martedì 9 febbraio 2016

DONOUSSA A GIUGNO: UN GIOIELLO (con appendice a Naxos)

di Elisabetta

 
 
Martedì 23/6
Ettore, un distinto pensionato milanese che ci aveva conosciuto a Folegandros tre anni fa ci aveva detto: andate a Donoussa, è l’isola che fa per voi.
Così quest’anno l’abbiamo scelta come terza tappa, dopo Astipalea e Amorgos, per nostra vacanza easy (bagaglio a mano, spostamenti con traghetti lenti e tante camminate) di giugno.
Solita sveglia all'alba e scendiamo al porto di Katapola ad Amorgos a prendere la Blue Star delle 6.55 per Donoussa.
Attraccati a Stavros, porto e “capitale“ dell’isola (isola che tutta intera d’inverno ha 60 abitanti ), ci aspetta Lukas, che ci porta ai suoi Makares Studios, che sono all'estremo opposto del micro paesino, al di la della spiaggia. In auto serve fare km e mezzo di strada a curve quando a piedi si attraversano i 150 metri di spiaggia e si è arrivati! È arrivata con noi anche una coppia giovane di spagnoli. 
 
Arrivo a Stavros
 
Stavros
 
Aspettiamo nel terrazzo attrezzato, anche con cucina che fa da area comune, che la ns casa sia pronta.
 
Studios Makares_la terrazza comune 
 
 È un ambiente che ci piace moltissimo. Tutto semplice molto di buon gusto, nuovissimo ( costruiti nel 2014) tutto da l'effetto di curato e di benessere. Piante e orto ben curati, piccole sculture in pietra o legno e metallo, alcune mobili, sparse qua è la, che Lukas mi dirà essere di suo fratello artista che abita nella casa qui sotto; muri al solito bianchi con gli spigoli smussati e parti in legno e arredi esterni grigio perla. Nell'attesa, Lukas ci consiglia itinerari a piedi, spiagge e taverne. Anche l'appartamento è bellissimo. A piano terra, davanti al mare, è diviso in due ( zona letto e cucina) da una piccola panca con spalliera e cuscino a quadretti bianchi e rosa. I muri sono gialli paglierino, l'arredo grigio perla, la biancheria Cocomat ( è proprio vero che ci si dorme bene) tutta bianca... Insomma, una delizia. Due patii, uno sul giardino uno fronte mare ( a 20 metri da noi) rivolto al tramonto, vista sull'isolotto di Makares e su Naxos.
 
Makares_il nostro studio

Makares_il nostro studio

Makares_il nostro studio

Makares_il nostro studio
 

Giornata abbastanza soleggiata ma freddina e ventosa. Cominciamo ad esplorare l’isola.
Mappa dell’isola
 
Partiamo per Kalotaritissa (spiaggia all’estremo opposto dell’isola, unica raggiungibile anche via strada con l’autobus) a piedi; sentiero 1, che attraversa in linea retta l’isola, abbastanza ben segnalato, in parte bel sentiero, molto panoramico
 
Sentiero per Kalotaritissa

Sentiero per Kalotaritissa

Sentiero per Kalotaritissa
 
 
la parte centrale un ex sterratone ( forse utilizzato dai camion per piantare i pali della luce, che seguiamo per questo tratto) ora con dei solchi di un metro ; così si arriva in cima, ad un vallo,
 
in vista di Kalotaritissa
 
da cui si scende ripidamente con sentiero pietroso e bella vista sulla spiaggia, abbastanza chiara, prevalentemente di sabbia, con taverna alle spalle.
 
Kalotaritissa

Kalotaritissa
 
È anche la fine della strada e il capolinea dell'autobus. La durata indicata del sentiero è un'ora e 1.30 ma all'andata impieghiamo un'ora e 40, comprese le soste per le fotografie. Al ritorno 1 ora e 30 come da cartello.
Al mattino stiamo su questa spiaggia principale, chiara, acqua bella, qualche riccio, poi mangiamo alla taverna : Insalata greca senza formaggio, polpette di capra con pomodoro e patate, zucchine fritte, Mithos , acqua, caffè.
Ci servono un ragazzo ed una ragazza. Sono i figli della proprietaria che d'inverno abitano ad Atene dove si sono laureati e lavorano; d'estate vengono qui a gestire la taverna della mamma. La nonna, una anziana sveglissima che vedete nella foto, vivace e chiacchierona, con il foulard nero e il grembiule sopra un abito nero, età difficile da indovinare, il viso scuro incartapecorito depone per oltre 80, è l'unica abitante di inverno di Kalotaritissa, insieme alle galline e alle capre, oltre a un cane. Il medico dell'isola viene a visitarla una volta alla settimana. Sta benissimo, pare, e non ne vuol sapere di spostarsi solo per stare in compagnia.
 

