giovedì 16 marzo 2017

TINOS, L'ISOLA DI EOLO

di Renata Aurini

Perché andare a Tinos?

Per le Colombaie: con le delicate decorazioni in ardesia, sono la caratteristica di Tinos, anche se si trovano anche su altre Cicladi, ma non così numerose e ben conservate. La cura delle colombe è antichissima, ma durante il pacifico dominio veneziano, divenne allevamento sistematico.
Per i Villaggi: forse i più belli, numerosi e caratteristici villaggi cicladici sono su quest'isola. Abitazioni singolari, con archi in ardesia e frontoni con meravigliose decorazioni in marmo.
Per il Marmo: Il villaggio di Pyrgos su tutti declina il marmo in ogni possibile uso. Il Museo del Marmo offre poi una dimostrazione della bellezza e della quantità di varietà e di usi di questa materia prima.
Per i Sentieri: una rete capillare di sentieri ben segnalati consentirebbe la visita, sebbene faticosa, di tutta l'isola praticamente a piedi.
Per la Fede: Tinos è detta "la Lourdes di Grecia", per il santuario della Panagia Evangelista, che custodisce la sacra icona della Madonna e raduna fedeli sia dalla Grecia che dal resto d'Europa, specie durante la festa ufficiale del 15 agosto. La quantità di chiese sparse sull'isola è un ulteriore conferma della religiosità di questa popolazione.

31/7
Il traghetto della Golden Star, tra sbuffi di fumo, lascia la burbera Andros. Il mare è piuttosto nervoso, ma la grande imbarcazione se la cava benissimo, mostrando una stabilità davvero eccellente. Costeggiamo Andros in tutta la sua lunghezza, fino al braccio di mare che la separa da Tinos, per poi iniziare ad ammirare il profilo di quest'ultima fino al porto.




Eccola lì,la Chora, raggiante nel suo biancore, distesa davanti a noi, sormontata dal profilo della Panagia Evangelista, per i devoti anche unico e valido motivo per una gita su quest'isola.
Sbarchiamo e il proprietario del Boussetil room è pronto ad attenderci con il suo pulmino. Gli
studios sono a poco più di un km dal porto, appena dietro la zona più centrale. Direi piuttosto
spartani, ma affacciano su un giardinetto pieno di gatti e di ombra.
Problematica sarà la ricerca dello scooter da noleggiare. A Tinos town, sul lungomare, ci sono soltanto due noleggi per scooter: Vidalis (che praticamente monopolizza tutto il bacino) e Jason, più economico, che pero' non ha mezzi a disposizione. Vidalis ci fa aspettare parecchio per la conferma (25 euro al giorno per un 150) e non accetta prenotazioni. Abbiamo bisogno di prenotare anche per i nostri amici Aldo e Ornella (la mitica Puccy) che arriveranno da lì ad un paio di giorni, ma non c'è nulla da fare. Offro un acconto, ma non lo accettano. Conto sulla buona sorte. Diversamente prenderemo una macchina per tutti e 4 (di quelle non manca la disponibilità).
Finalmente in sella al nostro mezzo, vorremmo
acquistare qualcosa per la colazione di domani. Sorpresa: tutti i supermercati sono chiusi, visto che è domenica. In realtà è una cosa normale, che pero' per noi abituati alle aperture straordinarie, specie in agosto e nei luoghi di villeggiatura, suona strano. Per fortuna troviamo un
anziano in una botteguccia vicino agli studios, che ci vende dello yogurth favoloso e del miele
altrettanto, più altri prodotti molto "casalinghi". Sono contenta: abbiamo dato un aiuto alla piccola economia a gestione familiare.
Partiamo subito per iniziare l'esplorazione dell'isola. Saliamo in direzione Triandaros: alla nostra
destra l'isola di Mykonos sembra così vicina da poterla toccare. Come tutti dicono, il diavolo e l'acqua santa, il sacro e il profano, la quiete e la tempesta, vicine da parere una cosa sola.
Poco prima di Triandaros, le prime piccionaie: merletti bianchi di pietra. Il paese è incantevole, e ammetto che ogni villaggio di Tinos sarà sorprendentemente bello: ognuno con una particolarità,
ognuno uguale all'altro in bellezza, eppure differente.











