martedì 22 aprile 2014

PSERIMOS... A PIEDI NUDI

di Emiliano Mazzani (emiliano 78)
 
 
Eccoci qui: finalmente è arrivato il giorno della partenza, si ritorna a “casa nostra”, la Grecia, dopo un inverno passato a sognare ed organizzare la nostra prossima avventura in terra ellenica. 
 


Quest’anno eravamo molto indecisi sulla meta e dopo due anni consecutivi passati a Tilos decidiamo di scoprire un altro gioiello….ma quale?
Le nostre sere fredde ed umide trascorrono raccogliendo informazioni, prezzi e voli su varie isole, ma sembrava che nessuna mi volesse attirare a sé... effettivamente non sapevamo nemmeno noi se e quando saremmo partiti.
Arrivati a metà Giugno i prezzi dei voli su Kos con Ryanair si abbassano per fine agosto e prima che risalgano ancora decidiamo di fermarlo. Prenotiamo il volo con andata Bergamo-Kos e ritorno Kos-Bologna dal 26 Agosto all’8 Settembre con una valigia da imbarco a 349€ risparmiando così 170€ se fossimo ritornati su BG Orio al Serio.

Ma Kos non mi attira nonostante non l’abbia mai vista, ma non è il mio target, cercavamo un’isola sconosciuta al turismo di massa, piccola, dove non sei un numero o un bancomat con le gambe e che non ti regali solo mare e spiagge indimenticabili, ma anche qualcosa di più profondo e unico.
Guardando google map alla ricerca delle isole del Dodecanneso vedo un pezzetto di terra stretta tra Kos e Kalymnos, zummo pensando fosse poco più di uno scoglio e mi chiedo…questa come si chiama?......Pserimos????....solo 14 kmq???Boh vediamo?!
Mi metto alla ricerca di informazioni, ma nulla o niente se non i soliti siti con le solite quattro righe, niente di niente…ed inizio a pensare "ECCOLA"……mentre Cinzia preoccupata mi chiede dove la voglia portare!!!!
Ad un certo punto mi imbatto in un diario che più che un diario scoprirò essere un omaggio a questa isola, "Pserimos l’isola che (non)…c’è”; ecco il segno! ci siamo, quest’anno andiamo a Pserimos. Decidiamo di fare una settimana a Pserimos ed una a Kefalos nella baia a sud di Kos visto che sembrava che non ci fosse molto da fare a Pserimos.

Inizia il conto alla rovescia, ma come ci arrivo a Pserimos? Non trovo nulla: cerca e cerca scopro che il traghetto parte da Kalymnos tutti i giorni alle 9.30 ed in meno di un’oretta sei a ad Avlakia il paese-porticciolo(molo) di Pserimos e riparte alle 17 per Kalymnos. Infatti Pserimos è più servita da Kalymnos perché è sotto la propria giurisdizione e non a quella di Kos come pensavo.

Da Kos sono due le alternative, fino ad agosto parte al sabato un traghettino da Mastichari (paesino di pescatori a nord di Kos) che in 30 min arriva a Pserimos, oppure da Kos Town l’unica alternativa è chiedere ai caicchi in partenza tutti i giorni, mare permettendo, per i tour se ti danno un passaggio…e cosi sarà perchè sono molto gentili e disponibili.

Ma dove dormo a Pserimos? Nei siti specializzati non si trova niente, in effetti a Pserimos non c’è struttura recettiva, gli unici posti per dormire sono le camere che affittano i proprietari delle taverne locali e qualche abitante, ma si parla di una trentina di posti letto in tutto, dopo qualche mail inviata mi risponde un’agenzia di Kos che spara dei prezzi esagerati per fine agosto (55€ più i costi di registrazione) allora decidiamo di aspettare, dopo qualche giorno risponde Georges Karaiskos di Kalymnos e mi dice che una sua amica ha una Taverna con quattro stanze ma ora è a Rodi per delle visite e mi aggiornerà a giorni. Il giorno dopo mi contatta e mi conferma la camera a 25€ al giorno…PRESA!!!Chiedo come arrivare e mi risponde di non preoccuparmi che si sarebbe informato, in pratica sarei dovuto andare con l’autobus dall’aeroporto di Kos a Mastichari e prendere il traghetto che mi avrebbe portato a Kalymnos, notte lì poi al mattino dovevo prendere la MANIAT che alle nove ti porta a Pserimos.
Chiedo se si può partire da Kos Town direttamente per Pserimos, dopo aver fatto qualche chiamata mi dice di andare al Porto di Kos Town e prendere il caicco NiKita dell’amico capitano Skevos.
Decidiamo questa soluzione in modo da poter visitare Kos anche di sera con calma e ripartire alla mattina dopo per Pserimos. Troviamo sistemazione al Desiree, uno studios a 5 minuti dal porto e dal centro a 25€ a notte, intanto che ci siamo cerchiamo la sistemazione a Kefalos per la settimana dopo e troviamo al Maritsa all’incredibile prezzo di 15€ a camera con angolo cottura attrezzato, pulizia camera giornaliera e aria condizionata, in una struttura ben tenuta, pulita e comoda.



26.08
Ci siamo...partiamo con calma da Parma in mattinata verso BG Orio al Serio, il volo parte alle 13.15 ed arriviamo alle 17.45 ora locale in perfetto orario, l’autobus per Kos Town parte alle 18 per cui con l’attesa bagagli non sarebbe stato possibile ed il prossimo sarebbe stato alle 21.

Arriviamo a Kos, non serve la vista, basta chiudere gli occhi e ascoltare il suono del Maltemi e sentire i profumi che porta per capire che siamo in Grecia; ci dirigiamo per il ritiro bagagli e sorpresa sono già li che girano…incredibile! Prendiamo la nostra valigia Azzurro Grecia (casuale) ed usciamo dove ci sono i taxi ed i pullman dei tour operator, vediamo che c’è ancora l’autobus in partenza per Kos, carichiamo i bagagli e via, per il biglietto passa il controllore a fartelo sul momento al costo di 3,20€ a persona. Stipati come al solito, arriviamo a Kos Town dopo essere passati da Mastichari, piccolo porticciolo di pescatori leggermente turistico, molto carino!

