne e isole vicine, sembra proprio di poter aprire le ali e spiccare il volo verso l’infinito... quassù, di notte, si vola davvero, quando la taverna Anatoli accende le sue luci e si trasforma in un luogo incantato grazie alle magiche note della musica rembetika. Ma di giorno, quassù, regnano solo il silenzio, la luce, il vento e la grande antica bandiera greca rossa e blu con il motto “Eleftheria i Thanatos” - “Libertà o Morte”. Rimpiangendo di non avere le ali degli uccelli marini che roteano intorno alla scogliera della baia alla spalle del Kastro, ci rassegniamo a scendere a piedi per la scaletta posizionata sul lato nord della fortezza, quello che dà sulla Ring-Road, e da qui osserviamo quel che resta delle mura della cittadella che dovevano essere imponenti e possenti. Scendiamo quindi nel cuore del Pyrgos e proprio sotto il castello, troviamo la chiesa del CHRISTOS, la cattedrale della città che custodisce le reliquie del santo patrono Agios Riginos e le tombe dei vescovi di Skopelos. Sul suo campanile c’è una preziosa e storica campana donata agli isolani da Alex Orlov per la loro partecipazione alla battaglia di Cesme (1770) che distrusse la flotta turca. Ci rituffiamo nei vicoli, un intreccio di scale e balconi di legno, uno scrigno pieno di soglie fiorite, finestrelle dalle tendine di pizzo e piccole fontanelle...


  I tetti di argenteo scisto e il campanile del Christos
 

Dopo le distruzioni del Barbarossa, Skopelos rimase per lungo periodo quasi disabitata, cadde quindi definitivamente sotto il dominio turco che la ripopolò con coloni provenienti dalla Tessaglia e dalla Macedonia. Questi ricostruirono le case dell’antico borgo secondo la tradizione delle regioni di origine e diedero così un’impronta molto caratteristica alla Chora. Tre secoli dopo, fra il 1919-1922 in pieno conflitto greco-turco, arrivarono sull'isola molti profughi, la maggior parte provenienti da Macedonia e Tessaglia, cosicché il modello architettonico caratteristico di quelle regioni venne ulteriormente confermato. Per questo motivo, passeggiando fra i vicoli della zona più antica della Chora, si incontrano molti edifici in stile tessalo dai balconi di legno e macedone, a due o tre piani, con tetto in legno a quattro larghe falde ricoperte con tegole di argenteo scisto. Con la liberazione dell'isola e la sua integrazione nello Stato greco nel 1829, i nuovi edifici di rappresentanza della Chora iniziano timidamente a seguire i dettami dell’architettura neoclassica e, dopo l' incoronazione di re Ottone, nel 1832 lo stile neoclassico nazionale si impone definitivamente. In questi anni la città si allarga intorno al “Pyros”, compaiono sul lungomare le prime pompose residenze commissionati da ricchi mercanti e capitani di marina, sugli edifici pubblici compaiono colonne, lesene e timpani, pian piano, il nuovo stile conquista la città.


Case con balconi di legno intagliato


Case a 3 piani in stile macedone
 

 
Alla fine del nostro girovagare per le scalinate e i vicoletti dell’antico e silenzioso Pyrgos ci ritroviamo al punto di partenza, ai piedi della Panagitsa tou Pyrgou. Riprendiamo il nostro “Andante con Brio” sul lungomare, fermandoci a dare un’occhiata ai menù delle tre taverne consigliate da Manos in questa zona: “Ta Kimata”, la più antica e la più vicina alla Panagitsa, “O Molos” e “Klimatarià”, una accanto all’altra, vicine al Municipio, pensiamo valga la pena di provarle tutte e tre. Dopo il Municipio e la scalinata che sale al bastione su cui c’è il panoramico locale “Vrachos”, ci rituffiamo nella Chora in direzione della chiesa di AGIOS MICHAIL, una delle 123 chiese e chiesette della città. Non so se le chiese della città sono proprio 123 ma di sicuro sono tantissime, la Chora di Skopelos è costellata di bianchi campanili di pizzo e di cupole diverse, ne sbucano ovunque: in tutto si dice che a Skopelos ci siano 360 luoghi di culto! Non lontano dalla chiesa individuiamo “Michalis – Traditional Skopelos Pie Shop”, segnalato da Manos per le specialissime “pite” di tutti i tipi e la spettacolare “bougatsa”, il tradizionale dolce macedone da colazione composto da due sfoglie di pasta fillo ripiene di crema pasticcera, una vera delizia quando è ancora tiepida... Davanti alla sfilata di tiròpita, zambonotiròpita, kotòpita e spanakòpita l’indecisione è inevitabile, ma a Skopelos è doveroso assaggiare la particolare “tiropita di Skopelos”, una grande spirale di pasta fillo ripiena di saporito formaggio di capra che può tranquillamente costituire un pranzo! Dopo questa sosta gratificante, continuando per la stessa via, incontriamo “Peparithos”, il bellissimo negozio della famiglia Hatzigiannis che espone il proprio assortimento di paralumi, argenti, specchi e vetrerie, maschere e sete ricamate che sembrano usciti dalla stiva di un antico galeone. Altri bei negozi si trovano ridiscendendo verso il mare, come “Ploumisti” che occupa una bella casa di pietra dei primi del ‘900 e vende meravigliosi oggetti, gioielli, icone, tappeti e abiti tradizionali, tutti artigianali e prodotti sull’isola, praticamente una galleria artistica. Se vi piacciono le ceramiche ne troverete un po’ dovunque e sul mare trovate “Armolì”, un laboratorio che produce in proprio dal 1979 ceramiche artistiche con colori luminosi e bellissimi, motivi ispirati alla natura e ai motivi decorativi della tradizione greca. Le gioiellerie non si contano, una più ricca dell’altra e con le vetrine tutte luccicanti. Così, attraverso le vetrine della Chora si percorre un vero e proprio viaggio alla scoperta della tradizione artigianale e artistica dell’isola: ricamo, tessitura, ceramica, scultura in legno, gioielli, coltelli, pittura e persino la cantieristica marinara In questa Chora vibra tutta la cultura composita di un popolo che da ogni angolo del mediterraneo ha portato qualcosa nella sua isola per elaborarlo, trasformarlo, interpretarlo ed esportarlo a sua volta in ogni angolo del mediterraneo. Volendo approfondire le tradizioni di questa straordinaria isola, si può anche visitare il ricco MUSEO DEL FOLKLORE che è vicino alla chiesa di Agios Nikolaos. Ma ora abbiamo voglia di una pausa e di mare, torniamo a prendere lo scooter parcheggiato sotto la Panagitsa e decidiamo di andare alla spiaggia di Glysteri che si trova solo a 4,5 kilometri a nord della città.


Panagia tou Pyrgou guardiana del porto




INTERMEZZO” - Glysteri, la spiaggia che guarda il Nord

 
Prendiamo la Ring Road che, come una sorta di circonvallazione, corre ad anello alle spalle della capitale, dal porto fino al Kastro, offrendo belle vedute panoramiche sulla Chora. A 2 kilometri dalla città troviamo sulla destra la breve discesa verso GLIFONERI – AGIOS KOSTANTINOS, la spiaggia più vicina alla città di Skopelos, grande, di sabbia fine e dorata, bagnata da un bellissimo mare turchese, cristallino e poco profondo, con alberi e ombrelloni, frequentata da famiglie residenti e pochissimi turisti. La strada si arrampica poi sul promontorio di Capo Tripiti quindi si infila in una bella valle che punta dritta a Nord come l’ago di una bussola, sul fondo, una bella baia, lunga, stretta, ben protetta dai venti e la spiaggia grigio-azzurra di GLYSTERI, la strada finisce qui. Non so perché le spiagge rivolte a nord hanno sempre un’atmosfera del tutto particolare e per quanto addomesticate e attrezzate con ombrelloni e lettini come questa, conservano sempre ai miei occhi un fascino selvaggio e primitivo. Glysteri è così, proprio come un gatto selvatico addomesticato, il suo litorale è di ghiaia mista a sabbia, grigio, quasi azzurro, come il mantello di una gatto certosino, il suo mare è cristallino, color smeraldo, immobile e sornione come gli occhi di un felino in agguato. Ci sistemiamo sui lettini messi a disposizione dalla taverna della spiaggia e ci godiamo il sole pomeridiano e la meravigliosa piscina naturale con il sottofondo allegro di un gruppo di ragazzini impegnati in una gara di tuffi dal piccolo pontile sulla destra della baia. Rispetto alle altre spiagge, a Glysteri troviamo più gente, il suo successo è del resto comprensibile per più motivi, indubbia bellezza del luogo, assenza di vento e mare piatto, vicinanza alla Chora, possibilità di arrivare con il proprio mezzo fin sulla spiaggia o con il taxi boat dalla Chora, fruibilità gratuita di ombrelloni, lettini, cabine per cambiarsi e docce, ma a tutti questi motivi se ne aggiunge un altro, forse il principale, la presenza di una delle più rinomate taverne di Skopelos, “TO PALIO CARNAGIO”, famosa perché specializzata nel cucinare il “Rofos”, la scura e grande cernia di scoglio molto apprezzato da residenti e turisti, proposta in zuppa (rofos kakavia), stufata (rofos stifado) o semplicemente grigliata. Una tappa gastronomica imperdibile…

La spiaggia di Glysteri


Con la mia solita fissazione per i nomi, non capisco perché questa taverna si debba chiamare “To Palio Carnagio” – “L’antico cantiere navale” e non “Rofos” – “La Cernia” ma quando entriamo nella taverna è tutto chiaro….. la baia di Glysteri era davvero un antico cantiere navale. Una bella fotografia d’epoca appesa sopra l’ingresso delle cucine mostra i cantieri navali in piena attività con due grandi vascelli di cui uno pronto per il varo. Skopelos, dai giorni antichi della colonizzazione da parte di Eubea sino a tempi non lontani, ha sviluppato e conservato l’arte dei maestri d’ascia, molti artigiani hanno operato e fondato cantieri anche sul Mar Nero e persino in America. La loro maestria è stata tramandata di generazione in generazione fino a quando le navi di legno sono state sostituite da quelle in metallo, meno costose e più facili da costruire, determinando il lento declino e la chiusura dei cantieri navali di Skopelos. Oggi, di questa grande arte, sopravvivono solo il ricordo e i bellissimi modellini di barche che si trovano in qualche negozio della Chora.


L’antico cantiere navale di Glysteri


Ma le sorprese non sono ancora finite, Glysteri è davvero poliedrica e sorprendente… sotto la grande veranda troviamo infatti un piccolo e colorato emporio di specialità locali e un museo famigliare del folklore. L’emporio di specialità locali fa bella mostra su un paio di tavole che espongono una gran varietà di colorati liquori fatti in casa proposti in graziose bottiglie, un bell’assortimento di vasetti di verdure sott’aceto, di capperi e olive in salamoia, di marmellate e confetture di frutta, di bellissimi e grandi vasi con la frutta sciroppata e di graziosi mazzetti di erbe aromatiche, tutto rigorosamente fatto in casa dalla famiglia Kosmas, una esplosione di colori, profumi e sapori, una gioia anche per gli occhi. Il “Kosmas Giorgos Family Museum” è invece una raccolta composita di vecchi abiti, mobili e suppellettili, vecchie fotografie, antichi attrezzi di lavoro e una lunga serie di campanacci. E per finire…. la carrellata delle foto delle star del cinema che hanno pranzato alla taverna perché anche qui “Mamma Mia!” ha lasciato il segno. In questa zona dell’isola è stata girata la scena di Donna che percorre con la jeep la strada verso Villa Donna presentando Sky a Rosie e Tanya, qui è la scogliera da dove si tuffano Sam, Billy, Harry e Sophie sulle note di “Our Last Summer”.