Taverna di Kalotaritissa
 
 
 
Il pomeriggio lo passiamo sulla spiaggia alla sx, guardando il mare, dove ci sono nudisti (non la fotografo da vicino) e la sabbia e l'acqua sono ancora più chiare.
 
La seconda spiaggia di Kalotaritissa
 
 
C'è una terza spiaggia, simile a questa, dall'altro lato rispetto alla principale.
Rientriamo in paese sempre via sentiero.
Tramonto dal nostro terrazzo
 
 
Tramonto dal nostro terrazzo e cena da Iliovasilema
 
Iliovasilema
 
Iliovasilema, che sarebbe tramonto, attaccato a casa ns, porzioni abbondantissime: souvlaki, horta, gemistà , di dolce Galattoburico, torta di pasta fillo ripiena di una specie di crema di uovo; caffè , acqua, vino, caffè.

 
Mercoledì 24
Usciti da casa, teniamo il mare sulla destra, e ci lasciamo alle spalle la spiaggia del paese, pochissimo frequentata anche se bella.
 
Spiaggia del paese
 
 
Via sentiero in 15 minuti raggiungiamo la spiaggia di Kerdos, la più vicina al paese. Anche qui un po’ di nudisti, la spiaggia è lunga e bella.
 
Kerdos

Kerdos

Kerdos

Kerdos
 
E’ un abbaglio? Ci sembra di vedere….ma è proprio Ettore, colui grazie al quale abbiamo scelto questa isola! Salutiamo e scambiamo due parole con Lui e la moglie, oramai entrambi in pensione da anni: sono qui dal 13 maggio!
Mangiamo alla taverna alle spalle, moolto curata, e mangiamo bene. Dovrebbe essere famosa, ci dice Ettore, per le verdure del suo orto, che peraltro non sono mature! Così ci mangiamo alici marinate, molto buone, fava (dobbiamo aspettare 20 minuti perché la prepara espresso) e delle ottime frittelle di baccalà. 
 
Taverna di Kerdos

Taverna di Kerdos
 
Col passare delle ore è arrivata un po’ troppa gente, per i nostri gusti (si, lo so, siamo viziati!).
 
Kerdos “affollata”
 
 
Così ripartiamo col sentiero,
 
Sentiero verso il mulino

Sentiero verso il mulino
 
Sentiero verso il mulino
 
 
mulino
 
 
diroccato su un promontorio, con un bel panorama, sotto una spiaggia pare irraggiungibile via terra.
 
Spiaggia sotto il mulino
 
Sul sentiero del ritorno ci fermiamo in una caletta con scogli chiari e scogli scuri, una minuscola spiaggetta (2 metri circa) e il fondale bianchissimi. Bel bagno, peccato che non siamo soli, c'è una famiglia con bambini italiana, che al ritorno raccoglie il timo per portarlo a casa.
La sera andiamo a cena da Capetan Giorgios, unico locale aperto tutto l'anno, sopra il porto. Vedo che il fritto è buono, per cui prendiamo i gavros fritti, souvlaki con le patatine e la horta.

Giovedì 25
Ultimo giorno a Donoussa. Prendiamo il bus al porto
 
Bus
 
e andiamo a Mersini, da cui parte il sentiero per la spiaggia di Livadi, circa 15/20 minuti di discesa, in parte sentiero a scalinata, in parte sassoso. Dopo poco dall'inizio del sentiero, sul primo pezzo con le scalinate e proseguendo dritti invece che svoltare per la spiaggia, si arriva ad un boschetto con una bella fonte, con due vasche, origine di tutto questo verde. 
Verso Livadi

La fonte
 
 
Livadi è più chiara di Kedros e alle spalle ha parecchi alberi (monopolizzati da liberi campeggiatori, anche se sarebbe vietato). Sabbia effettivamente abbastanza fine e acqua pulita e chiarissima.
 