Arrivati al capolinea ci dirigiamo con la cartina alla ricerca del Desiree, durante il tragitto vedendoci con le valigie ci vengono fatte tantissime proposte di camere e studios ma cmq tutti molto gentilmente ci indicano la strada degli Studios Desiree della signora Maria (e come si doveva chiamare….il 90% delle donne in Grecia porta questo nome). Non c’è una reception, ma un cartello indica il numero su cui chiamarla, di non suonare il campanello che non avrebbe risposto nessuno e che sarebbe arrivata subito, 15 secondi di chiamata….1,5€!!!.....alla fine si affaccia e scopriamo che era al piano di sopra…Mah!!!! 


Alla ricerca del Desiree


La sciura Maria è un vecchietta molto premurosa e gentile, ci regala due bottiglie d’acqua e ci mostra la camera spaziosa e fornita di tutto con angolo cottura, ma a noi servirà solo per dormire, ci chiede dove siamo diretti e lei sorpresa ride e ci dice che nessuno sta una settimana a Pserimos perchè tutti vanno o a Kalymnos o Nissyros o le isole del nord, però ci dirà che sarà bellissimo….meno male….Cinzia mi stava già fulminando!!!

Appoggiamo i bagagli e dopo una bella rinfrescata usciamo alla scoperta di Kos Town: il porto ed il centro con le belle vie di negozi e Taverne sono a 5 min di passeggiata. Andiamo subito alla ricerca del Nikita, lo vediamo ormeggiato lungo la passeggiata del porto appena rientrato dal tour delle 3 isole insieme agli altri Caicchi, chiediamo del Capitano Skevos, facciamo il nome di Georgeos e chiediamo il passaggio per domani, con una stretta di mano ci conferma e ci dice di venire qui domani mattina alle 9.30 per la partenza. Ringraziamo e ci dirigiamo a bere qualcosa di fresco ed a sbirciare qualche angolo dalla città, tanto poi saremo li tra una settimana. Passeggiamo lungo il porto cercando un posticino caratteristico e genuino: lo troviamo alla fine del porto verso sinistra, un grosso albero con sotto qualche tavolino e sedie azzurre dove 4 signori giocano a backgamon, ci sediamo e prendiamo le nostre prime due Mythos. Vado a chiedere se ha delle patatine da sgranocchiare, mi dice che non le ha ma che ci porta qualcosa, arriva dopo un po’ con pane ed un piatto di pomodori, olive cetrioli e feta…..vado a pagare e mi chiede 4€ per le due Mythos, gli faccio presente che c’è anche il piatto di insalata ed il pane e lui risponde che lo offriva lui….io e Cinzia ci guardiamo e diciamo avevi dei dubbi???? siamo in Grecia!!! Ovviamente la settimana dopo ritorneremo da lui.


Primi assaggi di Grecia

Dopo un po' di giretti, pyta gyros e birre, stanchissimi torniamo presto al Desiree per un meritato riposo, tanto poi saremo a Kefalos ed una giornata a Kos Town la faremo sicuramente.



27.08
Sveglia di prima mattina: è prestissimo ma la smania di vedere Pserimos è tanta, puliti e profumati usciamo per salutare Maria che ci ha preparato qualche fette di torta fatta da lei da mangiare strada facendo: squisita! La finisco prima di scendere le scale!!!! Dopo i saluti ed i ringraziamenti ci dirigiamo al Nikita dove arriviamo con lieve anticipo, sono le 8.15 ed i caicchi partono alle 10; non c’è nemmeno il capitano che poco dopo arriva e ci carica i bagagli nella stiva e ci ospita. Rimaniamo in attesa che il caicco si riempia di turisti che faranno il giro delle 3 isole (Pserimos, Plati, Kalymnos) tutti in costume, salviettone e creme solari, mentre noi con vestiti e valigie. Ci guardano effettivamente straniti, ma poi sicuramente quando noi resteremo sull’isola e loro (dopo aver appena assaporato la quiete e la bellezza di Pserimos) andranno via ci invidieranno. In quel momento mi sento già un navigante e non più un turista….sensazione impagabile!!!

Road to Pserimos

Uno dopo l’altro i Caicchi partono con le varie destinazioni, chi prima Pserimos e chi prima Kalymnos. Dopo una tranquilla navigata arriviamo in prossimità delle basse coste di Pserimos, dove ci dà il benvenuto la Bandiera Greca impressa sul promontorio e che alcuni uomini aggrappati alle rocce stanno ritinteggiando (ci vorrà qualche mese). Dopo circa 50 min. la baia di Avlakia, nascosta gelosamente, si apre a noi come il palco di un teatro quando levano il tendone e ci mostra il suo unico porticciolo, l’unico paese e le uniche case dell’isola. Lo stupore a bordo si avverte, ormeggiamo nel molo più grande, ringraziamo Skevos e scendiamo con tanto di valigie. Il fatto che siamo gli unici che si fermeranno pare confermata dalla gente del posto che, quando ci vede passare in spiaggia con tanto di valigie, ci guarda con stupore.


Benvenuti a Pserimos

A bocca aperta

Non ci era mai capitato di passare in spiaggia con le valigie per cui capiamo che sarà un’avventura diversa dal solito. A Pserimos non ci sono strade, ma solo sentieri e sabbia; gli unici mezzi di locomozione sono quelli degli abitanti, necessari per trasportare i viveri che arrivano da Kalymnos tutte le mattine, per il resto ci si sposta solo a piedi…..NON HA PREZZO!!!!!

Bus stop

La visuale è bellissima, la calma regna fino a quando i caicchi due volte al giorno, dalle 11 alle 12.30 ed alle 15 fino alle 16.30 attraccano e tutta la baia di Avlakia si popola, e come uno tsunami la spiaggia viene invasa dai turisti; dire come una marea sarebbe più romantico, ma non renderebbe l’idea della velocità con cui si riempie e si svuota la spiaggia del paese per ritornare alla pace più assoluta.

Ci dirigiamo alla ricerca della Taverna Sevvasti: non è difficile ce ne sono solo tre, altrettanti bar e due Market dove trovare i beni necessari. Il resto sono bancarelle di souvenir molto belli e caratteristici, ma che alle 16.30 chiudono... quando se ne vanno i turisti mordi e fuggi.