Prodotti della taverna “To Palio Carnagio”
 

Il “Kosmas Giorgos Family Museum”
 


 

ALLEGRO” – L’aureo bagliore della Costa del Sud

Il Re STAFILO… come non innamorarsi perdutamente di un uomo come lui… sua madre Arianna ha versato nelle sue vene il sangue reale dei suoi avi, la tempra del comando e la durezza del re Minosse, il fascino e la bellezza della regina Pasife, come tutti i principi cretesi raffigurati negli affreschi di Knosso è atletico e audace, porta lunghissimi capelli neri cinti da un diadema d’oro che gli stringe la fronte, la sue braccia sono forti e strette in bracciali di bronzo, sul suo petto brilla uno strano pendente di prezioso cristallo di rocca. Stafilo è il primogenito di Arianna, fra i suoi fratelli non può che essere il Re. Ma il suo sguardo va oltre quello di un Re, sembra venire da molto lontano o vedere molto lontano, fra le sue ciglia luccica il guizzo della follia, della preveggenza e dell’estasi, la sua mente è inquieta, nelle sue fibre scorre una inarrestabile linfa vitale, insegue pensieri arditi e sogni inconfessabili, avventure estreme e oblii profondi, chi incrocia il suo sguardo è perduto per sempre, in lui vive l’essenza dionisiaca, in lui vive suo padre: il dio Dioniso. Per questo Stafilo è affascinato dal viaggio e non si ferma mai, per questo porta con se la vite e i dolci grappoli d’uva che hanno ancora il suo stesso nome, “stafili”. Dove fosse stato di preciso Stafilo prima di arrivare alle Sporadi nessuno lo sa, qualcuno dice sull’isola di Thassos, qualcuno dice a Bybastos nella Caria, vicino all’odierna Marmaris, sta di fatto che un giorno arriva con le sue navi anche in queste boscose isole e le sceglie come sua nuova dimora, pianta viti e ulivi, fonda una città. Ma Stafilo non è certo uomo da fermarsi, appena sente che dalla vicina Iolco, l’odierna Volos, il principe Giasone sta partendo per una pericolosissima spedizione ai confini del mondo, si unisce a lui e salpa insieme agli altri Argonauti alla conquista del vello d’oro. Ma dopo lunghi anni e mille avventure Stafilo torna a Skopelos dove aveva lasciato la sua donna e l’amato fratello Peparithos… mi sembra di vederlo quella mattina nell’umida foschia delle prime luci del giorno, con i lunghi capelli al vento sulla prua della sua nave, stretto nel mantello di pelle di leopardo donatogli da suo padre, scruta da lontano i monti e i boschi dell’isola, indica al nocchiero un approdo sicuro a sud-est, inspira a pieni polmoni il profumo della terra e dei pini che si mescola a quello del mare, stringe forte il pugno intorno all’elsa d’oro della sua grande spada…..la spada del Re Stafilo


La Spada d’oro del RE STAFILO


STAFILO La baia principale della costa rivolta a sud est porta da secoli il nome del RE STAFILO e il Re, alla fine dei suoi giorni, viene sepolto proprio su quel promontorio proteso verso il mare che assomiglia ad un vascello pronto a partire, nella tomba di pietra scavata fra quelle rocce verranno trovati il diadema d’oro con cui fermava i capelli, i bracciali di bronzo e lo strano pendente di cristallo, uno scettro d’oro e la grande spada d’oro, la spada di Stafilo… Tranne lo scettro, che si trova al Museo Archeologico di Volos, tutto il corredo funebre della Tomba di Stafilo, scoperta nel 1936 da Nikolaos Platon, è esposto al Museo Archeologico di Atene. Forse il Re Stafilo non è mai esistito, ma la sua spada d’oro esiste, esce fulgida dalle tenebre dei secoli, basta ammirarla una volta e continua a brillarti in testa, di sicuro è lei ad aver illuminato con i suoi magici bagliori la costa del sud di Skopelos! In questa parte dell’isola i colori sono particolarmente brillanti e nitidi, il mare azzurrissimo e terso, le rocce chiare venate di rosa sembrano vive, i pini arrivano fino al mare e si arrampicano addirittura su scogli isolati. La costa di sud est è un susseguirsi di magiche baie nascoste e incantevoli spiagge dove le note della nostra “Sinfonia Verde Blu” brillano come la spada di Stafilo, saltellano allegre e ammaliatrici sul luccichio delle onde come sulle corde di un pianoforte: qui la costa è bella in modo disarmante, riempie gli occhi e i polmoni di luce.


La luminosa Costa del Sud


Fra tutte le spiagge dell’isola, quella di STAFILO è forse la più nota, rinomata e frequentata, sia per la sua bellezza che per la sua aura leggendaria legata al mito del Re Stafilo, alla originaria colonizzazione minoica dell’isola, all’avvio della coltivazione della vite e alla produzione del vino. La località dista solo 4 kilometri dalla Chora, il bus comunale si ferma sulla strada principale all’inizio della deviazione e si deve percorrere un discreto tratto a piedi in discesa, se avete un mezzo proprio, auto o scooter, potete invece scendere comodamente fino alla fine della strada, tutta asfaltata, e parcheggiare vicino a una grande taverna. Arrivati a questa taverna, alla vostra destra, proprio sotto di voi, potete ammirare una prima baia rocciosa, bellissima, con acqua chiara e immobile. Continuando dritto per il vialetto pedonale si arriva invece alla breve scalinata che conduce direttamente alla spiaggia di Stafilos. Mannaggia… la mattina è in pieno controluce, le foto non verranno bene, peccato, perché la baia è davvero molto bella e suggestiva con la sua forma a ferro di cavallo, circondata da rigogliosa vegetazione, chiusa dal piccolo promontorio che si allunga verso il mare e su cui è stata rinvenuta la Tomba del Re Stafilo e altri reperti risalenti al minoico che si vogliono ricondurre al Palazzo del Re Stafilo. La spiaggia è lunga, piuttosto stretta, principalmente di sabbia mista a ciottoli, il mare è cristallino e piatto, il fondale piuttosto sabbioso. Se amate lo snorkeling, le due estremità della spiaggia sono rocciose e perfette allo scopo. La prima metà della spiaggia è attrezzata con 2 file di ombrelloni e quando arriviamo stanno ancora montando le strutture del beach bar che per 6 euro mette a disposizione un “pacchetto” di 2 lettini, ombrellone e consumazione a scelta. Tutto il resto della spiaggia è libero.


Stafilo e il promontorio della tomba del Re Stafilo


 
VELANIO Camminiamo fino in fondo alla spiaggia e raggiungiamo la piccola penisola dalla forma tondeggiante che resta unita alla spiaggia da uno stretto “collo”, saliamo su questo “collo” seguendo un sentiero che si addentra nella vegetazione e arrivati in cima contempliamo la spiaggia sul versante opposto a quello di Stafilo. La meravigliosa spiaggia di VELANIO è, in un certo senso, l’altra faccia della medaglia.... Il Re Stafilo ha duplice natura, in lui si mescolano sangue umano e divino, tempra regale e animo selvaggio, genialità e sregolatezza, audacia e sensuale abbandono, la sua spada fonde in un unico pezzo il fulgido oro e il gelido ferro, dal promontorio scelto per la sua sepoltura il Re guarda due baie, Stafilo e Velanio, entrambe bellissime ma molto diverse fra loro. Quanto appare armoniosa e dolce la spiaggia di Stafilo con la sua mezzaluna di sabbia abbracciata al mare immobile, tanto appare selvaggia e ruggente la spiaggia di Velanio con il suo susseguirsi di baie separate da grandi rocce lambite da un mare inquieto. Velanio mi piace moltissimo, è una spiaggia lunga e grande, circondata da una vegetazione intatta e una natura primigenia, una splendida oasi selvaggia che, per certi versi, mi ricorda il nord di Karpathos. Ma qui non c’è vento… la spiaggia è rivolta a sud, ben esposta al sole e ben protetta dalle alture che si alzano alle sue spalle creando un panorama è molto suggestivo. Velanio è l'unica spiaggia di Skopelos ufficialmente riconosciuta per il naturismo ma è indifferentemente frequentata da chiunque, noi la troviamo completamente libera e sgombra da qualsiasi attrezzatura ma abbiamo visto foto e cartoline con ombrelloni e lettini sistemati nella prima parte della spiaggia.

Velanio
 

AMARANTOS Riprendiamo il nostro viaggio lungo la costa sud est dell’isola. Il promontorio fra Stafilo e Agnontas offre un paesaggio particolarmente affascinante e selvaggio, su questo tratto di strada si incontra l’”Abisso del Drago” e, dolorosamente, si incontrano anche le tracce che il “drago” ha lasciato nella vegetazione stroncata da un vecchio incendio. La costa qui è lontana dalla strada, in gran parte inaccessibile, molto articolata e costellata di piccole insenature rocciose con pini solitari aggrappati agli scogli che si chinano a specchiarsi in un mare dalle incredibili tonalità di verde e blu. Il più famoso di questi scorci è AMARANTOS, uno scoglio chiaro con tre pini solitari in mezzo al mare scelto come sfondo per una sequenza del film “Mamma Mia!”. A parte la curiosità per le location cinematografiche, disponendo di un po’ di tempo in più, sarebbe valsa la pena noleggiare una barchetta ad Agnontas e spingersi fra le calette di questo tratto di costa incantato dove i pini mescolano le loro chiome con il mare, il cielo e l’aria. Nella costa sud di Skopelos, turchese, smeraldo, avorio e oro si fondono in uno dei più begli accordi della nostra Sinfonia ... che dire…


SKOPELOS

 

LIMNONARI Riprendiamo la strada principale, superiamo di poco le case di Agnontas e incontrano il bivio che cerchiamo, svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la breve deviazione tutta asfaltata che porta a LIMNONARI. Questa spiaggia, nascosta in una magnifica e riparata insenatura, appare all’improvviso dietro l’ultima curva e l'impatto è incredibile: il mare ha il colore, le sfumature, la purezza e la trasparenza luminosa degli zaffiri, uno specchio magico, semplicemente meraviglioso… come si suol dire è “imperdibile” per chi ama il nuoto nelle classiche baie greche a specchio, da questo punto di vista è forse la migliore di Skopelos, il luogo ideale per un bagno da iscrivere fra quelli memorabili. Limnonari dista poco più di 1 kilometro dal villaggio di Agnontas e dalla sua fermata del bus, pertanto, se non si ha un mezzo proprio, può essere raggiunta anche a piedi seguendo semplicemente la strada principale. Con il proprio mezzo si arriva sino al mare e si parcheggia vicino alle taverne situate dietro la spiaggia. Le taverne sono due. La prima taverna che si incontra è più piccola e intima, con un giardinetto di alberi da frutto e giochi per i bambini, mette a disposizione ombrelloni e lettini ma la spiaggia in questa zona ha sassi grandi e scomodi. La seconda taverna è più grande, occupa la parte centrale della spiaggia e mette a disposizione due file di ombrelloni e lettini nel tratto migliore con sabbia grossa e ciotolini candidi, se poi si vuole pranzare o fare uno spuntino, i tavolini sono sistemati sotto una veranda in posizione elevata e panoramica, prospicenti una pool bar area con grande piscina che dovrebbe esser riempita di acqua di mare ma che noi troviamo ancora vuota e inutilizzata. Per il nostro spuntino scegliamo quest’ultima taverna, “O Thomas”, i proprietari si rivelano subito molto simpatici e gentili, chiacchierano volentieri, scopriamo che conoscono bene la signora Alexandra, “la mamma di Manos” diciamo noi, “la maestra di Skopelos” dicono loro, e ci raccontano che Alexandra ha insegnato per molti anni sull’isola e pertanto è persona molto nota, stimata ed amata.

