giovedì 18 settembre 2014

La nostra vacanza kritika: YAMAS KRHTH!!

di: Gloria Contin & Antonella Mora



25 luglio- Dopo un inverno passato a sognare e programmare la sospirata vacanza greca, finalmente arriva il giorno fatidico!! Il volo Easy Jet acquistato a Natale (177 euro a testa) decollava da MPX alle 18,50, con arrivo a Iraklio alle 23 ora locale. Da brave ragazze previdenti, avevamo prenotato la nostra auto via intenet circa un mese prima della partenza sul sito autoholidays.gr (consigliato anche dal nostro Michele), dopo aver consultato altri 2 siti simili. All'arrivo in aeroporto abbiamo potuto ritirare la nostra Micra alla modica cifra di 240 euro per 10 giorni e trasferirci per la prima notte al piccolo hotel Evans molto ....troppo.... vicino all'aeroporto di Iraklio (camera tripla con bagno 45 euro, prenotato con booking.com), soluzione economicissima e comoda per trascorrere la notte dell'arrivo, prima del trasferimento nel sud dell'isola.


26 luglio- Dopo una piccola colazione, offerta dal boss dell'hotel e non prevista nella prenotazione, ci mettiamo in viaggio per la prima meta della vacanza: Matala. I 60 km circa che separano le 2 città scorrono lungo una bella e ampia strada che attraversa l'isola da nord a sud in un continuo saliscendi di colline coperte da uliveti. La piana di Messara, alla nostra sinistra, a fondo valle ci si presenta verdeggiante e poco dopo lascia il posto alle prime tipiche rocce scavate che caratterizzano il paesaggio di Matala. All'ingresso della cittadina troviamo il nostro hotel, prenotato con molto anticipo sempre su booking.com. Il Dimitris Villa Hotel ci convince dal primo momento: accolti simpaticamente da Marianthi e dopo aver lasciato l'auto all'ombra nel parcheggio privato, ammiriamo il bellissimo e rigoglioso giardino con fiori e palme, attorno alla piscina dell'hotel.
 
Dimitris Villa
 
 
La camera tripla, nella dependance, (42 euro al giorno con la prima colazione) ampia, luminosa e con un balcone affacciato sul giardino, ci verrà consegnata un'ora dopo, quindi approfittiamo per fare un primo giro perlustrativo di Matala.

Il paese vivace e colorato, caratterizzato da uno stile '70s di sapore hippy, che sorge tutto attorno alla famosa spiaggia vista cento volte nelle immagini, ci piace subito moltissimo a dispetto di quanto ci era stato riferito (troppo turistico, molta confusione, meta troppo inflazionata...).
 
Matala
 
 
È vero che è affollato, ma i numerosi locali sono deliziosi, le taverne e i negozietti caratteristici e particolari.
 
Matala


Matala
 
 
All'ingresso della via principale c'è anche un piccolo chiosco dell'associazione ARXELON per la tutela delle tartarughe caretta caretta, dove abbiamo acquistato dei gadget e due magliette il cui ricavato aiuterà nella salvaguardia di questi animali. Infatti la spiaggia principale di Matala (insieme ad altre due sull'isola) è luogo di nidificazione della tartaruga.

Decidiamo di provare subito la taverna Eleni che sovrasta la spiaggia: il nostro tavolo è in veranda, dalla quale si gode la vista del mare e delle grotte scavate nelle pareti rocciose in epoca neolitica e abitate dagli hippy tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70.
 
Taverna Eleni - Matala
 
Qui assaggiamo, tra le altre cose, il nostro primo dakos: una specie di frisella con pomodoro e locale formaggio fresco di pecora (mizythra). Adocchiamo già anche le taverne per le prossime sere...

Dopo mangiato rientriamo al Dimitris dove la stanza è nel frattempo pronta e velocemente ci prepariamo per la spiaggia.
 