Arrivati alla fine della spiaggia sentiamo urlare il mio nome EEEEMILIANOOOOO!!!!!.....sta a vedere che sono arrivato fin qua nel nulla dopo un anno di ricerche su un’isola della quale nessuno sapeva niente e trovo qualcuno che conosco!!!!
Invece vedo spuntare dalla cucina una signora sorridente a braccia aperte ed io con un sospiro rispondo PRESENTE! Sevvasti ci abbraccia come se fossimo di famiglia e attesi da molto tempo, ci fa accomodare sotto il pergolato di vite piena di uva e ci porta due ellenikò cafè metrìo (due caffe greco di media dolcezza), nerò (acqua) ed una torta squisita fatta con sfoglia dolce e ripiena di crema….la pace dei sensi!!! Io e Cinzia ci guardiamo ed esclamiamo….FINALMENTE A CASA!!!!


Accolti in famiglia

Sua cognata Maria, la moglie di suo fratello Panajotis, ci accompagna alla camera al piano di sopra: la stanza con bagno è molto carina, luminosa, con balcone, frigorifero ed aria condizionata che cmq non utilizzeremo mai perché si stava benissimo.
Il tempo di mettersi le ciabatte ed il costume e siamo giù in spiaggia; i turisti mordi e fuggi se ne sono andati ed in spiaggia siamo solo noi…anche in paese visto che non si vede nessuno. Ci immergiamo nelle calde acque e tranquille di color tuchese di Pserimos, la sabbia è bianca e finissima…dopo un anno l’Egeo ci riabbraccia e noi ci godiamo questa atmosfera irreale.

Silenzio….non disturbare
 
Verso le 15 arriva l’ultima ordata di turisti, e nella mia immaginazione mi sembra di vivere e vedere le scene che gli antichi greci si trovavano davanti all’arrivo dei turchi con i loro caicchi...con ben altre intenzioni, ovviamente. Alle 16.30 tutti ripartono e l’isola torna a risplendere nella sua immensa quiete e bagno dopo bagno ci attardiamo fino allo sparire del sole.
 

La pace di Pserimos

Qualche passo scalzo e siamo da Sevvasti che con la sua immensa positività ci riaccoglie e ci porta in cucina per scegliere la cena: inizio a sentirmi di famiglia. In cucina c’è la matriarca, la madre di Sevvasti che sta facendo le Dolmades...bene, scelgo quasi tutto e tra risate generali (ma dicevo sul serio) saliamo in camera per una bella doccia rigenerante.

Scendiamo per cena, ci sediamo sotto il pergolato e siamo circondati solo da abitanti: gli unici turisti in quel momento siamo noi ed una coppia di ragazzi che conosceremo nei giorni a seguire. Sevvasti è in cucina ma tutti si danno da fare per farci sentire come in famiglia durante i pranzi delle festività. La figlia che vive a Kalymnos, la madre tra cucina e griglia, un’amica che vive a Kalymnos, il fratello con la moglie Maria ed il fratello maggiore Capitano in pensione…sono tutti per noi, mentre gli altri si apparecchiano e si servono da soli.

Arriva il ben di Dio che avevo ordinato in cucina (forse) esagerando, comunque senza buttare niente….Un piatto con 12 dolmades giganti, 1 piatto con pomodori e peperoni ripieni di riso e carne, 1 piatto di pastizo, un calamaro gigante ed un sarago alla griglia, vino, acqua...in pratica una cena per quattro a 31€ totali con grappa locale delle loro uve e dolce offerti. Da quella sera quando andavo in cucina a scegliere non sarebbero più stati sorpresi.
Stiamo a tavola in totale tranquillità come tutti, anche perchè alla sera non c’è altro da fare, ed è stupendo uscire a piedi nudi di sera e camminare sulla sabbia fresca ed ammirare il cielo stellato.

Luci nella Baia di Avlakia
...καληνύχτα...




28.08
Questa mattina sveglia presto, sono le 7.30 ed io sempre scalzo scendo per farmi un bagno in solitudine. Sevvasti mi fa vedere una bacinella piena di pesce appena pescato che mi preparerà questa sera e mi chiede se deve prepararmi la colazione: gli rispondo "vado mi butto e torno!!!!"
Lo spettacolo che mi trovo è stupendo, sono solo, la baia è tutta mia e mi immergo nella sua solennità!

Quando rientro con il costume bagnato è già tutto pronto, sveglio Cinzia e facciamo colazione con caffè greco e la torta di squisita di ieri…quale buongiorno migliore?!
In piena tranquillità, e prima che arrivino i turisti, le donne del paese come in una processione religiosa si immergono in acqua come da tradizione: vestite con abiti neri, scarpe e copricapo. Si intrattengono una mezz’oretta l’una con l’altra, poi sorprese ci salutano (effettivamente non sono abituate a vedere turisti che dormono sull’isola) poi salgono e spariscono all’avvicinarsi dei caicchi, per poi tornare (così come gli altri abitanti) quando i caicchi ripartono.  Decidiamo di stare tutto il giorno nella spiaggia principale; Pserimos ha 4 spiagge: Avlakia,Vathi, Marathona,Grafiothissa e poi un paio di piccole baie di ciottoli raggiungibili in barca su richiesta a qualche abitante. La mia giornata passa alla scoperta di scorci ed angoli non accessibili se non tramite un minimo di scarpinata, mentre Cinzia si dedica al suo sport preferito: sole, bagni, sole, bagni ed ancora nuotate su nuotate avanti ed indietro lungo la baia di acqua a specchio: alla sera aveva le branchie!

 
Baia di Avlakia

Cinzia in relax


Scovo una minuscola caletta di un metro e mezzo a sinistra del porto su di una scaletta bianca e azzurra dietro al piccolo promontorio, dove trovo di tutto! dalle conchiglie alle ossa di capra, (che stava meglio prima) compreso un teschio integro completo di mandibola e denti e poi alcuni resti di reti da pesca che il mare prontamente ci riconsegna. Nel frattempo arriva il via vai di turisti che colonizzano la spiaggia ed i bar.