  La baia turchese di Limnonari




INTERMEZZO” – L’Oro di Agnontas

Sprofondati in un appagante relax arriviamo alla fine della giornata, raccogliamo le nostre cose e torniamo ad AGNONTAS. Visto che dista solo 8 kilometri dalla Chora e il sole sta tramontando, pensiamo di fermarci alla taverna “To Korali” a mangiare qualcosa. La baia prende il nome da un atleta di Skopelos che, nel 569 a.C., vinse una gara di corsa ai giochi di Olimpia: quando tornò vittorioso con la sua corona di alloro, Agnontas, sbarcò proprio in questa località, dove si dice ci fosse anche la sua casa. Ai nostri giorni Agnontas è un borgo di poche case disposte intorno ad uno specchio d’acqua verde a ferro di cavallo, il cuore economico dell’isola pulsa lontano da qui, ma in tempi antichi anche le tre baie di Agnontas, Panormos e Stafilo erano molto animate e fervevano di attività artigianali. In questa zona si produceva il famoso vino di Peparithos e molte botteghe modellavano le anfore per la sua commercializzazione, le navi provenienti dal continente ormeggiavano sicure in queste baie di sud est, senza avventurarsi nel periplo verso nord, e riempivano le stive del prezioso carico per portarlo ovunque. Di tutto questo è rimasto solo il fatto che la baia di Agnontas è ancora oggi il terzo approdo dell’isola, qui arrivano traghetti e aliscafi quando soffiano i forti venti settentrionali che rendono problematico l'approdo al porto della Chora, qui trovano un tranquillo e ameno rifugio le piccole imbarcazioni, gli yacht e le barche da pesca dei residenti. Nonostante la sua piccola dimensione, Agnontas offre un certo assortimento di strutture turistiche, si trovano rooms, studios, appartamenti, piccoli alberghi famigliari, diverse taverne e un mini market, il collegamento con la Chora è assicurato dal bus comunale. La spiaggia di Agnontas quasi non si vede, è una stretta striscia di sabbia e ghiaia stesa di fronte alle taverne, molto ombreggiata da grandi alberi che arrivano quasi sull’acqua, non ci sono lettini e ombrelloni ed è disseminata di piccoli caicchi. Il borgo nel suo insieme è davvero molto grazioso e pittoresco, intimo e raccolto, incastonato nel verde e lambito da un mare che assume mille sfumature di verde, il suo momento magico è al tramonto… ma per chi ama la Grecia, quello che sto per scrivere è ben più chiaro di mille fotografie… seduti ai tavolini di una taverna a bordo d'acqua, in attesa di una cena che quasi si vorrebbe non arrivasse mai, intorno pini profumati e mare piatto popolato da una famigliola di barchette, piccoli pontili di legno e un vecchio molo, reti da pesca appese ad asciugare, il sole, grande e rosso, che sprofonda… lentamente si bagna nel mare non lasciando spazio ad alcun altro colore se non quello dell’ORO…. questa è la bellezza pura ed essenziale del nostro vivere la Grecia.


l’ORO di Agnontas




ADAGIO” – La lenta e sacra melodia dei Monasteri di Skopelos

Alexandra dice che se le campane di Skopelos suonassero tutte insieme quando soffia vento da sud, il loro suono arriverebbe dritto al Monte Athos e viceversa se il vento soffiasse da nord… In effetti fra il Monte Athos e le Sporadi c’è solo mare, nulla ostacolerebbe il suono di mille bronzi trasportato dal vento, ma quello che Alaxandra voleva sottolineare, con orgoglio, non era tanto questa linea retta con il Santo Monte ma il gran numero delle chiese e dei monasteri costruiti sull'isola, paragonabile solo a quello del Monte Athos. L’altra cosa che Alexandra voleva suggerire, con garbo, era che non potevamo non dedicarvi un po’ di tempo ravvivando in noi il proposito di visitare almeno quelli più significativi e legati alla storia dell’isola. In Skopelos ci sono veramente molti monasteri, almeno 40 in tutta l’isola, di cui circa 15 a ridosso della Chora, ma i più importanti sono radunati sul Monte Palouki.  Ogni monastero regala emozioni, come in tutta la Grecia, ma a Skopelos in particolare, miti, leggende, racconti popolari, sentimento religioso, fantasia e realtà si intrecciano, si mescolano e si sovrappongono in modo unico, i luoghi acquisiscono un fascino incredibile che va bel oltre la loro naturale o artistica bellezza. Ci stiamo sempre più rendendo conto che ogni luogo di Skopelos ricorda qualcuno o racconta qualcosa, che visitare Skopelos è come sfogliare un grande libro di bellissime storie, una vera storia infinita….


  Monte Palouki: i Monasteri di Agia Varvara e Agio Ioannis Prodromos

 
MONASTERO di AGIOS RIGINOS Le storie e i luoghi collegati ad AGIOS RIGINOS, il santo patrono di Skopelos, sono un esempio di questo meraviglioso intreccio e stratificazione di realtà e leggenda. Abbiamo già incontrato Agios Riginos, appena sbarcato sull’isola, alle prese con un terribile drago ad Elios – Neo Klima e all’Abisso del Drago, ora, a circa 2/3 kilometri dalla città, sulla strada che attraversa le colline in direzione di Agnontas, troviamo il monastero a lui dedicato. La storia documenta che il cristianesimo fece la sua comparsa sull’isola nel III secolo d.C. diffondendosi rapidamente e che nel IV secolo d.C. Skopelos divenne sede vescovile e principale centro di studi religiosi della zona. Non c’è dubbio sul fatto che il primo vescovo di Skopelos fu Riginos e che quale vescovo Skopelos partecipò nel 343 al Concilio di Sardica (oggi Sofia) che segnò la condannò dell'eresia ariana. Durante le persecuzioni contro i cristiani del 361-363 decretate dall’imperatore Giuliano l’Apostata, Riginos venne decapitato, con altri quaranta fedeli di Skopelos, e sepolto nelle vicinanze del martirio. Negli anni bui delle scorrerie piratesche le sue spoglie vennero trasferite a Cipro ma vennero poi riportate sull’isola da un devoto capitano di Skopelos, inizialmente riposte nel monastero di San Giovanni Battista sul Monte Palouki e quindi trasferite nella cattedrale del Christos, dove ancora si trovano. Per celebrare il fatto venne anche costruito alle porte della città nel 1728 il monastero-santuario di Agios Riginos sui resti di un antico monastero bizantino che, secondo la tradizione, sorgeva sul luogo che aveva accolto la sepoltura del santo. L'attuale chiesa risale al 1960, un edificio di forme bizantine costruito con pietre a vista che da lontano richiama l’attenzione, come testimoni dei tempi antichi restano le tracce di un tempio dorico dietro il monastero e il piccolo sarcofago del IV secolo nel cortile, indicato come la tomba di Agios Riginos. Il Monastero di Agios Riginos nei mesi estivi è aperto tutto il giorno per i fedeli che intendono visitarlo, il suo giorno di gloria è però il 25 febbraio, il giorno della festa di Agios Riginos, quando arrivano a Skopelos anche pellegrini dalle vicine isole di Skyathos e Alonissos e persino dalla città di Volos. Alla vigilia della festa, nella cattedrale del Christos, vengono esposte le reliquie del santo che il giorno seguente vengono portate in processione fino al Monastero di Agios Riginos dove si svolge la celebrazione solenne. Quindi le reliquie vengono riaccompagnate alla cattedrale del Christos percorrendo le vie principali dalla Chora, ma lungo il viaggio di ritorno la processione si ferma per una sosta di preghiera presso il vecchio ponte di Ai Riginaki, segnalato come il luogo della decapitazione, dove sorge un piccolo tempietto all'incrocio a “T”, dove la strada si immette sulla tangenziale, proprio di fronte al ristorante “Nastas”'. Agios Riginos è un santo che mi piace, nelle icone è raffigurato generalmente vestito da vescovo ma con il capo scoperto, una bella massa di capelli neri e ricci, sguardo deciso e fiammeggiante, in lui non c’è la usuale staticità bizantina ma sembra pronto per scattare in azione… sicuramente per il suo popolo era un leader...


Agios Riginos
 

TEMPIO di ASCLEPIO Settecento anni prima di Agios Riginos, il “santo” dell’isola era Asclepio, anche lui faceva miracoli, guariva dai dolori del corpo e dai tormenti dello spirito. Le rovine del suo santuario sono state individuate nella baia della Chora e precisamente nella zona popolata dagli alberghi denominata “Ampeliki”, lungo la strada che porta ai monasteri del Monte Palouki proprio appena prima dell’albergo “Skopelos Village”. Gli scavi hanno portato alla luce una serie di edifici del IV secolo a.C., articolati intorno ad una sorgente sacra utilizzata per la purificazione, sono stati rinvenuti molti frammenti di ceramica, statue votive di marmo raffiguranti principalmente bambini, monete del V secolo e tavolette “ex-voto” di epoca ellenistica: nei templi di Asclepio si ritrova proprio di tutto poiché erano un mix fra un santuario religioso, un ospedale e un centro benessere. La maggior parte del santuario di ASCLEPIO resta comunque sotto il mare e la porzione scavata rappresenta solo una minima parte dell’area. Continuando lungo la strada che costeggia il lato est della baia della città di Skopelos, si arriva ai piedi della ripida montagna che si alza di fronte alla Chora, il Monte Palouki, fra le cui pendici si annidano i monasteri più belli dell’isola, non resta che iniziare a salire.

MONASTERO della PANAGIA EVANGELISTRIA Dopo l’Hotel Aegeon la strada, lasciando il mare, si biforca. Tenendo la destra e la strada principale si sale verso i monasteri della Metamorfosi, Agia Varvara e San Giovanni Battista, mentre prendendo a sinistra si imbocca la stradetta che si inerpica con una serie di tornanti fino al monastero della Evangelistria dove questa deviazione finisce, dalla Chora al monastero ci sono in totale circa 4 kilometri. Il Monastero dell’Evangelismos o Monastero della Annunciazione, come diremmo noi, appartiene al Monastero di Xiropotamos del Monte Athos ed è uno tra i più importanti monumenti post-bizantini dell’isola, la sua mole compatta e chiara è ben visibile dalla città e dal porto, sembra proprio una fortezza abbarbicata alle ripide pendici del Monte Palouki incaricata di sorvegliare la baia di Skopelos e in passato i monaci di questo monastero hanno avuto effettivamente un ruolo importante nelle battaglie di indipendenza. Oggi il monastero non è però abitato da monaci battaglieri ma solo da dolcissime suore che aprono le porte di questo rifugio negli orari stabiliti, 08.00-13.00 e 17.00-19. Il monastero è stato costruito nel 1712, sulle rovine di un precedente edificio bizantino del 1676, da Stefanos Daponte, esponente di una nobile e ricca famiglia locale, come ringraziamento alla Madonna per una grazia ricevuta. Stefanos Daponte non immaginava certo che suo figlio Caesar Daponte, brillante diplomatico e raffinato scrittore, dopo una vita irrequieta e diversi matrimoni, assumendo il nome di Kaisarios si sarebbe fatto monaco, scegliendo di vivere e comporre le sue ultime opere proprio nel Monastero dell’Evangelistria e nel Monastero madre di Xiropotamos sul Monte Athos. Dell’epoca della famiglia Daponte rimangono la chiesa dedicata alla "Panagia Evangelistria", le celle dell'ala sud, il refettorio e il forno. La ricchezza del benefattore si intuisce dal pregio degli affreschi della chiesa e dalla preziosa iconostasi, fatta realizzare in un laboratorio di Istanbul in legno intagliato e dorato, con raffigurazioni di piante, animali e scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Altre testimonianze dei fasti passati sono conservata nel museo del monastero che custodisce preziosi manoscritti, oggetti liturgici, paramenti, icone ed armi, certo, anche armi, perché questo monastero, fedele al suo ruolo di baluardo della baia di Skopelos, è stato il primo luogo a sollevare nel 1807 la bandiera greca ufficiale e ha fornito un grande sostegno economico e morale durante la Rivoluzione del 1821. Scendiamo a valle per la stessa strada di prima riempiendoci gli occhi con belle vedute sulla baia di Skopelos, arrivati nuovamente al bivio, stavolta pieghiamo verso l’interno della gola salendo fra le boscose pendici del Monte Palouki.