Matala
 
Ci accoglie un forte meltemi! Il vento ci rende difficile stare in spiaggia perchè ci frusta con folate di sabbia: ci proviamo riparandoci con i lettini ma siamo costrette a desistere e a rientrare in hotel per terminare il nostro primo pomeriggio in piscina.

La sera decidiamo di cenare alla taverna Scala, in fondo alla baia e in posizione panoramica (le nostre guide riportano giudizi entusiastici su questa taverna e ci troveranno concordi). Per la prima volta (e così sarà per tutta la vacanza) incontriamo la calda ospitalità cretese che si manifesta anche offrendo a fine pasto il famoso distillato locale detto raki e della frutta. E così le 3 ragazze morigerate non hanno potuto esimersi dal brindare ogni sera alla salute degli amici cretesi... YAMAS!!!

27 luglio- Incuriosite dalle descrizioni delle spiagge nei dintorni di Matala, nonchè per sfuggire alla folla e al meltemi, ci dirigiamo verso Kommos che si raggiunge in pochi minuti di auto. Ingannate dalla "celeberrima" segnaletica greca che aiuta il turista ad andare in confusione, sbagliamo un bivio e ci troviamo nei pressi di una panoramicissima chiesetta a picco sul mar libico.
 
Chiesetta Kommos
 
Scendiamo dall'auto e diamo un'occhiata dalla terrazza della chiesa; ci viene incontro il pope che ci invita ad entrare e visitare la chiesa offrendoci un pezzo di pane dolce, tipica usanza nelle feste religiose in Grecia. Infatti ci ricordiamo di aver letto sulla guida che quel giorno è la festa del patrono di Matala, Aghio Pantaleimon, a cui la chiesa è dedicata.

Raggiungiamo Kommos dove trascorriamo la mattinata: spiaggia lunghissima, mare limpido, poco vento.
 
Kommos
 
Anche qui (come nelle altre spiagge dell'isola) un ombrellone e tre lettini costano 8 euro. Nel pomeriggio decidiamo di esplorare Aghios Pavlos, affascinate dalle immagini delle dune viste durante i nostri "studi" invernali. La strada è un susseguirsi di curve che però la nostra fida Micra affronta con disinvoltura. Ci fermiamo alla spiaggia raggiungibile in auto e ci meravigliamo di quanto il parcheggio sia affollato. Alcuni cartelli indicano il sentiero per raggiungere la vicina spiaggia della duna, a cui si arriva solo a piedi. Ci inoltriamo fino a raggiungere il punto panoramico da cui si può ammirare la famosa spiaggia, ma dopo la foto di rito decidiamo di fare il bagno nella prima spiaggetta (pigreeeee...!).
 
Aghios Pavlos


Duna Aghios Pavlos
 
Il beach bar Skopas offre un'atmosfera tra il reggae e il lounge che ci invita a rilassarci all'ombra, prima di tuffarci per il bagno di fine pomeriggio.

Rientrando a Matala, per non perdere l'abitudine sbagliamo strada, allungando il tragitto di qualche chilometro e incontrando una nebbia insolita che ingombra la valle.

Quella sera ceneremo in una taverna accanto allo Scala (di cui non ricordiamo il nome) che però non si dimostra all'altezza della cena precedente. Per consolarci passiamo la serata in uno dei numerosi e affascinanti locali del paese, il Marinero. Allettate dall'atmosfera caraibica e dall'invitante musica anni '80 ci sediamo al bancone per un drink, circondate da un andirivieni di ventenni. YAMAS! Dopo il cocktail e cambiata anche la musica, sentendoci un po' demodee, ce ne andiamo a dormire... Non senza aver ammirato il cielo stellato e la via lattea sopra le nostre teste grazie al buio che circonda la zona del nostro hotel.