Livadi

Livadi

Livadi
 
Quasi tutti nudisti. Sui lati della spiaggia qualche sirmata dismesso e occupato da campeggiatori, uno in particolare che rientra dal mare su una tavola da surf con il suo cane, si mette nel sirmata a letto a leggere e li rimane per tutta la mattina. A fine mattina saliamo alla taverna Tzi- Tzi, che dicono sia la migliore dell'isola, bell'ambiente con lo stesso stile dei ns studios, dove mangiamo un tris di pesci marinati ( molto buoni: acciughe, gavros e minisgombri) una insalata di polpa di granchio ( ma fatta con surimi, yogurt , maionese e limone) e una insalata cretese ( crostini integrali coperti da tanto pomodoro fresco tritato, cipolla e cetriolo, due olive), solita birra acqua e caffè.
 
Taverna Tzi Tzi

Taverna Tzi Tzi

Taverna Tzi Tzi
 
Sono le cinque meno un quarto, troppo presto per tornare, troppo tardi per scendere all'altra cala, Fiki, e risalire in tempo per prendere il pullman.
Comunque , pur sbagliando inizialmente il sentiero (lungo come quello di Livadi ma più dolce)  scendiamo: bella spiaggetta, piccola, sabbia e scogli chiari ai lati, acqua bellissima.
 
Fiki
 
Ce la prendiamo comoda tanto il ritorno a questo punto ce lo dobbiamo fare a piedi: oltre alla risalita, ci sono circa 5 km di strada asfaltata, però tutta in costa quindi senza salite. Proviamo ad entrare, dopo un km e mezzo, nell' “abitato” (si fa per dire) di Messaria, ma la stradina di cemento con tanto di "kalo elzate" (benvenuti) con traduzione in inglese e fiorellini dipinti a calce finisce dopo 100 metri ad un gruppo di tre (3) case, chiuse e senza segni di vita.
 
Mesaria 
 
 
Prima di rientrare passiamo dal paese e facciamo la spesa per la colazione di domani (che i giorni di trasferimento abbiamo l’abitudine di farci in nave): questo non è un posto da shopping, il paese ha 3 negozi: un fruttivendolo, un panettiere che fa ottimi dolci con annesso frigo che fa da mini (ma proprio mini) market con latte, yogurt e poco più e un bazar, con un’insegna che promette mari e monti ma ha una decina di articoli in tutto: fa tenerezza!
 
Il Bazar
 
torniamo per cena da Iliovasilema, mangiamo grande pagello ai ferri, patatine, gemistà e horta, vino, acqua, caffè, poi ce ne torniamo a casa via spiaggia godendoci il panorama notturno.
 
Stavros di notte
 



GRADUALE RIENTRO NEL MONDO
Venerdì 26- NAXOS
Lukas alle 7 ci accompagna al porto (che acqua, fosse così anche nei porti italiani…)
 
Acqua del porto
 
ci sono i pescatori al rientro dalla pesca notturna
 
Il pescato
 
 
e la barca che (non tutti i giorni, vista la scarsità di turisti) fa il giro dell’isola per chi non vuole camminare
 
Barca per il giro dell’isola
 
 
alle 7.30 partiamo per Naxos, dove passeremo l’ultima giornata prima del rientro in Italia.
 
Addio Donoussa
 
Abbiamo prenotato uno studio economico ad Agia Anna, Anemos Studios, in una stradina a pochi metri dal mare. Ottima posizione, proprietaria deliziosa. Non essendo ancora pronto lo studio (che poi scopriremo appena ristrutturato e riarredato, in modo semplice e funzionale, con gusto e pulitissimo) al ns arrivo ci offre un caffè a casa sua, si fa 4 chiacchiere (è neozelandese sposata 35 anni fa con un uomo di qui), poi ci offre uno yogurt con uvetta prodotta con metodi biologici dalla cognata e da lei sciroppata. Ci mettiamo il costume e andiamo a piedi in spiaggia, ad Agios Prokopios, sempre bella (sabbia chiara grossa che non vola col vento e acqua azzurro chiaro). Certo, dobbiamo dimenticare la solitudine e l’ambiente naturale delle nostre piccole isole! Qui l’acqua è meravigliosa,
 
Acqua di Agios Prokopios
 
ma ci fanno effetto queste grandi differenze: la spiaggia è quasi completamente attrezzata e fittamente frequentata (almeno dal nostro punto di vista).
 