Dopo questo primo assaggio di Tinos, scendiamo verso le spiagge più vicine alla
Chora dal lato est: Agia Kiriaki, Laouti, Agios Sostis. Onestamente i sassi e la sabbia verdognola
(caratteristica che ritroveremo spesso), oltre alla temperatura non proprio alta, ci fanno desistere dal primo bagno.

Ora urge riempire lo stomaco. tra i vicoli della Chora non mancano ristoranti di ogni genere: da Vlaxos torneremo più di una volta, per kokoretsi, souvlaki, pite, verdure grigliate, ecc. ecc.
La Panagia illuminata è una visione assai suggestiva 




 
1 agosto
I gattini del giardino diventano sempre più intraprendenti, iniziando a condividere la colazione con noi.



Oggi ci dirigeremo verso le spiagge di nord-ovest, passando dall'interno (Tarabadhos) per vedere le piccionaie dalla strada.

Dopo Tarabadhos proseguiamo ancora a nord, in direzione spiaggia di isternia, ma il vento inizia a farsi sentire, e lungo la strada alta sul mare si sente decisamente freddo. Prendiamo il bivio e scendiamo con facilità lungo alla spiaggia di Isternia. E' una baia a mezzaluna con acqua calda e limpidissima, sabbia fine e bollente. Non molto ampia, si riempie facilmente.
Dopo un piacevole bagno, tornando verso Tinos Town,dalla strada principale prendiamo il bivio per scendere alle spiagge confinanti di Giannaki e Kalivia. 




Ancora acqua limpida ma sabbia verdognola mista a sassi. Quasi in tutte le spiagge ho trovato una caratteristica particolare: è quasi come se fossimo su una battigia lacustre, fatta di terra montana più che di fine rena. E' forse per questa ragione che il mare qui mi rende un po' timorosa 










Tinos è abbastanza piccola da consentire un ritorno spezza-giornata in albergo, tanto per riprendere le forze e godersi uno spuntino in compagnia dei "nostri" gattini, che ci stanno aspettando.
Nel pomeriggio tocca ad un altro bel villaggio: Falathados, che ha la particolarità di trovarsi a ridosso di una zona ricca di massi granitici dalle strane conformazioni. 





















Un sentiero parte dalla fine del paese, e porta fino a Livada bay, costeggiando un ruscello (in parte in secca) e alternando punti assolati a zone ombrose.




Quasi quanto Andros, anche Tinos è una Ciclade anomala, ricca di acqua e vegetazione. Non
per nulla il suo nome arcaico era Idroussa, cioè ricca di acqua: ci sono ancora vecchi mulini ad acqua in disuso. Non percorriamo per intero il sentiero, ma siamo ugualmente soddisfatti di questa passeggiata in solitaria.
2/8
Oggi è una giornata speciale, perché stasera arriveranno Aldo e Ornella.
Il santuario di Kionia, sul mare, è molto vicino a Tinos Town, ma faremo una piccola deviazione a nord, per l'antica Polis. Si accede attraverso un sentiero
in pietra, dalla strada principale. Non resta che qualche pietra e parte delle mura, ma la posizione fa immaginare una città di antica bellezza e prosperità. Riscendiamo rapidamente a Kionia ed entriamo nel santuario di Poseidone e Amfitre. Il sito è deserto e si paga una cifra ridicola per l'ingresso. Questo Sito è secondo per importanza solo al Santuario di Asclepio ad Epidauro. Anche Poseidone era infatti venerato come medico e dio guaritore.




Trovo sia una visita assolutamente imperdibile per chi si reca a Tinos.
Dopo la storia, attraversiamo rapidamente il paese di Kionia, consistente in un piacevole agglomerato di studios e taverne sul mare, con una deliziosa chiesina all'ingresso, e servitissimo dai bus. Appena superata la spiaggetta cittadina (per lo più di sassi), c'è una leggera salita verso nord. Si parcheggia vicino ad una villa bianca e si scende a piedi per un breve sentiero.