28 luglio- Dopo lauta colazione al Dimitris Villa, siamo pronte e reattive per affrontare il sentiero che ci porterà alla Red Beach, una spiaggia raggiungibile solo a piedi o via mare, a sud di Matala. Dalla strada principale nel paese si staccano due diverse deviazioni da cui è possibile imboccare il percorso che in circa 45 minuti porta alla spiaggetta. Consigliamo la seconda delle due, dopo la piazzetta e più o meno all'altezza della taverna Giannis, poichè noi abbiamo percorso il primo sentiero che si è rivelato però piuttosto impervio. Una volta raggiunta la cima della collinetta, tra una roccia e l'altra, la macchia mediterranea e le piste delle capre, si inizia a scendere verso la spiaggia che prende il nome dal colore della sabbia.
 
Sentiero red beach

Red beach
 
Anche qui ci sono ombrelloni a noleggio e un piccolo bar, senza però i servizi igienici (il barista ci ha suggerito "natura, natura!").
 
Bar red beach
 
Infatti, incontriamo anche alcuni naturisti. La zona migliore per fare il bagno è quella lontana dagli ombrelloni, nella parte più a sud, acqua cristallina e ingresso in mare più agevole.

Al rientro seguiamo la segnaletica che ci manda sul secondo sentiero sopra citato, regalandoci anche un tramonto spettacolare sul paese e sulla spiaggia principale.


Sentiero red beach al tramonto


Sentiero red beach al tramonto
Per l'ultima cena a Matala decidiamo di provare un'altra taverna suggerita dalle nostre guide, il Lions, che si rivelerà un'ottima scelta soprattutto per il memorabile dakos, il migliore mangiato in questa vacanza. E anche qui al termine della cena...YAMAS!!



29 luglio- Oggi è il giorno del nostro trasferimento nell'estremo ovest dell'isola. Dopo la lauta colazione carichiamo a più non posso la fedele Micra, salutiamo cordialmente Marianthi e sventolando i fazzoletti ci accingiamo a partire. AZZZZ!!! Lo sterzo della nostra auto è totalmente inchiodato. Gloria, la nostra driver, capisce subito che il problema è grave e, tra lo sconforto e la rabbia, riusciamo a raggiungere il “rent a car” all'imbocco del paese per chiedere una consulenza: Niko conferma che la macchina va sostituita, quindi chiamiamo il nostro rent a Iraklio e faticosamente spieghiamo qual è il problema: "TIMONI break down, out of order!". Ci assicurano che in un'ora ci avrebbero consegnato un altro mezzo. Nel frattempo non ci perdiamo d'animo (più o meno...) e torniamo al Dimitris trascorrendo l'attesa in piscina. Fortunatamente, come promesso, dopo un'ora e mezza arriva l'“inviato speciale” da Iraklio con una "fiammante" Atos. Un po' perplesse per lo spazio ristretto, iniziamo a caricare i nostri bagagli (3 valigie, 3 bagagli a mano) sulla nuova vettura. Deciso: dobbiamo lasciare la Anto a Matala. Ahahahahah!! Ma incredibilmente riusciamo a incastrare anche la Anto e partiamoooooo!

Un po' in ritardo sulla nostra tabella di marcia ci mettiamo quindi in viaggio per Falassarna, decidendo di fare tappa al pittoresco villaggio di Spili, nella regione di Rethimno, ombreggiato da alti platani, caratterizzato dalle numerose sorgenti e reso famoso dalla celeberrima fontana veneziana con 19 teste di leone.
 
Fontana Spili
  
Dopo l'ottimo ed economicissimo pranzo alla taverna Yianni's (dove però non abbiamo gustato la specialità della casa, che consiste in lumache di montagna in umido) visitiamo il villaggio con le sue stradine acciottolate, le case di pietra e i balconi fioriti.
 
Spili
 
Prima di ripartire ci rilassiamo all'ombra del grande platano che dà il nome al caffè Platanos, accompagnate da un concerto di cicale.

Riprendiamo il viaggio alla volta di Falassarna dove arriviamo nel tardo pomeriggio. Troviamo subito il nostro Aqua Marine Studios: una struttura situata nella zona più a nord e meno turistica della località (verso l'antica città di Falassarna) a 200m dalla splendida spiaggia e immersa in un rigoglioso giardino "cicaleggiante".
 