Monastero della Evangelistria

 


 
MONASTERO della METAMORFOSIS SOTIROS A 4 kilometri dalla Chora, alla fine di un ombroso canalone, circondato da pini e scuri cipressi, spicca su uno sperone roccioso il bianco Monastero della Metamorfosis Sotiros o Monastero della Trasfigurazione del Cristo Salvatore. La cosa curiosa è che questo monastero è proprio difronte al Monastero della Evangelistria, di fatto si guardano dalle opposte pendici della stessa valle che dal Monte Palouki scende al mare, ma a differenza dell’Evangelistria questo monastero resta invisibile e nascosto fino a quando ci si arriva. Il contesto paesaggistico è dunque molto suggestivo e ispira meditazione, qui non ci sono vedute sul mare e sulla città, solo boschi e il canto degli uccelli, silenzio e pace sono qualcosa di concreto. Il monastero è considerato uno dei più antichi luoghi di eremitaggio dell’isola, il complesso attuale risale alla fine del XV e l'inizio del XVI secolo, la proprietà è del Monastero di Senofonte del Monte Athos che assicura la presenza di almeno un monaco da aprile a fine novembre. Lasciamo lo scooter sul piccolo spiazzo e saliamo verso l’ingresso del monastero dove il monaco che ci accoglie ci fa segno di entrare pure senza i pastrani messi a disposizione dei visitatori, “fa caldo”, dice sventolando la mano. Superato l’androne ci accoglie un luminoso e vivace cortile fiorito, chiuso da due ali porticate con le celle e una bella chiesa dipinta di bianco e mattone dalla caratteristica architettura athonita, segno inequivocabile che anche la sua costruzione è stata seguita dal monastero madre del Monte Athos. L'interno della chiesa è molto ricco, spicca la notevole iconostasi del XVI secolo con decorazione floreale, gli affreschi sono dello stesso periodo e alcuni molto pregevoli, bello anche il pavimento lastricato recentemente restaurato. Gli abitanti di Skopelos sono molto legati a questo monastero e alla sua festa che si celebra il 6 agosto, il giorno della Trasfigurazione: secondo la tradizione gli isolani si ritrovano quassù alla vigilia della festa per cantare i Vespri e fare la Veglia, la mattina seguente vengono lette preghiere speciali per la benedizione delle viti e dell’uva, poi inizia la festa vera e propria con distribuzione di grappoli benedetti e dolci con l’uva… che strana cosa, più che la ricorrenza della Trasfigurazione del Cristo Salvatore, mi sembra un festeggiamento per la partenza o il ritorno del Re Stafilo… Prima di andarcene visitiamo il polveroso negozietto di souvenir artigianali, acquistiamo qualche ricordino e una riproduzione della icona della Trasfigurazione.


Monastero della Metamorfosis



MONASTERO di AGIA VARVARA Continuiamo la scalata del Monte Palouki e appena dopo il Monastero della Trasfigurazione la strada asfaltata cede il passo allo sterrato, ma la carreggiata resta ampia e comunque ben percorribile, anche il panorama gradualmente si apre e si torna a viaggiare in piena luce. Dopo due kilometri di salita si arriva ad un piccolo pianoro e si ha la sensazione di essere arrivati in vetta, la vista sul mare è splendida, abbraccia tutta la costa nord di Skopelos e l’isola di Alonissos, ma lo sguardo è ipnotizzato da due solitari monasteri, uno accanto all’altro, molto diversi fra loro. L’impatto è emozionante, bellissimo e di grande effetto, in primo piano il monastero fortezza di Agia Varvara, scuro come una corazza di bronzo, e in secondo piano il grande monastero di San Giovanni Battista, luminoso indiscusso sovrano del punto più alto. Agia Varvara, o come la chiamiamo noi, Santa Barbara è la patrona dei militari, la invocano artificieri e armaioli, chiunque rischi di morire di morte violenta, protegge dai fulmini e dal fuoco: nessuna chiesa e nessun luogo mi pare più adatto di questo per onorarla. L’edificio del Monastero di Agia Varvara è quello più antico dell'isola arrivato sino a noi, secondo l'iscrizione risale al 1648, ben conservato nelle sue forme originali di vera e propria fortezza circondata da una cinta di possenti mura di pietra. La sua struttura e la sua posizione fanno sicuramente pensare ad un luogo non solo utilizzato per la preghiera ma anche per avvistamento dei nemici. Il Monastero non è più utilizzato da religiosi ma è abitato da una normalissima famiglia che ne ha la custodia, lo tiene in ordine, gestisce il negozietto dei souvenir e ne consente la visita. La signora che ci apre la chiesa è molto gentile e ci mostra con soddisfazione la bella iconostasi di legno dorato a tre porte, una dedicata a Agia Varvara, la seconda alla Circoncisione di Cristo e la terza a Agios Charalambos, l’intaglio è molto elaborato intreccio di motivi floreali, vitigni e aquile bicefale, la decorazione rappresenta anche le principali festività, i 12 apostoli e la Vergine Maria. Nel cortile la signora ci fa poi notare il particolarissimo pozzo con la raccolta di acqua piovana che è davvero curioso e sembra progettato per resistere a lunghi assedi o periodi di isolamento. Tutto nel monastero è lindo e ordinato, il severo maniero è ingentilito da fiori e le finestre da tendine di pizzo, ci complimentiamo con la signora, quasi confusa dai nostri apprezzamenti.

Agia Varvara
 

L’iconostasi di Agia Varvara

 
MONASTERO di AGIOS IOANNIS PRODROMOS Prima di andare a visitare il Monastero di San Giovanni proviamo a raggiungere i più lontani monasteri di Agia Anna e dei Taxiarches, nascosti fra la vegetazione del selvaggio versante orientale del Monte Palouki. La strada sterrata diventa però sempre più stretta e accidentata, anche se corre in quota siamo costretti ad andare molto piano, così, dopo un buon tratto, decidiamo di lasciare perdere e di tornare sui nostri passi prima della chiusura del Monastero di San Giovanni. Il Monastero di Agios Ioannia Prodromos o San Giovanni Battista, si trova a soli 300 metri da quello di Agia Varvara ed è costruito vicino al picco del Monte Palouki a 500 metri di altezza. Questo è il monastero più grande della zona e l’unico stabilmente abitato da religiosi, la sua festa ricorre il 24 giugno, il giorno di San Giovanni. Il Monastero fu fondato nel 1721 dal Monaco Filareto e la chiesa ricalca l’impianto di quella della Trasfigurazione ma qui non ne risaltano le forme architettoniche in quanto soffocata dalle alte costruzioni circostanti. Anche in questa chiesa troviamo pregevoli affreschi, un arredo molto ricco e una bella iconostasi in legno dorato con elaborati intagli a forma di uccelli, animali e piante. Il piccolo museo custodisce molti documenti risalenti all'occupazione turca, icone antiche e oggetti sacri. Il monastero era originariamente per monaci di sesso maschile, ma dal 1920 è abitato dalle suore che ancora oggi si prendono cura del monastero e sono disponibili a guidare i visitatori. Oggi ne restano solo un paio, di cui una piuttosto anziana e di salute malferma, quella più giovane ci accompagna invece fino all’uscita. Ci fermiamo ancora un momento sotto il pergolato di ingresso a rimirare il meraviglioso panorama sull’infinito che si gode da quassù… lontano, lungo la costa settentrionale dell’isola che inizia a sfumare il suo contorno nel mare, notiamo un grande scoglio aguzzo e isolato in mezzo al mare con una macchia bianca in cima: è il piccolo monastero di Agios Ioannis reso celebre dal film Mamma Mia. Mi affascina il fatto che questi due monasteri, dedicati entrambi a San Giovanni Battista, si possano guardare e che nella notte uno possa veder brillare le luci dell’altro….


Agios Ioannis Prodromos
 

Il pergolato che guarda verso l’infinito…





LARGO MAESTOSO” – L’ampio respiro del Nord

 
GLOSSA Glossa è la capitale del Nord, dista 25 kilometri dalla Chora e 2 kilometri dal sottostante porto di Loutraki che, a sua volta, dista solo 20 minuti di navigazione dall’'isola di Skyathos e dal suo aeroporto. Glossa è costruita su una collina a circa 250 metri di altezza cosicché è il paese più alto delle Sporadi; disposta ad anfiteatro e rivolta ad occidente, gode di una incredibile vista sul Mar Egeo, sull’isola di Skyathos e sui vari isolotti circostanti che al tramonto compongono un quadro meraviglioso. Con i suoi 1.200 abitanti è il secondo centro abitato dell’isola. Nonostante tutto ciò Glossa è rimasta quella di un tempo e la tradizionale vita del villaggio è rimasta la stessa, nonostante l'afflusso sempre crescente di visitatori. Nel paese le auto non possono circolare all'interno degli stretti vicoli lastricati e la maggior parte del villaggio è ancora percorribile soltanto a piedi o a dorso di mulo, le case sono per lo più a due piani con balconi in legno e l'architettura è simile a quella della Chora, All’interno del villaggio ci sono pochi e piccoli negozietti che troverete chiusi nella pausa pomeridiana, il kafeneion tradizionale lo trovate ancora nella piazza centrale ombreggiata da un grande albero: questo è tuttora il luogo di incontro per gli anziani del paese. Se pensate invece a uno spuntino seguite le indicazioni per il ristorante - cafè - bar “Maistrali” o il ristorante “Agnanti” che offrono una vista eccezionale. Il bus comunale collega Glossa con Loutraki e la Chora, per soggiornare ci sono alcuni “rooms to let” e “studios”, chiaramente c’è più scelta a Loutraki.


Glossa
 

LOUTRAKI Loutraki un tempo era semplicemente il porto di Glossa e di Klima, e i paesi erano collegati fra loro solo da una mulattiera che ancora oggi esiste… se Klima e Glossa sono rimaste quelle di un tempo, Loutraki è invece mutata, oggi è il secondo porto dell'isola di Skopelos e una fermata obbligata per i collegamenti marittimi. Per chi viene dal continente o da Skyathos questa è la prima fermata a Skopelos, i traghetti e i catamarani poi doppiano l’estrema punta settentrionale dell’isola, Capo Gourouni e il suo candido faro, quindi costeggiano tutta la costa settentrionale dell’isola per arrivare infine alla grande baia della Chora di Skopelos. Con lo sviluppo del turismo e dei collegamenti Loutraki ha assunto l’aspetto di un paesotto moderno con bianche costruzioni in cemento e tetti di tegole rosse, ci sono negozi di souvenir, taverne e ristoranti, snack bar e caffè. Il suo lungomare di giorno è animato dal via vai di traghetti, pescherecci e aliscafi, la sera è illuminato dal sole che cala dietro l’isola di Skyathos e dalle luci delle taverne. La strada che scende da Glossa è ampia e finisce dritta al porto, girando a sinistra si va verso il porticciolo turistico e le Terme Romane, girando a destra verso la chiesa si va alla spiaggia del paese a alla successiva spiaggia di Glistra. A Loutraki si possono trovare sistemazioni in buoni hotel come l’Avra e il Selenunda, oppure in studios e stanze, sulla collina si trovano anche numerose ville private in affitto. Il bus comunale effettua servizi giornalieri con fermata vicino al molo e per le imbarcazioni private c’è un attrezzato porticciolo turistico. La spiaggia di Loutraki è attrezzata con lettini e ombrelloni, è di ciottoli e gode del sole fino al tramonto, per chi cerca luoghi appartati meglio camminare verso sud dove si aprono piccole calette. Se lasciate il vostro mezzo nel parcheggio del porto potete approfittare dello stand informativo che fornisce notizie sulla storia di Loutraki e individuare più facilmente i resti del suo passato glorioso. Loutraki è infatti il sito della antica Selinunte o Selinunta, colonia fondata dai calcidesi, marinai e commercianti provenienti dall’isola di Eubea, che ne fecero una ricca e fiorente città. L’antica cittadella di Selinunte, datata al IV secolo a.C., si trova in posizione un poco elevata sulla collina e nelle sue vicinanze si trovano le rovine di un tempio di Atena che risalgono al V secolo a.C., nella zona portuale sono invece visibili i resti delle mura bizantine e delle terme romane che si trovano a 50 metri dopo il porticciolo turistico. La stessa chiesa del porto, Agios Nikolaos, è costruita sui resti di un antico tempio.