La spiaggia che si trova è grande, solitaria e bellissima. Prima di questa, confinante con la spiaggia di Kionia, c'è la Balos bay, anch'essa molto invitante vista dalla strada, ma col difetto di avere massi scivolosi a riva, quindi poco fruibile. La spiaggia che citavo si chiama invece Platia Ammos, ed è di sabbia, sassi colorati, e qualche masso scivoloso solo in alcuni punti.




Nel pomeriggio arriveremo alle poco lontane spiagge di Agios Romanos e Apighani, con una fantozziana avventura fino a Kandani bay.
Ad Aghios Romanos si arriva con facilità dalla strada principale,



mentre per Apighani bisogna tornare indietro, parcheggiare e percorrere un tratto a piedi lungo un sentiero un po' faticoso da risalire: 


Ma purtroppo ho un'idea che si rivelerà orripilante: dalla strada noto un lampo di azzurro "confinante" (si fa per dire) con la baia di Kandiani. Bisogna "solo" superare a piedi un promontorio. Quando ci allontaniamo dalla spiaggia e iniziamo a salire tra sabbia e sassi, notiamo che veniamo guardati con una certa curiosità. Ci aspetta un percorso interminabile tra sassi, pietre, spine, strapiombi, fino ad arrivare alla tanto agognata spiaggia. Naturalmente io, come sempre quando c'è da fare un percorso difficile, sono in infradito... All'arrivo la spiaggia sembra splendida e solo per noi,ma purtroppo è impraticabile.

Lastroni di pietra scivolosa ne impediscono l'accesso in acqua. Ci provo ostinatamente, vista la fatica per arrivarci, ma non rimedio che un paio di rovinose cadute. Non ci rimane che tornare indietro.
 

Temo davvero che mio marito mi butti in acqua da questo sentiero, soprattutto perchè poi, ritornati alla spiaggia di Apigani, occorre fare un altro bel pezzo in salita per tornare sulla strada dove abbiamo parcheggiato. 



                                                           Pure i maiali ci deridono                                                    

La serata si conclude, prima di cena, a Kionia, nel punto da cui si può godere di un tramonto strepitoso: la chiesetta all'ingresso del paese







Dopo la cena al centro di Tinos, finalmente incontreremo i nostri amici, arrivati da poco. Domani ci attende la prima giornata insieme.


3/8


Noleggiato il secondo scooter da Vidalis, siamo pronti per partire!
Siamo diretti alla spiaggia di Livadia, caratterizzata dalle bizzarre formazioni rocciose che la circondano: 













Ci perdiamo fra I massi, scavalcando le pietre rosa e nere, infilandoci tra gli anfratti e ascoltando il ruggito del mare.


Risaliamo, in sella agli scooter, sulla strada principale e pieghiamo ad est, verso il Faro. Inizia uno sterrato infinito, ma che ha questa tappa di pura vertiginosa bellezza: 


Ma Aldo, che è in testa al gruppo, non torna indietro, ma continua ancora nella stessa direzione. Lo sterrato pare non finire mai


Finalmente una spiaggia ristoratrice si intravede all'orizzonte







Dopo un bagnetto, mentre ci stiamo dirigendo agli scooter, sono stupefatta dal fatto che il mare, sebbene calmo fino a quel momento, produca una specie di risucchio con un'onda bassa che in un attimo si “mangia” tutta la spiaggia. E' un fatto di correnti che in Grecia ho notato spesso, ma mai in questa maniera così plateale. I miei compagni pero' sono distratti e già sulle moto...


Ora ci vuole una sosta “tecnica” con insalata greca e birra. Anche il ristorante è decorato in ardesia, come una colombaia . Decorazioni o no, questo frugale spuntino con gli amici è quanto di più soddisfacente si possa desiderare.