Aqua marine studios
 
Lasciate le valigie, ci precipitiamo in spiaggia, che non è quella principale detta “Big beach”, per godere dell'infinito tramonto cretese e fare un bagno a chiusura della giornata.


Falassarna

Non sarà facile organizzare l'esiguo spazio a disposizione della nostra camera… Un solo piccolo armadio per 3 ragazze???? Ma da abili viaggiatrici in terra ellenica, riusciamo a cavarcela grazie anche al balcone vista campagna e al nostro spirito di adattamento. Occorre anche considerare che il prezzo della camera tripla con la colazione anche qui è di soli 42 euro al giorno.

La prima serata a Falassarna la trascorriamo alla taverna Captain Nicholas nel porticciolo della località. Ottimo pesce, accoglienza calorosa e prezzi modici. Karpouzi e… YAMAS!!


30 luglio– Svegliate dalla luce accecante, in quanto le finestre erano sprovviste di ante, scendiamo per la colazione a base di the, yogurt greco e miele, fette biscottate, burro, marmellata, succo, che ci sarà servita nel ricco giardino all'ombra di ficus enormi abitati da miriadi di cicale urlanti.
 
giardino aqua marine
 
A farci compagnia Izina, la cagnolina di Michalis, e Vanessa mamma gatta con i piccoli.

Decidiamo di rimanere a Falassarna quel giorno, per goderci appieno la magnificenza della spiaggia e del mare pulito e cristallino.
 
Falassarna


Falassarna
  
Temperatura ideale, vento quanto basta, turisti troppi per i nostri gusti (ma non pensiamo alla ressa delle spiagge italiane!). Nel pomeriggio passeggiamo sulla battigia verso la parte nord della spiaggia, dove non ci sono ombrelloni ma calette e dune più selvagge.
 
Falassarna


Falassarna
 
Al tramonto rientriamo per la cena alla taverna Zacharias situata a Platanos: il locale, molto vivace e caratteristico, è affollato di turisti ma la cucina non ci deluderà. Acquistiamo anche un chilo di miele prodotto dal cugino del proprietario e brindiamo. YAMAS!!

 

31 luglio Come da programma partiamo, entusiasmo a mille, per la famosa laguna di Elaphonissi, a sud della costa occidentale di Creta. La strada a tratti panoramica sul mare e a tratti più interna, tra montagne e villaggi, poche case di pietra, qualche capretta, è tortuosa ma affascinante. Sostiamo nel grazioso villaggio di Kephali per acquistare della frutta e per una spremuta rinfrescante. Dopo qualche chilometro scendiamo verso la nostra meta che ci si presenta gremita sin dal parcheggio. Una volta lasciata l'auto ci dirigiamo verso la parte meno affollata, superando file e file di ombrelloni, alcuni addirittura in acqua. Guadiamo, con gli zaini sulla testa, un punto dove l'acqua arriva alla vita per risalire sull'isoletta che dà il nome alla laguna. Sabbia bianca, dune, gigli e un mare paradisiaco dai colori e dalle trasparenze memorabili, ma niente ombrelloni: cerchiamo un riparo dal sole impietoso sotto un anfratto roccioso che ben presto si rivelerà insufficiente!
 
50 sfumature d'azzurro ad Elafonissi
 
Tanto vale stare a mollo nella perfezione di quel mare... la sabbia è rosa e, facendo una passeggiata lungo la battigia, si scoprono piccole insenature con sfumature ancora più intense.


sabbia rosa ad Elafonissi

Trascorriamo la giornata tra bagni di sole e di mare e, prima che il sole tramonti, a malincuore lasciamo la spiaggia perchè non vogliamo perderci la visità al vicino monastero di Hrysoskalitissas.

A pochi minuti da Elaphonissi si raggiunge infatti il piccolo monastero dello Scalino d'Oro, arroccato in cima alla scogliera a picco sul mare,
 
Hrissoskalitissa
 
al quale si accede salendo una scala imbiancata a calce.
 