IL VOLO di ALCIONE Quello che è rimasto indelebilmente impresso nella mia memoria del Nord di Skopelos non sono però le spiagge o i villaggi che, per quanto possano esser carini, non reggono il paragone con la maestosità e la solennità dei paesaggi. Skopelos, al nord, non ha confini né corpo, sembra fatta d’aria… il punto di riferimento usuale non è mai l’orizzonte ma la cima dei monti, sembra sempre di essere in volo e non si vorrebbe mai scendere… Per questo abbandoniamo in fretta Loutraki e risaliamo verso Glossa e le montagne. Prima di Glossa prendiamo la deviazione per Agios Ioannis e proseguiamo sulla strada in quota costantemente elevata fino alla chiesa della Panagia. Qui iniziano panorama mozzafiato e magnifiche vedute sulla costa settentrionale dell’isola, sull’isolato scoglio con il Monastero di Agios Ioannis in Kastri e, lontano, la mole del Monte Palouki, poi, ancora più lontano, Alonissos con il suo complesso arcipelago. Le pareti delle scogliere su questo versante sono altissime e sembrano di acciaio, solo il vento e gli uccelli marini riescono ad accarezzarle…



Panorama su Agios Ioannis, Costa Nord di Skopelos e Alonissos
 

A Trachis, non lontano dalle Termopili e difronte alle Sporadi, viveva Alcione, una delle figlie di Eolo dio dei venti, bellissima, tanto bella che un giorno, mentre faceva il bagno in un laghetto, gli abitanti del bosco la onorarono scambiandola per Artemide, la dea cacciatrice in persona. Artemide non perdonò mai ad Alcione di aver accettato gli onori e di non aver chiarito di essere una semplice mortale , così, da quel giorno, scatenò ogni estate la furia dei cinghiali e della grandine sul regno di Trachis distruggendo messi e raccolti, lasciando il popolo in carestia. La sciagura si ripeteva implacabile ogni anno e Ceice, sposo di Alcione, decise di andare a consultare l’oracolo di Apollo per sapere come placare la dea offesa. Ma dopo tre mesi Ceice non aveva ancora fatto ritorno. Era la notte del solstizio di inverno, la tempesta infuriava sul mare, Alcione sognò il marito morto fra i marosi, balzò in piedi, corse sulla scogliera più alta per scrutare il mare, i lampi dardeggiavano sull’orizzonte illuminando in modo sinistro le Sporadi, le parve di veder galleggiare un corpo.... Non ebbe dubbi, disperata si gettò dalla rupe verso il mare ma Zeus ebbe pietà di lei e, stanco dei rancori di Artemide, proprio nel momento in cui Alcione si lanciava nel vuoto, le donò due splendide ali che le permisero di librarsi nell’aria. Come per incanto la tempesta si placò e spuntarono le ali anche al corpo di Ceice che subito si sollevò in volo verso la sua sposa…. Così nacquero gli alcioni, gli uccelli marini a cui è consentito di costruire il nido fra le onde e di deporre le uova durante il solstizio d'inverno, quando i venti, quasi per incanto, tacciano per un po’di giorni e la temperatura sembra meno rigida. Per questo gli abitanti di Skopelos chiamano il solstizio di inverno… “i giorni di Alcione”…

 
Agios Ioannis

 
Così, sulle ali di Alcione, voliamo anche noi lungo la strada che si snoda fra le scogliere e poi si tuffa verso il mare fino alla base del grande scoglio di Agios Ioannis, il luogo più famoso di Skopelos. La strada finisce qui e non va oltre, occorre disporre di un proprio mezzo di trasporto, auto o scooter, perché la strada, anche se tutta asfaltata e buona, è piuttosto stretta e i bus comunali non ci arrivano, la fermata del bus più vicina è nei pressi del bivio per Glossa e dista circa 7 kilometri. Una volta arrivati, si parcheggia vicino al bar, dove, seduti all’ombra, potete fare uno spuntino o bere qualcosa prima di affrontare la scalata, godendo di una magnifica veduta sullo scoglio di Agios Ioannis e la bellissima baia. Dal bar parte il sentierino che porta alla spiaggetta sottostante dove, dopo la conquista della chiesetta, potete fare un bagno rinfrescante: la spiaggia è molto piccola, bagnata da un mare di puro smeraldo, il contesto è suggestivo e selvaggio, lo spazio è però limitato, non ho idea di come possa essere in agosto, ora è un paradiso e una tentazione irresistibile... Ma, via, coraggio, armati di acqua e buona volontà, sfidiamo la impervia rupe illuminata dal sole e la sua scalinata…..


…alla conquista di Agios Ioannis


 
AGIOS IOANNIS sto Kastri Questo luogo, meraviglioso, privilegiato dagli alcioni per costruire i loro nidi è ora meta privilegiata dai turisti in cerca di star hollywoodiane perché dopo il film Mamma Mia la baia di Agios Ioannis e la sua piccola chiesetta sono diventate vere e proprie icone cinematografiche. Alzi la mano chi non è rimasto folgorato dal luogo che fa da sfondo a Meryl Streep quando canta The Winner Takes It All e alle scene finali del matrimonio... Non so se il regista, nello scegliere questo luogo per il finale romantico della storia fra Donna e Sam, avesse in mente la storia di Alcione e Ceice, ma questo luogo è indubbiamente emozionante e suggestivo, carico di passione, avvolto in una natura primordiale e travolgente, volo ed abisso si riuniscono in quello sperone di roccia nuda, un enorme brandello di scogliera precipitato in un mare di smeraldo... L’impressionante roccia è collegata alla costa da uno stretto camminamento da cui partono i 110 gradini scavati nella roccia che portano alla chiesetta. Per quanto la salita sia molto ripida e a strapiombo, con la dovuta calma, si sale senza problemi e senza pericolo in quanto c’è una ringhiera protettiva e un corrimano che aiuta, lo scenario è poi talmente bello che, guardandosi attorno, non si sente la fatica e non ci si accorgerebbe neppure del caldo se non fosse per il corrimano bollente. Quando si arriva in cima è un vero spettacolo…. non si sa se guardare a destra o a sinistra… si resta ipnotizzati dal paesaggio e quasi non si presta attenzione all’umile chiesetta...


    La baia di Agios Ioannis dalla chiesetta ….che spettacolo…

 
Il nome completo di questo piccolo monastero è San Giovanni Battista in Castello (sto Kastri), forse per il fatto che in questo luogo, all’epoca delle scorrerie piratesche, c’era un avamposto fortificato; un segnale d’allarme trasmesso da questo posto poteva esser visto dai monasteri del Monte Palouki e da loro subito trasmesso al Kastro della Chora. Nessuno sa quando sia stato costruito questo monastero, un tempo non esisteva la scalinata e l’accesso era possibile solo con reti e carrucole come per i monasteri delle Meteore, la presenza di una grotta attesta l’utilizzo del luogo già in tempi remoti da parte di eremiti e asceti. La chiesetta è molto piccola ed ha forme umili e semplici, quella che si vede nel film Mamma Mia è molto diversa da quella reale, in quanto si tratta di una ricostruzione fatta nei Pinewood Studios molto più simile alla Panagitsa tou Pirgou che a questa cappella. All'interno della chiesetta si trovano una serie di icone fra cui quella molto venerata di San Giovanni Battista…

 
A Skopelos si narra che, una sera, apparve uno strano bagliore sulla sommità della roccia. In un primo tempo nessuno gli diede un significato particolare, ma poi la luce iniziò a manifestarsi con insistenza e gli isolani, incuriositi, iniziarono a tagliare dei gradini nella roccia per salire in cima alla rupe. Una volta saliti, trovarono una bella icona di Agios Ioannis e la trasportarono in una cappella vicina ma, il giorno dopo, scoprirono che l'icona era tornata in cima alla rupe, segno che in Santo aveva deciso dove stare. Così nacque la cappella di Agios Ioannis sto Kastri.


Agios Ioannis sto Kastri

 
MONTE DELFI Nel tornare verso Skopelos, arrivati a Klima non continuiamo sulla strada principale che segue la costa ma prendiamo una deviazione a sinistra che si arrampica sulle pendici del MONTE DELFI, che con i suoi 688 metri è il più alto dell’isola ed essendo in posizione centrale offre meravigliosi panorami. Inaspettatamente la strada è grande e asfaltata di fresco anche se questo evidente rifacimento si interromperà bruscamente quando, dopo un tratto in discesa, si incontra un bivio che consente di andare a verso Glysteri o verso Chora, queste due deviazioni sono ancora asfaltate anche se più piccole. Il tratto da Klima al bivio è da fare, si snoda fra un fittissimo bosco di pini, sterminato e senza fine… i panorama che si aprono sono meravigliosi, riempiono occhi e polmoni, ci fermiamo e lasciamo vagare lo sguardo sull’infinito… incantata da tanta bellezza, non so perché, mi viene in mente l’aria “Ombra mai fu”, forse il più famoso Largo di Handel, sicuramente uno dei brani musicali più bizzarri in quanto viene cantato dal protagonista dell’opera Serse mentre contempla… un grande albero…. Questa cosa, che sempre mi sembrava buffa e mi faceva sorridere, ora mi sembra normale e comprensibile, Serse contemplava un albero meraviglioso dopo tanto deserto, io contemplo una distesa sterminata di alberi stupendi, rigogliosi, potenti che si perdono sull’orizzonte marino infinito… qui capisco l’estasi di Serse davanti ad un albero e le note della sua magica aria prendono senso e corpo in questo luogo, si espandono, si dilatano, volano, guardo la luce che illumina il verde e sfuma il blu del mare… canto…. ormai la mia Sinfonia Verde Blu si è trasformata in un delirio musicale, che cosa meravigliosa la musica !!!


  Panormos dal Monte Delfi

Skopelos .. l’Isola della Musica
 

Ma riprendiamo il viaggio fra i boschi del Monte Delfi… Lungo questa strada interna non si incontrano paesi e non troviamo proprio nessuno, tutti fanno il percorso costiero non pensando che si arriva alla Chora di Skopelos anche con questa bella deviazione interna. Gli unici compagni di questo viaggio sono solo le capre… una infinità di capre, le CAPRE di SKOPELOS. Sull’isola vive e prospera una razza di capre autoctona e riconosciuta, denominata "Skopelos", parente delle capre selvatiche dell'isola di Gioura vicina ad Alonissos, principalmente monocolore, di un bel rosso fulvo o marrone, alcune anche multicolore nero, rosso, marrone e bianco. Per gli isolani l’allevamento delle capre rappresenta ancora, ora come allora, una attività di buon profitto sia per la produzione di carne e latte, che di formaggi e pellame. Del resto la capra, nel mondo greco antico, era un animale tenuto in grande considerazione, non possiamo dimenticare che la capra Amaltea ebbe l’onore di essere la nutrice del neonato Zeus e con una delle sue corna rotte lo stesso Zeus costruì la cornucopia dispensatrice di ricchezze e fortuna...


Il Monte Delfi

le compagne di viaggio….