Oggi in effetti si è camminato poco e bisogna rimediare. Arriviamo al Santuario del Sacro Cuore, proprio sotto l'Exomburgo, la seconda cima più alta dell'isola.






 Sulla sommità ci sono I resti di un castro medievale veneziano, mentre lungo I fianchi del monte, ci sono resti di più antiche fortificazioni. Io e Ornella decidiamo di intraprendere la salita, sospinte letteralmente dal vento. Sebbene la cima sia alta solo poco più di 600 metri, complice la danza vorticosa delle nuvole, l'ascesa pare verso una specie di mondo fiabesco, o , meglio, mitologico. Continuiamo a salire: forse lassù troveremo il Palazzo di Eolo





Dicono che da qui, nelle giornate limpide si riesca a vedere Santorini (!?!). Purtroppo questa giornata ètutt'altro che limpida 



Il vento soffia impietoso e il cielo si fa scuro, ma noi siamo felici di essere arrivate fino quassù 






La lunga giornata continua alla scoperta di alcuni dei villaggi più particolari di Tinos. Ci eravamo già accordate per vederli assieme.
Le architetture naturali dei massi lungo la strada, ci annunciano che stiamo arrivando al villaggio di Volax.





Qui I muri e le porte delle case, sono decorati con versi di poesie 









Ecco gli amati versi di “Ithaca” di Kavafis






e della canzone " Mikri Patrida".






Ogni  angolo qui è poesia:









Dopo Volax, ci dirigiamo verso Agapi, che sorge sul dorso di una valle ricca di colombaie:



                                               Un altro paese di raffinata bellezza.


Foto dei nostri sfiniti, ma sempre elegantissimi uomini





Per completare l'intensa giornata, finiamo alla spiaggia di Kolybhitres (sud-est) che, onestamente non incontra I miei gusti. Gli altri si fanno il bagno, ma io non ne sento la voglia






Per tornare alla base a Tinos Town, ripassiamo sotto l'Exoburgo, che quasi ci sfotte circondato da un cielo azzurrissimo






Una sosta in albergo, poi al ristorante prenotato da Aldo dopo uno studio approfondito: Mpeee (gli amici vegani non ce ne vorranno) ad Arnados. Pienamente soddisfacente




4/8


Ci si incontra puntuali dal benzinaio all'uscita del paese, per una visita più spirituale: il Monastero femminile di Kechrovouni, o della Signora degli Angeli. Secondo la tradizione venne fondato da 3 sorelle, dopo un sogno in cui la Madonna le esortava a costruire un monastero proprio in quel punto. Visto che quel luogo era troppo esposto ai venti, provarono inutilmente a costruire più a sud, ma di notte crollava ciò che di giorno era stato innalzato. Le 3 celle, nucleo della costruzione, esistono ancora.








Ripresa la strada per Pyrgos, facciamo una sosta al pittoresco paese di Aetofolià, dove entriamo nel piccolo museo della ceramica, che ha sede in una colombaia











Dopo la visita, alle 11 del mattino, ci viene offerto del raki con ceci salati: ci voleva proprio!
Ripartiamo sotto un cielo minaccioso, ma sappiamo bene che la variabilità è la caratteristica di queste isole.




                                                          I nostri inviati motociclisti in tenuta sportiva






  
 Pyrgos già sotto il sole




                                             

Il Museo del Marmo è assolutamente imperdibile: strutturato benissimo, con filmati sull'estrazione del minerale ed esposizione di reperti. C'è addirittura un grande murale con tutti I tipi di marmo proveniente da ogni luogo della Grecia. Poi I meravigliosi frontoni, che ornano ogni casa tradizionale di Tinos, anche la più modesta.




Pyrgos è il paese del marmo. Patria dello scultore Halepas, la cui casa non riusciremo a visitare perché ancora chiusa.





Marmo dappertutto, lungo I vicoli, nei frontoni delle porte, addirittura una fermata d'autobus completamente in marmo.