Colori a Pserimos

Poi ecco che alle 17 tutto torna in un’emozionante e profonda atmosfera e l’isola ti regala una musica unica, composta dalla melodia delle onde del mare che accarezzano delicatamente la sabbia fine, dal vento che fa risuonare le conchiglie appese nelle bancarelle dei souvenir, dal fruscio degli alberi e dal coro di sottofondo degli uccelli, delle galline e degli asini accompagnati dalle campanelle e dal belare delle capre rientrate dal pascolo. È l’ora della Mythos, guardando il sole che scompare dietro i brulli promontori coperti di timo, origano e basilico.
Ultimo bagno e poi via per la doccia, la fame è al limite.

Vista della baia di Pserimos

Questo è quello che Pserimos ti regala.

Sfumature di Rosso

Sevvasti ci chiama in cucina, i miei occhi si spalancano ed io lasciando la razionalità in valigia dico ”TUTTO”, in pratica ho esagerato come al solito: tzatziki, verdure stufate, souvlaki, il solito pesce alla griglia, patate fritte fatte in casa, krasì lèfko (vino bianco) e solita megalo nerò (bottiglia d’acqua grande) il tutto a 30€ con anguria offerta. Finita l’abbuffata ce ne stiamo semplicemente a chiacchierare ed a vedere il solito via vai degli anziani del posto che si servono da soli….ma non mangiano mai a casa?.......e le mogli dove sono?? mah!!! alle 23.30 si spegne tutto e si va a letto.

καληνύχτα
Kalinikta




29.08
Questa mattina decidiamo di andare alla spiaggia di Vathi raggiungibile in 35-40 minuti di cammino percorrendo il sentiero che parte dalla spiaggia principale verso la chiesa del paese. Il primo tratto è pianeggiante ed attraversa alcune case per poi costeggiare l’enorme uliveto, ad un certo punto si inizia a salire verso il crinale del promontorio per un massimo di 6-7 minuti di cammino,, per poi discendere verso la baia sabbiosa con qualche zona di ciotoli bianchi. Il mare è incantevole: di color smeraldo grazie alla sabbia sul fondale finissima e bianca.

Con calma facciamo la nostra colazione insieme a Sevvasti  e prepariamo le nostre borse mare con un bel po' di acqua e frutta per pranzo, in quanto la spiaggia è sperduta e l’unica acqua dolce presente si trova in un pozzo in spiaggia ad uso esclusivo alle capre per dissetarsi. Muniti dell’immancabile macchina fotografica partiamo lungo il sentiero segnalato; gli abitanti ci salutano al nostro passaggio e le capre ci accompagnano per tutto il tragitto. Dopo aver passato il grandissimo uliveto inizia una breve salita sul promontorio immersa nel silenzio più assoluto. Il paesaggio alle nostre spalle è stupendo: si vede la piana del paese con la sua baia ed è proprio qui che faccio una scoperta terrificante…..la macchina fotografica è praticamente scarica….errore imperdonabile!!!!Va beh dai tanto poi non sarà l’unico giorno che trascorreremo in questa meravigliosa spiaggia. Riprendiamo il cammino ed in breve tempo arriviamo sul crinale e quello che si mostra ai nostri occhi è un panorama difficile da spiegare, le parole non riescono ad uscire di fronte a tale bellezza della natura, la baia è meravigliosa e si mostra con tutta la sua luce ed i suoi colori.

Sentiero verso il paradiso di Vathi

Il sole picchia, ma fortunatamente un lieve meltemi ci accompagna lungo la discesa tra cespugli di origano, salvia e timo: la fatica sparisce completamente ed i profumi ci aprono la mente. A Vathi non c’è ombra ma poco male...mi toccherà stare in acqua tutta la giornata...e poi c’è questo lieve venticello che mi garantirà una SCOTTATURA TOTALE!!!!

...visioni oniriche...
 
Siamo soli, si sentono solo le capre e le pecore che si spostano al pascolo e che iniziano la processione per dissetarsi; ogni tanto arriva qualche turista in barca a vela per farsi un bagno ristoratore e per godersi per qualche minuto la quiete di questa baia.

Ci godiamo il silenzio accompagnato solo dalla lieve risacca del mare sulla battigia, ovviamente la mia lucertolina decide di prendersi il sole tutto per sè; poco male...vorrà dire che io mi dedicherò al mio passatempo preferito...cioè la ricerca delle conchiglie: ne trovo di bellissime, cosi come trovo molti cimeli lasciati in mare dall’uomo e che l’Egeo ci restituisce, i quali sicuramente hanno avuto una vita, un’anima ed una storia per cui io mi diverto ad immaginarla ed immaginare chi possa aver bevuto in questa bottiglia, chi possa aver usato queste reti da pesca o chi possa aver portato queste ciabatte piuttosto che un paio di pantaloni sgualciti e strappati. E qui mi vengono in mente le storie di tanti migranti pieni di speranza e di sogni che vedono nelle nostre terre una salvezza che magari purtroppo per molti di loro non arriverà mai.

Dopo tanto girare il tempo è passato inesorabilmente per cui decido di farmi un bel bagno rigenerante nell’azzurro di questa baietta incantata.

Quando il sole si nasconde dietro al promontorio decidiamo di rientrare in paese, mentre le barche arrivano per passare la notte in rada; insieme a noi rientra anche un signore che si occupa degli allevamenti di orate poco più avanti lungo il sentiero che prosegue dalla spiaggia. Lui percorre questo sentiero tutte le mattine per andare al lavoro e lo riprende alla sera verso le 19.30. È un personaggio magrissimo con un passo velocissimo: ci dice che la maggior parte di quelle orate è diretta in Italia…il suo passo è troppo per noi e lo lasciamo andare volentieri tanto poi lo reincontreremo da Sevvasti a bere un po' di birre insieme ad un gruppo di muratori!!! 