Quando arriviamo a casa… scusate l’inciso, mi rendo conto che per noi che amiamo la Grecia è proprio impossibile uscire con espressioni come “torno in albergo…vado in albergo...”, per noi che amiamo la Grecia è immediato il trovare casa appena tocchiamo il suolo greco e in Grecia ci sentiamo davvero a casa, sempre … quindi, dicevo, quando arriviamo a casa vado ad avvisare ALEXANDRA che domattina, purtroppo, prenderemo il catamarano delle 7.30. La trovo intenta ad accudire il suo simpatico pappagallo dalle piume verdi, un uccello incredibilmente ciarliero e anche molto atletico, ogni volta che Alexandra le dice “fai ginnastica” lui inizia a fare le capriole che lei gli ha insegnato… Alexandra ha proprio l’insegnamento nel sangue e non solo… sapendo la mia passione per la VLITA, l’aromatica erbetta che si mangia lessata col limone, la mattina della partenza mi farà trovare una decina di piantine del suo orto ben incartate e un bel po’ di semi da portarmi via, un sacchetto con le sue favolose prugne essiccate nel forno e un sacchetto di noci dell’albero che avevo vicino alla finestra… Skopelos intera partiva con noi….

 
Cara ALEXANDRA, le piantine sono attecchite, i semi sono ben germogliati e per il resto dell’estate ho mangiato Vlita !!! Grazie !!!




NOTTURNO” - Magia Rembetika

Una delle cose a cui non si può rinunciare a Skopelos è una passeggiata in riva al mare quando scende la sera. Il lungomare viene chiuso al traffico e gli abitanti della Chora si riversano sul paseo, le famigliole camminano tranquillamente fermandosi a chiacchierare, i ragazzini giocano a pallone sul piazzale del porto o sotto la Panagitsa illuminata, i giovani si incontrano... La maggior parte della vita notturna di Skopelos ruota intorno ai ristoranti, le taverne e i bar sparsi ovunque nella Chora, molti propongono intrattenimenti musicali di diverso genere, ma soprattutto musica tradizionale greca dal vivo e di ottimo livello: Skopelos è rimasta uno dei pochi luoghi in Grecia dove il Bazouki e le canzoni Rembetike la fanno da padroni.

Percorrendo la Ring Road dal porto verso il Kastro si hanno delle bellissime vedute sulla Chora, all’ora del tramonto la luce è calda e densa… bellissima. Tutto appare ancora più vivo e palpitante, le case bianche con le loro tegole rosse e argento, i campanili di pizzo, il mare di viola e i monti di velluto verde, le isole vicine e quelle lontane… a quest’ora la brezza inizia a farsi fresca, leggera, profumata di gelsomino..


Chora di Skopelos

Questa sera è la nostra ultima sera a Skopelos, sono proprio un po’ triste ma al tempo stesso sono molto felice, perché ci incontreremo con Melissa e Luca che sono arrivati a Skopelos proprio ieri. Chi frequenta il Forum della “Grecia e Isole della Grecia” del sito Turisti per Caso conosce Melissa con il nickname “Mnemosine”, la Musa della Memoria, e avrà preso sicuramente nota dei suoi preziosi consigli su testi che parlano di Grecia e di Mitologia Greca. Mi emoziona il fatto di incontrare proprio su un’isola greca qualcuno con cui si condivide una passione profonda per la Grecia…Melissa e Luca sono una bella coppia, belli e giovani, molto simpatici e spiritosi, passeremo una bellissima serata... Ci siamo dati appuntamento in una delle più vivaci taverne di Skopelos, l’OUZERIA ANATOLI, arroccata fra le mura dell’antico Kastro. Se di giorno si godono da quassù viste spettacolari sulla città e sul mare, sul far della sera potete facilmente perdere la vostra anima nella contemplazione di un onirico tramonto o nel livido crepuscolo che sembra non dover mai finire… per la cena il menù ha poche ma genuine portate di cibi tradizionali, il vino è locale, buono e fresco, non manca l’aromatico retsina, ouzo e tsipuoro profumano di vera Grecia… quando poi il cielo diventa un compatto drappo nero su cui si stagliano nitide solo le lampadine appese sopra i tavolini, Giorgios Xintaris, suo figlio e altri amici musicisti si siedono a un tavolo, accordano i loro strumenti e la musica Rembretica prende lentissimamente corpo….


Anatoli Ouzeria
 

.…la notte al Kastro


La musica Rebetika o Rembetika nasce nella seconda metà del 19 ° secolo nelle città della costa occidentale dell'Asia Minore e a Costantinopoli, la sua grande popolarità deriva dal fatto che, come il blues americano e il fado portoghese, esprime in modo emozionale storie di vita, passioni, amori, povertà, prigione, gioie e dolori. Dopo la sconfitta dell’esercito greco in Turchia e l’esodo dei greci dall’Asia Minore, questa musica si sviluppa nelle isole e nei sobborghi poveri delle città greche che ospitato i profughi, Atene, Salonicco, Calcidica, Syros e Skopelos fra tutte. Anche se con il termine Rembetika si identifica ormai la tipica musica greca in generale, in realtà la Rembetika vera e propria resta qualcosa di molto particolare, non è una musica melodica e orecchiabile, ha una struttura decisamente anarchica e anticonformista, ritmo e voci sono generalmente in dissonanza, spesso è cantata in slang locali, la Rembetika è una musica libera, fuori da qualunque schema e regola, proprio come vuole il suo nome che pare derivare dal termine turco “rembet” che significa proprio…“fuorilegge”. GIORGIOS XINTARIS suona quasi ogni sera all’ANATOLI, è considerato un’icona fra i rebetes e Skopelos, la sua isola natia, è considerata una delle ultime roccaforti di questo genere musicale in quanto ne conserva i tratti più antichi. Non a caso, diversi cantanti famosi come Eleni Tsaligopoulou e Eleutheria Arvanitaki hanno iniziato la loro carriera proprio nei locali di Remberika a Skopelos. Nel ristorante ANNA’S, perso in una bella antica via lastricata che arriva sulla collina più alta di Skopelos, è possibile ascoltare anche un altro famoso rebetes, KOSTAS KALAFATIS, che per quanto nativo di Salonicco ha scelto di vivere a Skopelos dove, a notte fonda, accarezza la sua chitarra e interpreta le sue appassionate composizioni, nel suo repertorio non manca nessuna delle più classiche canzoni di Rembetika e tantomeno le più antiche Smyrneiko, proprio quelle nate nella grande e antica città greca di Smirne che ora porta il nome di Izmir…


Notturno Rembetiko


…la cadenza di questa musica che suona nelle taverne di notte sprigiona un'atmosfera molto speciale e coinvolgente, Skopelos, di notte, si trasforma in un luogo incantato dove non esiste presente, passato e futuro, dove si può respirare l’eternità fra gli accordi struggenti dei bouzuki e delle chitarre…. La nostra vacanza a SKOPELOS finisce quassù, a notte fonda.. fra le mura del Kastro di Skopelos, la nostra Sinfonia finisce con un magico “Notturno”, quassù, a notte fonda, dove non esistono altro che la notte e le vibranti note della musica Rembetika... Chiudete gli occhi e ascoltate anche voi queste ultime note di SKOPELOS… a notte fonda… immaginate di essere quassù….


CLICCA QUI PER ASCOLTARE LA MUSICA DI SKOPELOS!


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INFOMEMO


Questo racconto fa parte dei miei DIARI delle SPORADI, le isole visate in questo arcipelago sono la mondana Skyathos, la romantica Skopelos, la misteriosa Skyros e defilata Alonissos.

SKOPELOS è l’isola più popolosa fra le Sporadi, 5000/6000 abitanti di cui 3.500 risiedono nella capitale e il resto negli insediamenti di Glossa, Elios - Neo Klima e Loutraki.
L' isola è tutta montuosa e con cime discrete, i monti più alti sono il Monte Delfi (680 m) e il Monte Palouki (566 m) rispettivamente a nord e a sud della Chora.
Prima dell’arrivo della troupe cinematografica di Mamma Mia nel 2007, l’isola era conosciuta per le pinete, i frutteti, la natura rigogliosa e il suo carattere autentico, dopo il successo del film, uscito nel 2008, l’isola ha conosciuto una nuova popolarità ed ora il turismo rappresenta indubbiamente una consistente fonte di reddito. Manos ci raccontava che molti turisti, sulla scia della trama romantica del film, hanno addirittura iniziato a chiedere di sposarsi nelle chiesette dell’isola e così ora ci sono ben 3 agenzie di wedding planning per le pratiche burocratiche e l’organizzazione di cerimonie, ricevimenti e soggiorni per honey moon. Ma non preoccupatevi, SKOPLELOS non si montata la testa ed è rimasta una meta di carattere autentico, tranquilla e perfetta per chi non ama isole modaiole e caciarone, la sua stagione turistica inizia a maggio e finisce ad ottobre e il picco di frequenze si concentra solo fra luglio e agosto. Nel complesso SKOPLELOS è l’isola più economica delle Sporadi, per qualunque cosa abbiamo sempre speso meno rispetto ad Alonissos, i cui prezzi risentono (come la ciclade Folegandros) di una gamma di turismo più “radical chic”, o rispetto a Skyathos, i cui prezzi risentono di una maggior richiesta, frequentazione e facilità di accesso. SKOPELOS è in tutti i sensi a metà strada, più popolare e ruspante, più vissuta dai locali che dai turisti, se devo essere sincera, fra le tre, è per questo la mia preferita. Le mie amiche Graziella e Giusy ci sono state in pieno agosto e mi hanno detto di averla trovata molto frequentata, anche da italiani, ma comunque vivibilissima e ne sono tornate entusiaste. Il nostro viaggio è stato fatto a giugno e l’abbiamo trovata meravigliosa, molte spiagge praticamente deserte e la Chora piacevolmente animata la sera, abbiamo goduto appieno del suo meraviglioso aspetto naturalistico, delle suggestioni della sua lunga storia e delle sue leggende, abbiamo percepito tutta la sua armonia e la sua musica. Abbiamo incontrato due persone stupende, Manos e sua madre Alexandra, a cui va il nostro ringraziamento non solo per la grande ospitalità ma anche per averci fatto capire molto del carattere complesso di SKOPELOS.


Alexandra e Manos …partiamo con Skopelos nel cuore
 


SKOPELOS come raggiungerla:

Skopelos non ha un suo aeroporto ma è facilmente raggiungibile con un volo di Ryanair su Volos e con i catamarani della Hellenic Seaways o i traghetti Nel Lines. I trasferimenti con i catamarani sono veloci ma costosi, per la tratta Volos Skopelos abbiamo speso € 48 a testa a tratta, per la tratta Skopelos Alonissos € 9 a testa. Il traghetto tradizionale Nel Lines costa molto meno, il tragitto è bello perché costeggia le isole e si sta all’aria aperta ma gli orari possono non esser comodi.



Le opzioni di viaggio sono comunque diverse.