Con la promessa di ritornare più tardi, per l'apertura della casa natale di Halepas, prendiamo la via del mare. Arriviamo al Porto di Panormos e ci fermiamo alla Stafidia bay, subito dopo il ruscello con le papere. Ma io e Ornella non siamo ancora paghe: cerchiamo ancora la casa di Eolo. Sulla sinistra della spiaggia c'è uno sterrato che costeggia il mare. Certamente porta ad altre spiagge e magari al promontorio che vediamo giù in fondo... I mariti non hanno bisogno di parlare: leggiamo il diniego negli occhi. Così ci avviamo a piedi, chiacchierando lungo il sentiero assolato. Arriviamo ad una spiaggetta più intima, ma la snobbiamo proseguendo lungo un sentiero immaginario che costeggia il mare.




Finalmente arriviamo alla meta: il vento è sferzante, le onde si abbattono sugli scogli cesellati


dalle forze della natura e... eccolo! Abbiamo finalmente trovato Eolo, il nostro tomento e insieme protettore di questo viaggio.




La rosa dei venti, scolpita nella roccia, non può mancare




Siamo molto soddisfatte ed elettrizzate, tanto da non rimanerci male quando scopriremo che i due consorti non hanno alcuna intenzione di riportarci a Pyrgos per visitare la casa dello scultore Halepas. Si erano perfino messi d'accordo per trovare una scusa... che vergogna.


Stasera cena a Dyo Choria, borgo qualche km sopra Tinos, nella taverna Dyo Choria, sempre prenotata da Aldo dopo attenta selezione. La taverna è sulla strada (si salgono un paio di gradini), vicino ad una delle tante fonti-lavatoio Il panorama è impagabile, con le luci di Mykonos che brillano nella notte. Mangeremo benissimo, pagando pochissimo.Le porzioni sono molto abbondanti, con degli strepitosi assaggi di formaggi e salumi dell'isola. Unica accortezza (oltre quella di portare un giubbino per il fresco), è quella di essere molto puntuali: ci si siede precisamente all'orario concordato e si lascia il tavolo per il cliente successivo.








5/8


Oggi lasceremo Tinos e I nostri amici. C'è tempo per un'ultima spiaggia insieme: la colorata Lichnaftia.





Passeggiamo sulla battigia di sassi dalle mille sfumature, ma non possiamo fare altro: il vento è forte e il mare freddo e agitato. Nemmeno Mykonos si riesce a vedere per via della foschia.


Un autoscatto è d'obbligo 




Qui ci separiamo e io e Luigi ci dirigiamo in albergo per una doccia e I bagagli. Resta il tempo per il pranzo e per una visita alla Panagia. Non sono credente, ma ammetto che le chiese ortodosse riescono a trasmettermi delle emozioni . Assistiamo anche ad un rito di battesimo, molto intenso, col bimbo che viene immerso per intero nel fonte battesimale.




In quest'isola tanto ricca di acqua, non può mancare all'interno della Panagia la fonte da cui sgorga l'acqua santa, con una lunga fila per riempire bottiglie, boccettine e addirittura I biberon dei bambini. Dal sagrato della chiesa, vedere salire alcuni fedeli in ginocchio lungo la passatoia che dal porto finisce fin quassù, in segno di ringraziamento o pura devozione, è abbastanza toccante 





Ora siamo sul traghetto che ci riporterà al Pireo. Eccola lì, la bella e raggiante Tinos, con le sue nuvole, il suo biancore e la sua spiritualità, pian piano sparire tra la spuma del mare.




1 commento:

  1. Questi giorni passati a Tinos con voi saranno sempre un bellissimo e caro ricordo... Eolo... il suo Castelli fra le nubi sulla cima dell'Exobourgo,il suo Castello sulle onde ruggenti davanti all'isola Planitis, il suo Castello sui baluardi rocciosi in cima al Monte Tsiknias che abbiamo il primo giorno dalla spiaggia di Livada e l'ultimo giorno dalla spiaggia di Liknaftià .. Eolo esiste ed è ancora il Re di Tinos e per noi Tinos sarà sempre l'ISOLA di EOLO.
    Grazie Renata per questo diario che ogni tanto rileggo con affetto

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