Visuale dall’alto sull’uliveto

Io mi aggrego volentieri e mi scolo la mia bella e gelida Mythos ed i profumi portati dal meltemi vengono sostituiti dai piacevoli odori provenienti dalla cucina di Sevvasti e dalle braci accese delle varie taverne che si preparano per la cena; i profumi che emanano il pesce e le carni sono inebrianti ed io mi lascio travolgere da tutte le emozioni che oggi Pserimos ci ha regalato. Ad un certo punto vengo interrotto dal richiamo di Sevvasti  che giunge dalla cucina e che mi ricorda di andare a scegliere la nostra cena. Questa volta decido di usare un po’ di raziocinio e sono indecisissimo di fronte a tante prelibatezze genuine...al che Sevvasti ci dice che ha preparato solo per noi una loro specialità, una pasta a forma di riso con seppie e pomodoro con verdure stufate e fave al sugo….che spettacolo, una vera bontà!!!!

Ci sediamo e ci apparecchiamo da soli perchè vediamo che tutti si servono come se fossero a casa loro per cui ci adeguiamo in attesa delle portate che arrivano imperiose poco dopo, accompagnate da vino rosso locale per la modica cifra di 23€ in due.

Stremati alle 21,30 siamo già a letto aspettando un nuovo emozionate giorno.



30.08
Un’altra notte è passata ed oggi Pserimos ci regalerà un’altra giornata piena di tranquillità. Scendiamo per colazione e Sevvasti ci accoglie con il suo solito sorriso contagioso e pieno di energia, ci porta del caffè greco e due piattoni di yogurt greco con miele di timo di Pserimos…e noi ce lo godiamo fino all’ultima cucchiaiata.

Oggi il Meltemi si fa sentire un pochino, ma è gradevolissimo stare a contemplare senza pensieri sotto il pergolato di vite; ad un certo punto arriva la matriarca, la madre di Sevvasti: una donna sulla novantina sempre vestita di nero con un copricapo bianco. Taglia un grappolo d’uva e ce lo porge. È una signora dura come una roccia, instancabile da fare invidia! Cucina, pulisce, si occupa sempre della griglia e per lo più insieme ai nipoti ha vendemmiato l’uva in mezzo alle api senza fare una piega…mancava solo che se le mangiasse ste api!!!

Va bè che dire ottimo inizio, decidiamo di stare nella spiaggia del paese, ormai sta diventando un divertimento vedere arrivare i turisti e vederli ripartire dopo poco ed osservare con quanta velocità la spiaggia ed il paese si sveglia e si riaddormenta in poco tempo; inoltre subentra in noi un certo godimento vedendo andare via tutte queste persone e sapendo che tu rimarrai li perchè non sei più un turista ma sei diventato parte dell’isola ed i suoi abitanti ti considerano un amico, uno di famiglia.

Un tuffo in... piscina

La giornata passa leggendo un libro, un giro per la spiaggia, un bagno ed osservando i volti dei turisti felici e dispiaciuti allo stesso tempo, con cui non condividiamo quasi niente se non una cosa...cioè la visione dei colori e la genuinità che Pserimos ci regala.

All’arrivo della seconda ondata di turisti decidiamo di ritirarci, sempre rigorosamente scalzi, in una delle taverne sulla spiaggia per mangiare qualcosina in attesa che ritorni la quiete. Optiamo per due Mythos, due insalate greche belle fresche e leggere a cui però accompagnamo due piattoni di polpette di polpo e calamari fritti il tutto per 20€…. fatichiamo ad alzarci per cui ce ne stiamo assorti nei nostri pensieri.

Con "precisione greca" i turisti se ne vanno ed inizia la processione delle donne del paese che escono dalle loro case e si immergono in acqua mentre noi ci reimpossessiamo dell’isola, da bravi e rispettosi isolani quali siamo. Vediamo due uomini pescare a mano due polpi giganti per poi sbatterli continuamente come un rito sulle rocce per circa una mezz’ora, poi ad un certo punto esce un omone gigante dall’acqua con una fiocina e due pesci belli grandi di color rosa….e dentro di me penso "ed anche stasera abbiamo il Menù”.

Quando le montagne si innalzano ed iniziano a coprire il sole sulla spiaggia cala il sipario, le case sul promontorio sono illuminate dagli ultimi raggi e sembrano gioielli incastonati nella roccia, i nonni escono di casa con i nipoti ed in riva al mare come un rito di iniziazione si preparano a pescare e a tramandare i loro saperi alle generazioni, dove l’unica arma è un filo con un piombo ed un amo, con l’esca che viene continuamente lanciata e ritirata fino a pescare lo stretto necessario per la loro cena.

Pserimos si veste per la sera

Rientriamo in casa per una doccia rinfrescante e poi giù in taverna dove ci attende un "Big Fish”. Questa volta ci apparecchiano loro, con tovaglie di carta, che servono per coprire bellissime tovaglie in cotone ricamate con perle in vetro raffiguranti gli occhi di Dioniso che si illuminano al riflesso delle luci prodotte da splendidi lampadari, fatti di tantissime piccole conchiglie, che con la brezza della sera producono un piacevole suono che ci accompagna durante la cena.

Per il bere ovviamente ci serviamo da soli, poco dopo arriva un bel piattone con 14 dolmades fatte in casa, due pomodori ripieni di riso e la pesca della mattina cioè un bel pesce gigante da dividere con Cinzia, due mythos, ena megàlo nerò e dulcis in fundo ci offrono delle amarene sciroppate….36€

Ancora in estasi per l'abbondante cenetta, prima di risalire in camera decidiamo di fare un giretto sul lungomare che non è altro che la battigia...ovviamente a piedi nudi, in completo silenzio, avvolti da un cielo talmente grande che sembra di poter toccare le stelle, le uniche luci sono solo quelle provenienti dalle finestre delle case sulla spiaggia.
 
Passeggiata lungomare...con la maglietta di Maldigrecia!!!!
 
Di notte si fa bella



31.08
Le campane rompono il solenne silenzio del mattino, inizia un nuovo giorno, il pope predica messa e le donne in coro lo seguono in preghiera con un cantico lento e sofferente, in giro non c’è nessuno ed il vento fa da sottofondo a questo rituale.

Mangiamo qualche biscotto e caffè come in contemplazione, seduti sotto il pergolato lasciando scandire il tempo dalle onde del mare, in attesa che tutta questa solennità venga temporaneamente interrotta dai nuovi turchi che sbarcheranno a breve…….i caicchi arrivano pieni di turisti di varie nazionalità che trasformano l’isola da roccaforte dell’antica Grecia a centro del mondo.