Spiaggia di Agios Prokopios 
 
 
Mi chiedo come sarà in agosto (quanto siamo viziati !) ; famiglie, giovani, coppie, anziani, gente che sta tutto il tempo sotto l’ombrellone e paripatetici di tutte le età (in gran maggioranza italiani) che passeggiano in gruppo chiacchierando tutto il tempo ad alta voce: di problemi di lavoro, di politica, di altre vacanze, di fatti di famigliari e vicini. Ci stiamo reimmettendo nel nostro mondo abituale. Ci piazziamo nella zona libera frequentata solo da pochi, nudisti. Certo, un conto è il nudismo su spiagge deserte, un altro il nudismo con i gruppi di passeggiatori (ovviamente in costume) che ti passano in continuazione a due metri e gli ambulanti che vengono quasi a toccarti per richiamare la tua attenzione e venderti le loro (sicuramente poco greche) cose.
Quando di sole, gente e bagni siamo sazi, rientrando ad Agia Anna ci fermiamo a mangiare un’insalata greca buona ed economica con una birra alla taverna O Fotis, terrazzino di legno bordo strada sulla spiaggia.
Una doccia a casa e poi noleggiamo un motorino per fare un giretto toccata e fuga poco più a sud a Mikri Vigla, bella, lunga, sabbiosa e un po’ meno frequentata, per poi andare a fare un giretto in centro a Naxos intorno al castello, un aperitivo Ouzo e polpette di polipo da Smyrneiko al porto
 
Aperitivo di addio

Aperitivo di addio
 
 
aspettando il tramonto per una classica foto del sole attraverso l’arco che ben può esprimere la botta di nostalgia che già ci prende per dover abbandonare queste isole.
 
Classica foto tramonto a Naxos
 
 
Rientriamo ad Agia Anna, facciamo due passi per andare a cena in un ristorante familiare un paio di km più a sud, a Plaka (qui a Naxos si mangiano buone verdure, tanti di questi ristoranti hanno il loro orto).

 
Sabato 27/6
IL RIENTRO
Partiamo alle 8.30 con l’autobus da Agia Anna per il porto di Naxos (comodissimo, passa ogni mezz’ora dalle 8 di mattina fino all’una di notte), prendiamo per l’ennesima volta il traghetto Blue Star (oramai ci sembra casa nostra) ; uno sguardo di desiderio anche all’autentica, neoclassica Ermoupolis,capoluogo della marinara ed operaia capitale dele Cicladi, Syros; quindi al self service della nave facciamo il ns ultimo pasto greco con tanto di Retsina.
 
Ermoupolis
 
I televisori sulla nave ci riportano all’attualità: sul traghetto invece delle solite telenovelas (o come si chiamano in Grecia non so) stanno trasmettendo Tsipras che fa la conferenza stampa e annuncia che domenica prossima si farà il referendum; poi partono i dibattiti politici, scene della seduta del parlamento; non capiamo una parola ma i volti sono tirati; i greci sul traghetto sono tutti davanti agli schermi.
 
La crisi

La crisi

La crisi
 
Arriviamo al Pireo con un bell’anticipo che ci consente di raggiungere l’aeroporto con tutta calma (BUS X96, 5 euro a testa, un’oretta). Durante il tragitto in autobus guardiamo tutti gli sportelli Bancomat che incontriamo; alcuni sono vuoti, ma davanti ad altri effettivamente cominciano ad esserci file di 4 o 5 persone.
 
Bancomat ad Atene

 
 
Alle 22.45, con un anticipo di un quarto d’ora, il nostro volo, puntualissimo atterra a Orio al Serio.
Questa crisi forse non finirà presto. Forse non si limiterà alla Grecia, l’Europa sta palesando tutta la sua fragilità. Forse cambierà un po’ anche la nostra vita. Però sono sicura: noi in Grecia comunque ci torneremo

***

P.S.1 - Chi scrive di Donoussa essendoci andato in luglio e peggio ancora in agosto ne parla come di un’isola sovraffollata, che ha perso il suo fascino. Siccome è molto piccola, non ha né locali né siti di interesse storico o religioso, va gustata per la sua natura e rispettata. Non andateci, se potete, in alta stagione!
P.S. 2- Non vi ho parlato dei colori di Donoussa perché li avete potuti vedere nelle foto e riempiono di gioia gli occhi: anche i profumi sono un piacere e sono quello del timo selvatico e quello fresco e impalpabile del vento

1 commento:

  1. GRANDE ELISABETTA... Hai ragione i colori di Donoussa si commentano da soli e a distanza di anni, quando penso a Donoussa le immagini sono sempre quelle del violetto del timo che contrasta con il turchese chiaro del mare. Altra cosa su cui hai perfettamente ragione è il fatto che le isole piccole come Donoussa vanno vissute in bassa stagione.... in alta stagione sempre meglio scegliere isole grandi. Per me Donoussa è la più bella delle Piccole Cicladi

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