  1. Volo RyanAir su Volos + traghetto o l'aliscafo;
  2. Volo su Skyathos (charter diretti - di linea e low cost via Atene o altre città) + traghetto o aliscafo. Per i voli su Skyathos utile guardare Blu Panorama, i cataloghi dei Tour Operator che vendono pacchetti nelle Sporadi per eventuale acquisto solo volo o pacchetto, Air Berlin+Niki che serve Milano – Vienna – Skyathos. Da Skyathos a Glossa ci volgiono 20 minuti di aliscafo e altri 20 minuti da Glossa a Skopelos Town;
  3. Volo su Atene + navetta 093 fino a fermata di Stathmoss Liosion + bus per Agios Kostantinos + traghetti o aliscafo. Agios Kostaninos ha diversi traghetti verso le Sporadi. Per orari di traghetti e aliscafi consultare ww.gtp.gr oppure www.openseas.gr

Per Hellenic Seaways, www.hellenicseaways.gr e info@hellenicseaways.gr

Per Nel Lines www.nelferry.com oppure il suo agente Vis Travel a Volos

Per info su Aeroporto Volos http://www.volosairport.gr/en/

Per info Bus Volos Aeroporto e Magnesia Intercity Bus www.ktelvolou.gr



Biglietterie traghetti utili per info o prenotazioni:

  • Madro Travel di Skopelos, efficiente agenzia contatto mail enquiries@madrotravel.com e tel. +30.24240.22145, +30.24240.22300
  • Vis Travel a Volos, agente Nel Lines, vistravel@otenet.gr e Tel +30.24210.31059
  • Sporades Travel di Volos, lungomare Argonauti 33, tel. +30.24210.23415, +30.24210.35846
  • Falcon Tours di Volos, lungomare Argonauti 34, falcontours@mall.gr tel. +30.24210.25688, +30.24210.21626
  • Tsansizis Shipping Agencies di Agios Kostantinos, tel. +30.22350.32609
  • Akyon Travel di Agios Kostantinos, port@alkyontravel.com tel. +30.22350.31920



VOLOS Per info su Volos - arrivo e trasferimenti per il porto di imbarco – leggi l’inizio del mio diario di ALONISSOS http://maldigrecia.blogspot.it/2013/10/alonissos-lisola-perduta.html Per il rientro, avendo il volo alle 10.30 del mattino, siamo tornati a Volos il giorno prima della partenza con il catamarano delle 7.00, abbiamo noleggiato al porto di Volos un’auto con riconsegna all’aeroporto per le 8.30 della mattina della partenza. In questo modo abbiamo trascorso una bella giornata sul MONTE PELION e in particolare a NTAMOUXAPH, l’affascinante paesetto dal musicalissimo nome greco impossibile da scrivere ma più semplicemente trascrivibile con i nostri caratteri in DAMOUHARI, dove avevamo passato una splendida vacanza nel 2002. Da allora ci siamo innamoranti perdutamente di questo luogo e persino del suo romantico nome che deriva da un italianissimo “d’amur”, una preghiera che era solito recitare un vecchio marinaio veneziano che viveva quaggiù…. Nel 2007 Damouhari è stato scelto per ambientarvi il porticciolo dell’isola inventata di KALOKAIRI per alcune scene del film Mamma Mia! fra cui la spettacolare sequenza del “Dancing Queen” sul molo con tuffo finale in acqua. Temevamo cambiamenti, invece poco è mutato da allora, neppure la nostra taverna preferita dove si mangiano i veri “Stetzofai del Pelion”, solo qualche studios in più, la candida spiaggia era un po’ affollata da greci di Volos ma era sabato. Nel tardo pomeriggio ci siamo trasferiti a NEA ANCHIALOS, la località sul mare più vicina all’aeroporto che dista 14 km, dove abbiano cenato e dormito. Nea Anchialos è un paesone senza particolari attrattive ma ha una spiaggia attrezzata dove fare un ultimo bagno, un porticciolo circolare con qualche barchetta da pesca, una fila di semplici ristorantini sul mare con portate abbondanti e prezzi contenuti, un breve lungomare dove la sera passeggiano le famigliole in vacanza comprando pannocchie abbrustolite, mandorle caramellate e palloncini. Buon punto base, la mattina ci abbiamo messo proprio 10 minuti ad arrivare in auto all’aeroporto, riconsegna auto senza formalità. Dal porto di Nea Anchialos partono bus per Volos e Aeroporto

  • PYRASSOS HOTEL sul lungomare di Nea Anchialos, €30 doppia con balcone, tv, bagno e frigo, senza colazione, semplice e pulito, per una notte va benissimo.
  • GALAXIAS TAVERNA sul lungomare di Nea Anchialos, tavolini lungo la spiaggia: piatto abbondante di gyros con pitta, patatine, tzatziki e pomodori €8, piatto abbondante di kontosouvli €6, vino €2,5 pane €2, acqua in brocca, totale conto €18,50.



NTAMOUXAPH o DAMOUHARI
 



SKOPELOS dove dormire

Skopelos ha una ampia gamma di sistemazioni, semplici rooms, studios, alberghi semplici e alberghi molto belli, alberghi di charme e alberghi più anonimi, ville con piscina, cottages e case tradizionali in posizioni panoramiche… tutti troveranno quello che fa al caso loro, per gusto e prezzo. Dove è meglio soggiornare? Anche qui va a gusto, molti visitatori, come abbiam fatto noi, scelgono di soggiornare alla Chora e partire ogni giorno per esplorare l'isola, molti altri preferiscono muoversi meno e trascorrere vacanze tranquille in una località più vicina ad una bella spiaggia come Stafilos, Panormos, Andrines, Elios Klima, altri ancora preferiscono una full immersion luoghi più isolati sulle alture da cui contemplare il tramonto come Klima, Glossa o Agnontas. Le uniche sistemazioni che a mio avviso sono poco attraenti sono Loutraki, troppo decentrata, e quelle lungo la strada che dalla Chora va a Stafilo, in un fondovalle non panoramico ugualmente lontane dalla Chora e dalla spiaggia. Come avete letto, noi non avevamo prenotato nulla, abbiamo incontrato Manos al porto e soggiornato in uno dei più classici studios a gestione famigliare.

Ci siamo sentiti davvero a… casa !



  • MANOS STUDIOS a Skopelos Town, sulla strada che porta a Stafilos, 5 metri dal supermercato Carrefour e 500 metri dal porto – tutte le info sul sito www.skopelosmanos.gr – contatto via mail emavroskopelos@gmail.com - recensito su Trpadvisor e video su YouTube “Skopelos Manos Garden”. Il Sig. Emmanuil Mavrogenis, conosciuto in tutta Skopelos come Manos, parla bene italiano e provvede ad ogni vostra necessità con estrema delicatezza e discrezione. Tel +30.24240.23973 Cell +30.6945.298977. Costo € 20 lo studios a notte, super accessoriato con frigo, cucina, aria condizionata, tv, bollitore, fornetto e mille altri elettrodomestici.



Per rendersi conto di cosa offre l’isola può essere utile consultare il sito ufficiale di Skopelos www.skopelosweb.gr che presenta alcune strutture e informa un po’ su tutto. La Thalpos Holidays www.holidayislands.com è una agenzia specializzata in cottages e case tradizionali di charme. La Hovolo Apartments offre sistemazioni panoramicissime sulla collina sovrastante Neo Klima www.hovoloapartments.gr vicina alle più belle spiagge occidentali. Alla Chora, sulla Ring Road in posizione elevata con bel panorama sulla città, c’è il Denise Hotel a gestione famigliare www.hoteldenise.gr oppure www.denise.gr , se volete invece salire di categoria guardate il Ionia Hotel www.ioniahotel.gr in pieno centro non è sul mare o lo Skopelos Village sul mare www.skopelosvillage.gr .



SKOPELOS dove mangiare

La cucina di Skopelos è ottima, oltre a tutti i piatti della tradizione greca si trovano nei menù anche alcune specialità locali. In primis è da assaggiare la rinomata torta di formaggio di Skopelos, un enorme serpente di pasta fillo arrotolata, ripiena di gustoso formaggio di capra e fritta, viene servita caldissima e costituisce un pasto. Sono poi da assolutamente da assaggiare le famosissime prugne secche nonché tutti i dolci e i piatti a base di queste favolose prugne. Ottimo anche il vino locale servito in boccali. Per due persone, prendendo un piatto principale a base di carne ciascuno, un antipasto, vino o birra, abbiamo generalmente pagato dai 23 ai 35 euro a seconda della location, meno per il pranzo con spesa fra i 15 e 18 euro max in due.

In giro per la CHORA

  • Anatoli a Chora, panoramico in cima al Kastro, si può salire a piedi dalla scalinata che parte dalla Panagitsa o in auto prendendo la Ring Road e parcheggiare sotto il Kastro. Musica rembetika dal vivo di Giorgios Xintaris dopocena. Più che ristorante è una ouzeria. Spesa circa 30 euro.
  • Anna’s Restaurant sulla cima della collina più alta della Chora. Dal porto prendere la strada del negozio Poumisti e salire, salire per le strade lastricate seguendo le indicazioni. Cucina greca di antica tradizione. Musica rembetika dal vivo di Kostas Kalafatis dopocena. Spesa sui 30 euro.
  • Klimataria a Chora, in fondo al lungomare, subito dopo il Municipio (ottimo). Da assaggiare i piatti caratteristici come arrosto di maiale con le prugne e l’exotikò (carne cucinata con 3 tipi di formaggi caprini. Spesa 23 euro.
  • Ta Kimata a Chora, la più antica taverna di Skopelos gestita da 4 generazioni dalla stessa famiglia, 120 anni di storia documentata anche da belle fotografie. E’ l’ultima sul lungomare, la più vicina alla Panagitsa, Spesa 27 euro.
  • Magali Grill House a Chora, se amate il gyros e la carne alla griglia è il posto giusto, seguite le indicazione per il supermercato Proton e cercate un il platano centenario, Aperto tutto il giorno fino a tardi Spesa 21 euro.
  • To Perivoli o, se preferite, Il Giardino, a Chora in posizione arretrata sulla Ring Road è considerato dai locali un ottimo ristorante, specializzato in cucina vegetariana. Non lo abbiamo provato ma Manos lo raccomandava.
  • Michalis – Traditional Skopelos Pie Shop, fra i meandri della Chora, per uno spuntino con specialissime “pite” di tutti i tipi o una colazione a base di “bougatsa”.
  • Glika pasticceria sul porto nuovo della Chora vicino alla stazione dei pullman, praticamente sull’incrocio con la Ring Road, prepara inimmaginabili varità di pane, dolci, pasticcini, crepes, croissant e spemute di frutta….

In giro per l’ISOLA

  • To Palio Carnagio a Glysteri, famosissima taverna sulla spiaggia, specializzata nel cucinare il “Rofos”, la Cernia Nera di scoglio, in zuppa, stufata o grigliata. Spesa 26 euro
  • To Korali a Agnontas, sul mare (buono). Da 35 anni Maria e Dimitris Pantos gestiscono questo grazioso locale a bordo mare con tavolini e sedie bianche sotto una veranda da cui si gode tramonto magnifico. Pesce fresco e manicaretti di mare. Spesa 28 euro.
  • O Thomas a Limnonari, sulla spiaggia. Pesce fresco e carne alla griglia, piatti del giorno casalinghi. Frittone di calamari + coniglio stufato + acqua e gelato in omaggio 17,60 euro.
  • Rigas a Panormos, a metà della spiaggia. Tiropita di Skopelos e stifado, spesa 15,50 euro con acqua e gelato omaggio.
  • O Vanghelis a Elios Neo Klima, sopra la spiaggia comunale (ottimo). Porzioni abbondantissime e cibo cucinato al momento. Braciola di maiale, Bifteki ghemistò, patatine, acqua e birra, anguria omaggio 19,50 euro..
  • Maistrali a Glossa, ristorante, caffè e bar, bellissima vista, le specialità sono i gamberoni e la carne alle prugne, i dolci fatti in casa www.maistraliskopelos.com
  • Agnanti a Glossa, aperto dal 1953 nella città vecchia, vista eccezionale su Skyathos, piatti tradizionali con rivisitazioni moderne, buon livello buon rapporto qualità prezzo. www.agnanti-rest.gr


SKOPELOS Town dopo cena

  • Platanos Jazz Bar all’ombra del gigantesco platano del Pyrgos che gurda il porto e all’inizio della scalinata di accesso alla città vecchia. Uno dei più antichi locali di Skopelos. Aperto dalle 8 del mattino fino a tarda notte, potete farci colazione o notte fonda..
  • Pablos’s moderno wine bar dedicato allo scrittore Pablo Nirvana posizionato sotto la rupe della Panagitsa che la sera è tutta illuminata. Tavolini su terrazza panoramica con bella vista sul porto e musica greca.
  • Oionos The Blue Bar un Jazz cafè situato in una casa tradizionale nel cuore della Chora vicino alla chiesa di Agios Nikolaos.
  • Vrachos o in greco BPAXOS, che vuol dire roccia. Sul lungomare basta prendere la scalinata vicino al Municipio e accomodarsi su questa meravigliosa terrazza naturale che un tempo era uno dei bastioni del Pyrgos. Aperto pomeriggio e notte, cocktail e musica.