Ormai mi sono totalmente adeguato ai ritmi degli abitanti, infatti me ne rimango seduto con alcuni di loro in attesa che i caicchi ripartano in modo da poter fare il bagno in piena tranquillità. Uno di loro dice qualcosa che ovviamente io non capisco, ma grazie alla traduzione di Jannis ragazzo di Creta che vive in Italia da 15 anni ed anche lui in vacanza a Pserimos, capisco che non sono molto felici di questo via vai di turisti mordi e fuggi perché quando se ne vanno lasciano un po’ di immondizia sulla spiaggia che viene poi ripulita prontamente ed inoltre dicono che a parte un gelato ed una bottiglia d’acqua non lasciano molto denaro perché per pranzo rientrano in barca.

Oggi grazie al meltemi molti caicchi non sono arrivati, per cui la spiaggia è tutta nostra...quasi ci viene da chiedere “permesso disturbiamo?”, ma ormai tutti ci conoscono, anzi rimangono ancora stupiti nel rivederci ancora lì ogni mattina; una signora esce da casa sua e mi chiede di seguirla in cucina per vedere tutto il bendidio che ha preparato (evidentemente si è sparsa la voce), ho appena finito colazione ma un calamaro me lo divorerei all’istante.

Indovinate quale è Cinzia


Cinzia mi riporta subito sulla terra e la nuvoletta con il calamaro sulla griglia si dissolve bruscamente ”uva e pesca” mi dice, ed io sconsolato come un bambino mi tuffo in un Egeo limpido e consolatore…..l’appuntamento con la signora alla fine è solo rimandato.

Oggi decido di cercare il sentiero per la spiaggia di Grafiothissa, la spiaggia con la chiesetta crollata per metà e tanto sospirata da Adeliana.

Mi incammino scalzo lungo la spiaggia per cercare l’inizio del sentiero, cammina e cammina, ovviamente ero partito leggermente sprovveduto senza ciabatte e senza maglietta...per cui il risultato lo potete immaginare...ma sentire il contatto della mia pelle con la terra mi ha spinto come in trans a continuare lungo il sentiero, ero tutt’uno con l’isola, non c’era nient’altro e il dolore dei sassi sotto i piedi mi faceva sentire vivo e mi risvegliava ad ogni passo.

I miei occhi fotografano ogni scorcio, ogni visuale e tutto il bellissimo sfondo della baia e della suggestiva costa turca.

Comunque, cammina cammina, non so come, ma mi ritrovo sul sentiero che porta alla spiaggia di Vathi, in pratica dalla parte opposta di dove dovevo andare, per cui lemme lemme me ne torno con i piedi doloranti verso il paese dove trovo Cinzia in acqua che si gode bella tranquilla e serena il suo bel bagnetto. Mi tuffo immediatamente e tutto passa.

Chiedo informazioni su come raggiungere Grafiothissa e mi dicono che un vero e proprio sentiero non c’è, è cmq una camminata semplice, bisogna mettere un passo davanti all’altro verso il promontorio; quando sei sul crinale in prossimità di un grandissimo albero prosegui verso destra (ottima come spiegazione). Se vogliamo ci può portare con la sua barchetta ma poi aggiunge che oggi non ne varrebbe la pena perchè con questo vento il mare è mosso. La spiaggia dicono sia bellissima quasi al pari di Vathi, anche se quest’ultima (essendo dalla parte opposta al vento) ha un'acqua sempre piatta come una tavola color turchese.

Il suono del mare ad un certo punto è interrotto dal traghetto Maniat che tutti i giorni fa la spola da Kalymnos con viveri di ogni genere e la gente del paese è tutta indaffarata a prepararsi per il suo attracco ed a riempire le carrette dei beni arrivati: sembra un grande mercato, oltre alle merci sono arrivati anche molti parenti ed è bello vedere la felicità sui volti delle persone che riabbracciano i propri cari ed i propri amici. In breve tempo tutto ritorna a sonnecchiare con i soliti ritmi e la solita pace; gli anziani se ne stanno assorti seduti su sedie di legno e paglia a giocare a carte. Il silenzio è tale che si riesce a sentire il rumore delle carte buttate sui tavolini in legno. Io mi aggrego a Jannis per sorseggiare un caffè shekerato in attesa che il sole si nasconda dietro la collina, rimarcandone le linee dolci e colorando la baia di rosa mentre cade in mare.

Attimi da assaporare

Ombre


Ormai è ora di cena e mi si riaccende la nuvoletta di stamattina: l’aria si riempie di profumi. Agli aromi di salvia, timo e origano si aggiungono i profumi delle carni e dei pesci alla brace provenienti dalle taverne, coinvolgendo tutti come una grande famiglia pronta a riunirsi a tavola.

In famiglia da Sevvasti



01.09

Qusta mattina facciamo con calma, anche se di prima mattina risuonano le campane che annunciano la messa. Il silenzio riempie la stanza e un lieve venticello porta il profumo del mare. Verso le 10 decidiamo di scendere in spiaggia dove ovviamente non c’è nessuno, sono tutti a messa, anzi solo le donne, gli uomini sono tutti seduti a contare le onde del mare e ad ascoltare lo scampanellio dei lampadari di conchiglie, sorseggiando caffè accompagnati sempre da qualcosa da mangiare.

Capisco che le forze portanti dell’isola, come nella vita, sono le donne….gestiscono tutto loro, la casa, le taverne, le bancarelle e gli affari con i pescatori. In giro ci sono sempre loro, di uomini quasi mai nemmeno l’ombra, infatti mi dicono che gli uomini presenti sono in ferie oppure sono gli anziani del villaggio in pensione, ex pescatori o grandi capitani e grandi marinai.

Gli uomini di Kalymnos e Pserimos sono molto famosi ed enormemente rispettati sia in Grecia sia in tutto il mondo per essere i più grandi e più ambiti capitani e marinai dell’esercito greco e della marina mercantile.

Questi uomini, così come i loro figli, sono in giro per il mondo per gran parte dell’anno per cui le donne sono il fulcro e la spina dorsale della famiglia e della comunità.