 
 
Qui è custodita l'icona della Panagia Hryssoskalitissa, che prende il nome dalla leggenda per cui i pellegrini particolarmente devoti, possono vedere l'ultimo scalino dorato. Ovviamente noi non siamo tra quelli…Iin compenso, una volta salita la scala, abbiamo potuto godere della fantastica luce del tramonto sul mare scintillante e fare le coccole a una affettuosa micetta che ci è venuta incontro.

Lungo la strada tortuosa del ritorno verso Falassarna, oltre alle immancabili capre, abbiamo incontrato nuvole e nebbia, quasi un paesaggio "sturm und drang".

Quella sera abbiamo cenato alla taverna Vassilis, consigliata da una delle nostre guide: ottime le keftedes di zucchine e cipolla, il fritto di pesce, il polipo grigliato... abbiamo esagerato con le gozzoviglie!! YAMAS!!


1 agosto- Stamattina decidiamo di rimanere a Falassarna e visitare il sito archeologico dell'antica città-stato che si raggiunge percorrendo una strada di terra rossa tra gli ulivi e le serre. Una piacevole passeggiata dall'Aqua Marine di circa mezzora. Il sito è all'estremo nord della lunghissima spiaggia. Cartelli con didascalie e immagini descrivono con chiarezza i diversi punti della città, di cui restano poche vestigia. Un cartello in particolare rappresenta graficamente la ricostruzione dell'importante città in epoca minoica: un grande porto , torri, palazzi, templi e abitazioni. Dove un tempo c'erano le banchine e i moli, oggi il mare si è ritirato, ma rimangono ben visibili i luoghi dove le navi attraccavano.
 
Antica Falassarna

 

Al ritorno dall'interessante escursione, ci fermiamo al beach bar più "in" di Falassarna: l’ Orange Blue. Situato proprio sopra la spiaggia, in posizione elevata, offre una meravigliosa vista e buona musica.
 
Falassarna dall'Orange Blue


il mitico trio all'Orange Blue
 
Il resto della giornata la trascorriamo in quella parte di spiaggia, divertendoci a fare bagni in mare, quel giorno particolarmente mosso: belle le onde di acqua cristallina.
 
onde a Falassarna
 
La sera decidiamo di cenare a Hania: la città con le luci della sera è veramente affascinante: il porto veneziano, la moschea e le piccole strade pittoresche hanno un sapore orientale che ci attrae molto. Moltissimi sono i ristoranti e le taverne che ci invitano ad entrare, molti già gremiti di turisti... decidiamo di cenare al Mesostrato, anche convinte dal cameriere che ci descrive le delizie della cucina. I tavoli sono collocati all'interno di un patio, con grosse piante di ficus e illuminato da luci soffuse. Un duo di bouzouki e chitarra esegue musica tradizionale, devo dire con maestria. Anche stasera menu cretese doc: dakos, fava, insalata di Creta e boureki. Tutto buonissimo! YAMAS!!


2 agosto- Come da programma, eccoci arrivate al fatidico giorno della visita alla laguna di Balos. Un po' preoccupate per la strada di cui si narrano varie leggende...ci mettiamo in viaggio. La strada che porta alla penisola di Gramvousa attraversa il grazioso villaggio di Kaliviani, prima di imboccare il temuto tratto sterrato verso la laguna. Ci meraviglia il fatto che per accedere alla strada sterrata abbiamo dovuto passare una sbarra con pedaggio di 3 euro!!!

Il tragitto è emozionante e spettacolare: scorci mozzafiato sul golfo di Kissamos, tratti davvero impervi, al limite del "Camel trophy" ci impegnano alla guida... 
 
Sterrato per Balos


Sterrato per Balos


Sterrato per Balos
  
ma se si procede sempre in prima, a passo d'uomo, tentando di evitare le buche più profonde e gli spuntoni di roccia, anche con la Atos ce la si può fare. Infatti, dopo circa 40 minuti, arriviamo nell'affollato parcheggio. Le macchine sono già molte e i turisti che si accingono ad affrontare il sentiero per giungere alla spiaggia sono troppi per i nostri gusti...