SKOPELOS come muoversi

La strada principale di Skopelos parte dalla Chora e fa per un vero e proprio tour panoramico per l’isola scendendo verso la costa sud, costeggiando tutta la costa ovest per finire a Glossa e Loutraki sulla punta a nord. La maggior parte delle strade di Skopelos sono ben asfaltate, solo all’interno e sui monti si trovano ancora percorsi sterrati. L'isola ha un buon servizio di autobus, regolare e puntuale, anche se diverse zone non sono servite dai mezzi pubblici come la zona del Monte Palouki con i monasteri, la zona del Monte Delfi e di Glysteri, la zona a nord di Glossa e la località di Agios Ioannis. Pertanto, per vedere tutto ciò che Skopelos ha da offrire è meglio noleggiare un auto o uno scooter. Nel sud dell’isola ci sono tratti di costa inaccessibili da terra che possono essere facilmente esplorati in autonomia noleggiando una piccola imbarcazione.

Auto o Moto abbiamo noleggiato un Kimko 125 nuovissimo con bauletto per € 11 al giorno da National a Skopelos Town vicino al molo e al piazzale dei pullman, proprio di fianco alla agenzia Avis. Con la “raccomandazione” di Manos, l’ultimo giorno non abbiamo dovuto riconsegnare il mezzo alla sera ma lo abbiamo tenuto fino alla mattina della partenza senza pagare nulla. Con il nostro scooter abbiamo fatto circa 300 km senza alcun problema. Ci sono diverse agenzie di noleggio auto e moto nelle diverse località dell’isola, i prezzi migliori si spuntano a Skopelos Town.

Bus L'isola di Skopelos è ben servita dalla sua linea di bus comunali che percorrono almeno quattro volte al giorno la strada principale dalla Chora a Stafylos, Agnontas, Panormos, Milia, Elios, Klima, Glossa e infine Loutraki. Questo percorso consente di arrivare agevolmente in quasi tutti i luoghi di interesse anche se spesso, per raggiungere le spiagge, dalla fermata del bus è necessario percorrere un buon pezzetto di strada a piedi. La stazione degli autobus è sul porto della Chora, proprio accanto al molo. Indicativamente segnalo tempi di percorrenza e i costi con partenza dalla Chora: Glossa / Loutraki (3,90 €, un'ora), Milia (2,60 €, 35 minuti),  Panormos (1,90 €, 25 minuti), Agnontas (1,20 €, 15 minuti) e Stafylos (1,20 €, 15 minuti). Per andare alla chiesetta di Agios Iaonnis si può prendere il bus fino a Loutraki e da li il taxi di Yannis (vedi taxi).

Taxi La stazione dei taxi è pure al porto vicino alla stazione degli autobus. Meglio concordare preventivamente il prezzo, tanto per sapervi regolare. Un taxi per Stafylos costa circa 7 €, per Limnonari circa 12 euro e per Glossa circa 25 euro.  Chiamata Taxi +39.24240.23240. Yannis Christou fa servizio taxi a Loutraki tel. cellulare +30.6944.734024 anche per visitare la chiesetta di Agios Ioannis.

Taxi boat In alta stagione dalla Chora partono i taxi boat per la spiaggia di Glysteri. Partono la mattina con ritorno alle 17.00 e costano € 5 a tratta.

Noleggio Barche Ci sono molti luoghi dove si può noleggiare una piccola barca, Rent a Boat - Panormos Blo è sicuramente affidabile e il miglior punto base perché consente autonome escursioni a breve raggio anche per i meno esperti di mare o per chi vuole provare per la prima volta questa esperienza. Lo trovate a Panormos vicino al Narkissos Hotel, consultate il sito www.rentboatskopelos.gr e chiedete info a skopelosmarine@gmail.com

Escursioni in barca Dal centro del porto di Skopelos parte la Kassandra Boat, un bel battello con i pontili panoramici con tanti seggiolini. Propone diverse escursioni giornaliere, interessanti quelle per Alonissos e il suo Parco Marino, con partenza al mattino e ritorno alle 19.30, pranzo a bordo. Organizzano anche parties di nozze a bordo… Tel. +30.6972698114

Crociera “Mamma Mia!Per visitare le location del film è possibile partecipare ad una delle crociere giornaliere proposte dalla Odyssey Boat. con partenza dal porto della Chora. L’escursione consente la visita di Amarandos and Agnontas Amarantos, Agnontas, Milià, Kastani e la chiesetta di Agios Ioannis. Pranzo a bordo è compreso. Può essere un idea per completare la visita dell’isola per chi si muove in bus

Tour “Mamma Mia! Le agenzie turistiche di Skopelos come la Madro Travel propongono, per gruppetti fino a dieci persone, anche tour con autista / guida personale sui luoghi dove sono state girate la maggior parte delle scene in esterni del film. Il tour parte alle 10.00 con ritorno alla 16.00 e tocca principalmente le località di Agios Ioannis, la spiaggia Kastani, Milia Beach, Dhasia Island e Agnontas per una pausa per il pranzo.

Mappe: Skopelos è un’isola facilissima da girare e le località sono ben indicate, quasi non servirebbe una mappa. La Chora è intricatissima e una mappa è utile per capire al volo come è fatta, poi è anche bello girare a caso e perdersi per vicoli e scale. La mappa SkyMap regalataci da Manos al nostro arrivo si è rivelata più che sufficiente per l’isola ed utilissima per esplorare la Chora. Si trovano anche sul sito www.skymap.gr

Guide Turistiche:

  • Manos e Alexandra, i nostri ospiti sono stati più utili di qualsiasi guida turistica
  • Diari di viaggio scaricati da Turisti per Caso
  • The Sporades - Skyathos, Skopelos, Alonissos, Skyros” (in inglese) di McGilchrist’s Greek Islands, acquistabile sul sito della Terrain www.terrainmaps.gr/e-shop o nelle edicole-librerie della Chora a € 12,00.


SKOPELOS spiagge

Le abbiamo visitate tutte con estrema facilità, per mancanza di tempo mancano all’appello solo le spiagge a nord di Glossa, Perivoli e Hondros Ghiorgis, sarà per la prossima volta, come dice Adeliana “bisogna sempre lasciare indietro qualcosa per avere motivo di tornare..”. Anche in fatto di spiagge Skopelos è a metà strada fra Skyathos, quella più sabbiosa, e Alonissos, quella più sassosa. A Skopelos le spiagge sono di sabbia grossa o ciottolino piccolo, questo mix è gradevole perché mantiene l’acqua cristallina e limpida e non si soffre troppo il mal di piedi. Le scarpette di gomma non le abbiamo usate. A Skopelos i colori delle spiagge sono definiti, quasi dipinti a pennarello, bianco, blu, verde… l’acqua è ovunque un vero cristallo. La maggior parte delle spiagge si trovano sulla costa ovest e sud. Impossibile dire quale sia la più bella, impossibile consigliarne una a discapito di altre, sono tutte da vedere e ognuno potrà votare il suo personale angolo di paradiso.



SKOPELOS clima Buono da fine maggio a fine settembre, tenendo presente che la Sporadi hanno comunque un clima più fresco rispetto agli altri arcipelaghi e che possono verificarsi piogge anche nel periodo estivo, soprattutto fine agosto – settembre a carattere temporalesco. La presenza del verde garantisce temperature sempre gradevoli e quasi mai torride. Luglio il mese più caldo.



SKOPELOS acquisti

Leggere il capitolo dedicato alla Chora per scatenarsi nello shopping più variegato… in pochi altri luoghi ho visto negozi belli come a Skopelos e oggetti artigianali che vale davvero la pena di acquistare. Per farvi una idea guardate solo il sito di Ploumisti www.skopelosgallery.com o www.skopelosgallery.gr





Damouhari come allora… taverna “To Karagatsi”
 

10 commenti:

  1. Cara Ornella, come sempre...hai trovato le parole. Come sempre ci hai trascinati con te in un viaggio dei sensi, facendoci vivere mille emozioni. Ci siamo persi nei colori, nella musica e nel profumo di gelsomino; abbiamo perfino assaggiato le marmellate della colazione. Se anche Skopelos non esistesse, basterebbe questo racconto per renderla vera...

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  2. Una sera guardando la baia di Kamares a Sifnos, ho pensato che solo la musica d'opera (allora io pensai al Flauto magico di Mozart) avrebbe potuto descrivere i miei stati d'animo in Grecia. I crescendo e le overture, gli adagio e gli intermezzi sono le trasposizioni musicali che la Grecia ti fa sentire...
    Grazie, hai tradotto la musica in parole.
    Nicola e Katia

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  3. Semplicemente ... grazie

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  4. Ciao!

    Intanto complimenti per il blog!

    Riguardo a Skopelos, essendo un po' più a nord a fine giugno/inizio luglio è fattibile o ancora troppo "fresca"?

    Grazie!

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    1. Fattibilissimo! Noi ci siamo stati a giugno, temperatura perfetta, anche la temperatura del mare era gradevolissima. Giusto un giubbetto jeans per lo scooter ci vuole, soprattutto mattina presto e sera.

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  5. bellissimo pezzo sull'isola ma non ha citato alcune perle: la spiaggia di Perivoliou, a mio avviso la più bella dell'isola, la gita al faro Faros una passeggiata meravigliosa fra boschi e paesaggi mozzafiato, Palio Klima, il paesino terremotato, il Museo di Glossa..... comunque complimenti, ha descritto l'isola con amore e passione

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  6. Complimenti, leggendo il tuo diario e le tue impressioni ho già vissuto il viaggio che sto programmando per fine luglio con altre tre coppie di amici. penso che i tuoi suggerimenti mi saranno utilissimi. Grazie Ornelia.

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  7. è la seconda volta che leggo il tuo bellissimo diario, so che skopelos è piccolina pensi 3 settimane siano troppe??calcola comunque che noi siamo dei pigroni e scegliamo solitamente case sulla spiaggia proprio per non essere costretti tutte le mattine a prendere la macchina. Complimenti di nuovo per la tua capacità di descrivere, luoghi ed emozioni oltre all'esaustive indicazioni pratiche

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  8. La gestione del tempo è una cosa molto personale... però, immaginando di trasformarmi improvvisamente in un "pigrone", potrei dirti che mi comporterei in modo differente in base alla stagione del viaggio. BASSA STAGIONE se il viaggio fosse fatto a giugno, come ho fatto io, credo che riuscirei a stare a Skopelos anche 3 settimane intere, sia in città che in uno studios vicino al mare. La magia del luogo esprimerebbe tutta la sua musica e il tempo finirebbe con l'annullarsi. ALTA STAGIONE in luglio / agosto la musica cambia, in questi mesi è più difficile un dialogo a due fra te e Skopelos, conta molto di più come si è fatti e la propria capacità di "isolarsi" anche fra la gente per ascoltare quello che ti racconta il luogo. Avendo 20 giorni a disposizione preferirei spezzare in 2 il viaggio facendo metà vacanza a Skopelos e metà ad Alonissos, cambiando "registro" e cambiando "musica" prevale la curiosità di esplorare sulla componente contemplativa. Però, se alla fine decidessi di starmene 3 settimane a Skopelos, credo che non sceglierei una sistemazione vicina al mare ma una sistemazione "in alto", con un bel panorama, direi sul lato occidentale, una casetta con fiori a Klima o Glossa, anche in pieno agosto qui la sinfonia di Skopelos si aprirebbe a note spiegate.. Scegli comunque in base al tuo modo di essere, Skopelos ha angoli incantati e ognuno trova il suo, leggi anche l'ultimo diario di Katia che ha visitato l'isola proprio in pieno agosto e ne ha riportato una immagine solare e brillante... ti auguro buon viaggio e spero che tu possa ascoltare appieno la musica di Skopelos, fammi sapere come poi come è andata, sono curiosa Ciao Puccy

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  9. Volevo ringraziarti perche' scrivi molto bene, pertanto leggerti e' un piacere, ma sopratutto dai indicazioni precise ed attendibili. I tuoi diari su Nisiros e Skopelos mi sono serviti moltissimo. Grazie. Chiara

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