Andiamo in spiaggia e stendiamo i teli con un po' di timore, sempre in punta di piedi per la paura di disturbare; il mare è una tavolozza di colori di varie sfumature. Oggi voglio riprovare a cercare il sentiero che porta alla spiaggia di Grafiothissa. Cinzia decide di godersi la spiaggia vuota ed il mare calmissimo. Questa volta mi attrezzo con scarpe e maglietta e mi dirigo verso il molo dove attraccano i caicchi, prendo la stradina a destra e al bivio, a differenza della volta precedente, vado verso sinistra. Pensando di entrare in un recinto di capre, scopro che qui parte proprio la scalinata che porta al sentiero, questa volta ci sono per cui dico a Cinzia che torno subito e che farò solo l’inizio per fare qualche foto….. ma la natura chiama.

Salgo fino alla cima del monte tra profumi di basilico fino alla prossimità di un grosso albero che dona refrigerio alle capre. È il regno del silenzio: c’è solo il fruscio delle foglie mosse dal vento. La visuale che si ha sulla baia dona un senso di libertà e pace, poi in lontananza scorgo una luce….eccola!!! è la mia lucertolina stesa al sole a godersi la calma prima dell’arrivo degli Unni…ihihihihih.

Sentiero per Grafiothissa

Decido di proseguire richiamato dalla voce del Meltemi, come se fossi un marinaio attratto dal cantico delle sirene. Il sentiero è roccioso e costeggia il mare, non è ben definito, ma è facilmente individuabile e di facile percorrenza: infatti ogni tanto ci sono delle rocce colorate che segnalano la retta via.

Passo dopo passo, distratto da tanta bellezza, seguo questo cammino: sono solo io, mi sento libero e senza fatica, attratto da non so chi o cosa e continuo a camminare fino a che non intravedo una parte di spiaggia che si mostra dietro al promontorio roccioso. Lo aggiro seguendo il sentiero in discesa ed ecco che lo spettacolo si mostra ai miei occhi: la tanto sospirata Grafiothissa con la sua famosa chiesa per metà crollata in mare e quella nuova costruita a pochi passi da lei, in attesa che la natura si prenda quello che le spetta; a fare da cornice l’isolotto di Plati e sullo sfondo Kalymnos.

Grafiothissa

Continuo a camminare e fare foto ad angoli di natura dove nessuno sembra mai passato.
Grafiothissa si mostra in tutto il suo splendore con sabbia bianca, selvaggia e incontaminata; il vento aumenta come a dire "Ragazzo ti sei lasciato a me ed io ti ho ripagato con questo spettacolo maestoso”.

Prima di rientrare scatto altre foto, da lì si è in prossimità dello scoglio di Plati, mèta di turisti che fanno il giro delle tre isole, e sullo sfondo sale la maestosa Kalymnos con i suoi promontori brulli e scoscesi.

Plati e Kalymnos wiev

Decido di rientrare; mentre sono a metà sentiero con ancora alle spalle la spiaggia, circondato da basse e brulle montagne, il vento mi scuote ancora una volta. Siamo io e lui in questo angolo di mondo sconosciuto, mi sento piccolo davanti a tanta mostranza e impetuosità….il vento mi scuote sempre più forte, mi scuote nell’anima, mi vuole invogliare a lasciarmi andare, a sfogare tutto quello che ho dentro accumulato in un anno, in una vita, sfogare la rabbia che in ogni posto, in ogni luogo della terra ti porti dentro, ma non lì. Lì puoi, ti spinge a farlo, a urlare, a imprecare e a ringraziare di quello che ti è stato donato e di chi hai al tuo fianco lungo il cammino della vita……lo faccio …..si mi lascio trasportare, le montagne mi ascoltano, il mare mi risponde ed il vento porta via le mie parole.

Sfumature di...Grecia

Natura incontaminata

Passiamo una vita a cercare un luogo dove far succedere tutto questo ed io ho avuto la fortuna di trovarlo.

Dopo tante emozioni ed un turbinio di sensazioni positive mi ritrovo senza accorgermene all’inizio del sentiero dove tutto è iniziato come se fossi tornato in un’altra dimensione e mi reimmergo nell’atmosfera speciale di Pserimos.

Raggiungo Cinzia che pazientemente e nemmeno minimamente preoccupata, mi aspettava immersa nel suo libro e nella tranquillità della spiaggia, dove nel frattempo ha fatto innumerevoli nuotate e camminate nelle calda acque della baia.

Sono passate due ore e decidiamo di lasciare tutto in spiaggia e di andare a mangiare nella taverna famigliare Kli Kardaia che si trova alle nostre spalle. Mangiamo divinamente….e altro che frutta di mezzogiorno: 1 mussaka, 1 piatto di peperoni e pomodori ripieni con riso e carne e 4 mythos…spesa 21€.

Però ora c’è da smaltire e visto che tra poco arriverà l’ultima orda di turisti decidiamo di andare nella tranquilla e scenografica Vathi ancora una volta.

Vathi



Angoli di Vathi



Essendo una domenica di agosto pensiamo di trovare gente, mentre c’è solo una famiglia di Pserimos (arrivata in barca ovviamente), ci riconoscono e ci salutano. Hanno costruito una capanna per ripararsi dal sole. Dopo un po’ si avvicinano ci offrono dell’anguria fresca e graditissima!






















L’ orologio ecologico
 
 
La giornata è ventilata e mi dedico esclusivamente ad intensi bagni in questa piscina naturale, trovando anche il tempo di costruire il mio orologio ecologico e silenzioso come Pserimos, attirando così i sorrisi e le foto dei nostri vicini psemoritini.











Spettacolare Vathi


Arriva sera: puntuali come capre svizzere, arrivano quelle greche a dissetarsi, annunciando la fine della giornata, per cui rientriamo in paese. Mi fermo da Sevvasti a dissetarmi con una bella Mythos ghiacciata….è stupendo stare lì seduti dopo una lunga camminata tra persone familiari e ripercorrere con la mente tutte le immagini passate davanti ai nostri occhi.

Dopo cena non reggiamo a tante sensazioni, e per me anche tanta fatica, per cui serenamente ci addormentiamo prestissimo.