Il tratto che si percorre a piedi di circa 15 minuti, procede tra roccette e macchia mediterranea:
 
sentiero per Balos
 
un bel vento fresco non ci fa avvertire il caldo, ma purtroppo, alla sospirata e spettacolare vista della laguna dall'alto, le nuvole non ci permettono di godere dei colori da cartolina che ci aspettavamo.
 
Arrivo a Balos
 
Scendendo alla spiaggia, osserviamo che gli ombrelloni sono dappertutto e che i turisti si sono già appropriati di molti di essi. Individuiamo quella che sarà la nostra postazione per la giornata e facciamo il primo bagno nell'acqua caldissima. Nel frattempo è uscito il sole e i colori favolosi della laguna si lasciano ammirare appieno.
 
Balos


Balos
 
Facciamo una lunga passeggiata con l'acqua alle caviglie e ci rammarichiamo di tutta la folla che continua a scendere dal sentiero e invadere la spiaggia.
 
sentiero affollato Balos
 
A parte questo, siamo molto affascinate da questo luogo dalla bellezza unica e ci riempiamo gli occhi dei suoi colori e della sua luce, per portarli con noi e farne tesoro durante l'inverno padano. A Balos ci sono 2 locali: un bar che vende anche panini e una taverna con cucina molto graziosa ed economica.

Al tramonto rientriamo ripercorrendo il sentiero stavolta in salita e voltandoci spesso ad ammirare la luce del sole che scende dietro il promontorio al centro della laguna, già pervase dalla nostalgia mentre lasciamo questo luogo indimenticabile.
 
Tramonto Balos
 
Torniamo a Falassarna e, per l' ultima cena cretese, decidiamo di recarci alla taverna Spilios, che è situata in alto, proprio sulla strada che porta da Platanos a Falassarna. Qui mangeremo (anche stasera troppo...) varie specialità locali, tra cui fiori di zucca ripieni di riso. Tutto ottimo e come sempre molto economico. YAMAS!

Teniamo a precisare che a cena non abbiamo mai speso più di 14 euro a testa!!! (ricordo che 2 di noi sono vegetariane, quindi non abbiamo quasi mai ordinato carne, ma pesce sì).


3 agosto- Eccoci giunte all'ultimo giorno di vacanza: il programma prevede visita alle città di Hania e Rethymno e rientro all' aeroporto di Iraklio per il volo delle 23.30 locali.

Hania alla luce del giorno è altrettanto bella e i numerosi e allettanti negozietti ci invitano allo shopping...
 
Hania

Hania


Hania


Hania
 
Olio cretese, olive, creme di bellezza all'olio d'oliva, sandali artigianali in cuoio, ecc... Come resistere? Ma eccoci di nuovo sedute a tavola, stavolta al famoso ristorante Tamam, ricavato da un antico hammam turco. Marmi, vasche, archi moreschi caratterizzano questo locale di grande atmosfera. La cucina poi è ottima e ricercata, con influenze orientali che apprezziamo molto. Oltre al solito raki, ci verrà offerto a fine pasto un dolce di semolino e cocco che mai avevamo assaggiato prima. Una delizia!

Ripartiamo alla volta di Rethymno dove visitiamo il centro storico, il vecchio porto e la veneziana fontana Rimondi.
 
Rethymno - porto veneziano


Rethymno - Fontana Rimondi
 
La città ci piace moltissimo, ma dobbiamo a malincuore continuare il nostro rientro a Iraklio.

Prevedendo temperature "artiche" in aeroporto e all'arrivo a Malpensa, decidiamo di cambiarci in auto, nel piazzale deserto di una supermercato, prima di riconsegnare il mezzo. Eccoci quindi in aeroporto in attesa del nostro volo di rientro.

Malinconiche salutiamo l'isola dall'alto, pronte per rivivere e condividere con questo nostro diario di viaggio le belle emozioni, le immagini, i momenti e le avventure vissuti durante i 10 giorni di vacanza a Creta.


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