02.09
Oggi è l’ultimo giorno a Pserimos, faremo poi una settimana a Kos, ma non so ancora come arrivarci. Vado al molo e chiedo se ci sono barche, barchette, canotti o caicchi...d’altronde è tutta settimana che arrivano e partono imbarcazioni però non si sa mai…….ed infatti mi dicono che la Kalypso che tutti i giorni fa Kos–Pserimos al lunedi riposa però ci sono sempre i caicchi che al rientro dai tour ti danno volentieri un passaggi per 10€ e gli isolani mi danno una mano visto che si conoscono tutti.

Pserimos….Avlakia

Bene ora posso godermi l’ultima giornata in pieno relax facendo un bagno dopo l’altro. Il caicco arriva alle 15,30 e ripartirà alle 16,30 per cui iniziamo i preparativi dei bagagli, mi siedo da Sevvasti per l’ultima birra, mentre Cinzia si gode gli ultimi attimi di tranquillità. Sevvasti si siede con me a chiacchierare con un pò di inglese misto italiano, mentre faccio per alzarmi mi arriva un piatto di formaggio fatto da loro ed un piattone di pasta con pomodoro e seppie, ma non contenta di questo omaggio va in casa e mi regala una spugna di mare ,un sacchetto pieno di splendide conchiglie ed un cofanetto rivestito sempre di minuscole conchiglie, cosi ci salutiamo ed abbracciamo e commossi ci dirigiamo verso la Odissey. Ora il tragitto passando per la spiaggia lo facciamo al contrario, ma questa volta invece di trovare persone stupite del nostro arrivo con tanto di valigie le persone ci salutano vedendoci in partenza. Il titolare del market prende la sua motoretta e mi carica con tanto di valigia da 20 kg da una parte e via tutta la spiaggia a ridere e tra l’ilarità dei turisti mi porta al molo, mentre Cinzia mi segue defilata a piedi insieme al nostro amico Jannis che ci porta gentilmente l’altro trolley.
Il capitano ci ospita al suo fianco e dopo il benvenuto ci omaggia di acqua e frittelle dolci ricoperte di miele di timo. Infine il rientro dei turisti sul caicco belli chiassosi ci fanno già rimpiangere il ritorno a Kos (che cmq si dimostrerà una settimana altrettanto bella).
Poi il lento allontanarsi di Pserimos alle nostre spalle con la bandiera dipinta sulla roccia e la musica solenne greca fanno il resto.
Sono gli ultimi momenti, mentre Pserimos si allontana ed il vento che passa sulla mia pelle mi ricorda gli attimi a Grafiotissa come se volesse darmi il suo ultimo saluto e mi sembra di provare le stesse emozioni che provano mariti e figli marinai pronti a girare il mondo per lunghi periodi, lasciando le loro famiglie e la quiete che la loro isola conserva con la consapevolezza che al loro ritorno nulla sarà cambiato.

Emiliano e Cinzia….i nostri viaggiatori






 

 

9 commenti:

  1. A piedi nudi, di giorno, sabbia rovente, sassi, polvere di sentieri antichi. A piedi nudi, di sera, sabbia fredda, bagliori di luna. A piedi nudi, camminare avendo la percezione della terra, quella terra che si ama e a cui sentiamo di appartenere. A piedi nudi, nel vento, il vento che da voce alla nostra anima... piedi nudi, anima nuda. Emiliano questo racconto è semplicemente meraviglioso. Con affetto Ornella

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    1. Grazie Ornella dei tuoi pensieri e delle tue parole ,sono felice di aver trasmesso quello che Pserimos mi ha fatto provare al di la del racconto del tempo trascorso giorno per giorno.

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  2. Grazie a te Emiliano per il bellissimo racconto, un sogno da vivere ad occhi aperti per chi come me ama alla follia questi luoghi meravigliosi senza tempo..
    Buona vita a presto!!!
    Gianni

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  3. Accidenti! avevo prenotato per quest'estate una settimana ad Astypalea e una a Kalimnos-a cancellazione gratuita-in due incantevoli sistemazioni.. con l'idea di andare anche a Pserimos.. purtroppo penso dovrò rinunciare per altri progetti sopraggiunti ma di fronte a un racconto del genere sono triste per non potere- ancora- accedere a questo paradiso! grazie di questo bel diario

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  4. Grazie del tuo racconto. Dopo averlo letto l'idea di tornare a Gavdos, a sud di Creta, dovrà lottare con Pserimos. Mi sembra proprio una delle isolette che ti mettono in pace col mondo. Grazie di nuovo, chissà, forse ci si incontra laggiù.

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  5. Che bella lettura..Andai a Pserimos nel giugno del 1996 intenzionata a trascorrerci una settimana e poi ad andare verso kos e kalymnos...invece di settimane ne ho passate 3!!
    Dopo le 16 eravamo gli unici due turisti sull'isola. La seconda settimana, esplorate tutte le spiagge, aiutavo Niki, la padrona della taverna in cui alloggiavamo, a servire ai tavoli. Il mio compleanno, che coincide tra l'altro con la festa di san giovanni, è stato festeggiato da tutto il paese fino a tarda notte. La sera la passeggiata del dopo cena si risolveva in un percorso a tappe tra le taverne dove non potevamo rifiutare gli ouzo offertici.
    Kos e Kalymnos le abbiamo visitate in giornata, quando accompagnavamo il nostro nuovo amico Yorgo a sbrigare commissioni con la sua barca.
    Mi fa piacere leggere che negli anni quest'isola non si è snaturata troppo e, anzi, mi pare si sia addirittura ingentilita. A volte il turismo porta cose buone...Spero, ad esempio, che i proprietari delle taverne abbiano perso l'abitudine di rovesciare a mare nottetempo gli avanzi dell'olio di frittura. Tra un ouzo e l'altro si cercava di sensibilizzarli ma con scarsi risultati :)

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  6. Grazie Paola...bellissima esperienza anche la tua...ci tornai l'anno dopo senza dire nulla per fare una sorpresa,l'accoglienza è stata emozionante e commovente ,inoltre Sevvasti ci offri sia pranzo che cena....tutt'ora siamo ancora in contatto con loro.Emiliano

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  7. Io son qua e mi sto già innamorando...
    Tranquilla, di isole così ne cerco tutta la vita...

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    1. Mi fa molto piacere....anche io cerco sempre isole fuori dal comune.
      Emiliano

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